"Concluso il secondo atto della vertenza part-time, è tempo di somme e analisi per la continuazione. Lo sciopero conferma l’attenzione dei lavoratori del porto di Savona Vado sull’utilizzo di contratti part-time da parte di APMT. Il presidio ha visto un fronte compatto, composto dai lavoratori dei terminal di Savona e Vado Ligure, e della CULP 'Pippo Rebagliati'".
Ad affermarlo è la Filt Cgil di Savona, che aggiunge: "È giunta la solidarietà portata dalla Segreteria Filt Regionale e da un gruppo di lavoratori dei terminal e della CULMV ‘Paride Batini’, a conferma che il tema part-time si ripercuote su tutto il sistema portuale di Genova e Savona, e non solo sui dipendenti di Vado Gateway Spa o su chi ne subisce le conseguenze. Anche la Camera del Lavoro di Savona e la Filt Nazionale non hanno fatto mancare il loro appoggio a una vertenza che tocca il territorio e la portualità nel suo complesso".
"Durante il presidio al varco merci, il sindacato ha ricevuto la disponibilità della Prefettura di Savona, verso la quale, a conferma dell’intenzione di proseguire la vertenza spostandola di livello, è partita una richiesta ufficiale per lo svolgimento di un confronto con la ‘prima’ autorità sul territorio. La Prefettura ha convocato le segreterie Filt Cgil e UILTrasporti per martedì 7 aprile. La vertenza è aperta: continuiamo a chiedere la trasformazione degli 8 contratti part-time in full-time e la proroga dei 6 lavoratori assunti a gennaio da Vado Gateway già con contratto full-time".
"Gli scioperi di dicembre e di aprile hanno sancito che al destino di quei lavoratori è collegata la produttività e la pace sociale del porto di Savona Vado, e non solo. Mentre le controparti gridano al surreale, il terzo atto è concreto e alle porte. Difendiamo l’occupazione e il diritto al salario pieno", conclude il sindacato.














