Da diversi anni, in Europa, c’è un crescente interesse per le criptovalute, ma permane ancora una sostanziale carenza di conoscenze sull’argomento. È quanto emerge da uno studio pubblicato da Bitpanda in collaborazione con Zeb Consulting, che ha raccolto le opinioni di 10.000 investitori in 13 Paesi europei.
Tra i principali risultati del report, si evidenzia come quasi la metà degli investitori retail (48%) abbia descritto la propria conoscenza finanziaria come “limitata”, mentre circa il 40% la considera “di base”. Altro dato interessante è che per quasi la metà degli investitori privati, la conoscenza limitata è una delle principali ragioni per le quali esita a investire nelle criptomonete.
Sono dati che mostrano l’ampio margine di crescita non solo del mercato delle crypto, ma anche dell’educazione finanziaria in generale.
Cresce l’adozione in Europa, ma a ritmi disomogenei
Il report sottolinea come l’adozione delle criptovalute in Europa stia crescendo in modo sensibile, con alcuni mercati che dimostrano una maggiore maturità rispetto ad altri. A livello generale, l’uso degli asset digitali è aumentato, ma il grado di diffusione varia tra i singoli Paesi. Per esempio, Regno Unito, Germania e Francia presentano un numero crescente di investimenti, mentre la Polonia evidenzia un tasso di crescita tra i più dinamici nel continente.
Nonostante questo incremento, permane una certa distanza tra l’interesse teorico verso le criptovalute e la reale padronanza degli strumenti. Molti cittadini europei mostrano curiosità, ma spesso non possiedono conoscenze sufficienti per comprendere appieno rischi, opportunità e meccanismi legati all’investimento in cripto-asset.
Mercato delle criptovalute e carenza informativa
Per gli investitori retail, il principale ostacolo all’investimento in criptomonete è la carenza informativa. Il citato report mette in evidenza che quasi la metà degli investitori retail (precisamente il 47%) considera di possedere conoscenze limitate nel settore.
Allo stesso tempo, il 42% ritiene ancora le criptovalute troppo rischiose per investire con la necessaria tranquillità. Questo si traduce in un alto tasso di incertezza tra chi è ancora alle prime armi: il 67% degli investitori retail non possiede asset cripto né ha intenzione di investire nel prossimo periodo.
In altri termini, chi ha già esperienza nel settore tende a fidarsi maggiormente delle tecnologie blockchain e degli strumenti decentralizzati, mentre i neofiti spesso manifestano diffidenza, anche a causa della volatilità percepita.
In un contesto del genere, sarebbe importante introdurre percorsi educativi semplici e chiari, che accompagnino gli utenti nella loro fase iniziale. In questa prospettiva, anche documentarsi su come comprare criptovalute tramite piattaforme regolamentate rappresenta un passo sensato verso una maggiore consapevolezza.
Incertezze normative e impatto del regolamento MiCAR
L’assenza di una regolamentazione chiara rappresenta ancora un ostacolo per il 19% degli investitori retail europei, sebbene questo fattore risulti meno rilevante rispetto alla percezione del rischio e alla volatilità del mercato.
Al riguardo, il regolamento MiCAR (Markets in Crypto-Assets Regulation), destinato a uniformare e regolamentare il mercato europeo delle criptovalute rappresenta un punto di svolta per favorire maggiore trasparenza e sicurezza nell’ecosistema cripto. Tuttavia, la sua efficacia dipenderà dalla capacità delle istituzioni finanziarie di adattarsi rapidamente ai nuovi requisiti normativi, offrendo prodotti e servizi conformi che possano colmare le attuali lacune di fiducia e conoscenza tra gli investitori.
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