C'è anche un piatto fotografato in mensa, l'immagine che circola tra le famiglie e, nel giro di poche ore, il caso che arriva fino in Comune. È quanto accaduto nelle scuole di Varazze, dove la qualità del servizio di refezione scolastica è finita al centro delle proteste di alcuni genitori a poche settimane dalla fine dell'anno.
Secondo il racconto di un genitore, la sua bambina si è lamentata più volte, nel corso dell'anno, della quantità e della qualità di ciò che veniva servito a tavola. "Inizialmente ho dato poco credito a mia figlia, pensando che esagerasse", ammette il padre. A far sorgere il dubbio, però, la fame con cui la bambina usciva ogni giorno da scuola, al punto da reclamare subito una merenda.
La questione è giunta fino alla dirigenza scolastica e al sindaco Luigi Pierfederici.
La risposta dell'Amministrazione comunale non si è fatta attendere. In una comunicazione datata 21 maggio, inviata alle famiglie e firmata dallo stesso sindaco, il Comune fa sapere di essersi attivato "immediatamente" dopo le segnalazioni documentate. In giornata è stato convocato d'urgenza il responsabile della ditta incaricata del servizio mensa: durante l'incontro, sono state "pretese ed ottenute rassicurazioni" su un immediato riadeguamento agli standard qualitativi e quantitativi previsti dal contratto.
L'episodio, secondo l'Amministrazione, sarebbe riconducibile a un "isolato errore umano" e non a una carenza strutturale di professionalità. Il Comune ha comunque annunciato un protocollo di monitoraggio più stringente: il personale comunale continuerà a effettuare verifiche in presenza, senza preavviso, durante l'erogazione dei pasti.
"Il pasto a scuola non è un semplice adempimento logistico, ma un fondamentale momento educativo e di salute", scrivono dirigente e sindaco, assicurando che l'attenzione dell'Amministrazione resterà "massima".














