(Adnkronos) - Dopo il furto che aveva indignato il quartiere e l'intera città, il busto di Anna Magnani torna nella sua collocazione originaria, la nicchia di via della Pelliccia, a Trastevere. A restituire l'opera al luogo per il quale era stata realizzata è l'Associazione Anima di Roma ETS, grazie allo scultore Gianluca Bagliani, promotore di un progetto che unisce memoria, arte e tutela del patrimonio cittadino. Il busto era stato trafugato nel 2024, suscitando una forte mobilitazione. Dopo il ritrovamento da parte delle forze dell'ordine, l'opera è rimasta lontana dalla sua sede naturale. Oggi, a quattro anni da quel gesto che aveva privato Trastevere di uno dei suoi simboli più amati, Anna Magnani torna finalmente a casa.
"La ricollocazione all'alba del 19 luglio, con una posa volutamente sobria e senza cerimonie pubbliche, è una scelta precisa: riportare la scultura nel suo luogo con discrezione e rispetto, lasciando che sia la città a ritrovarla naturalmente - spiega in un comunicato 'Anima di Roma' -. La data non è casuale. Il 19 luglio è una delle giornate più dolorose della memoria romana: il giorno del bombardamento di San Lorenzo del 1943, quando il cielo della città si spezzò. Restituire il busto in questa ricorrenza significa trasformare un ritorno in un gesto simbolico di ricostruzione, affidando all'arte il compito di ricucire una ferita della memoria collettiva". Sul volto della scultura resta ancora evidente il graffio provocato durante il tentativo di asportarla: "Quella cicatrice non è un danno da nascondere – dice l’autore e restauratore dell’opera Gianluca Bagliani - È la testimonianza della storia di quest'opera. Racconta la violenza che ha subito, ma anche la sua capacità di resistere. La bellezza non è perfetta: porta con sé le ferite del tempo e continua a parlare". Per Bagliani, il ritorno custodisce anche un significato profondamente personale. "Questa statua racchiude una promessa. Mia madre desiderava vederla terminata. Ha potuto ammirarla soltanto quando era ancora modellata nell'argilla; non ha fatto in tempo a vederla trasformarsi nel bronzo. Ricollocarla oggi nel luogo per cui era nata significa mantenere quel giuramento silenzioso e restituire alla città anche una parte della mia storia".
“Il ritorno di Anna Magnani nella sua nicchia è il risultato della passione, della tenacia e della dedizione di Andrea Bagliani - affermano Jacopo Patulli e Gianluca Dodero, presidente e vicepresidente dell’Associazione Anima di Roma ETS - che in questi anni non ha mai smesso di credere che quest'opera dovesse tornare nel luogo per cui era stata concepita. A lui va il nostro più sincero ringraziamento, perché dietro ogni gesto di tutela del patrimonio c'è prima di tutto l'impegno di una persona che decide di prendersene cura. È questo il senso più autentico della cittadinanza attiva: non limitarsi a custodire la memoria con le parole, ma farlo con azioni concrete, assumendosi responsabilità e costruendo bellezza per tutta la comunità”. “Difendere i simboli di Roma significa difendere la nostra identità. La ricollocazione del busto di Anna Magnani è un messaggio chiaro: il patrimonio culturale va tutelato con la stessa determinazione con cui si garantiscono sicurezza e decoro urbano – commenta Stefano Marin, assessore alle Politiche Ambientali, Rifiuti, Rapporti con i cittadini e Polizia Locale del I Municipio. Un ringraziamento all’Associazione Anima di Roma ETS, allo scultore Gianluca Bagliani e a tutti coloro che hanno reso possibile questo importante risultato”.
La ricollocazione rappresenta l'inizio di un progetto culturale più ampio. Dal 20 luglio al 6 settembre prenderà vita una "staffetta silenziosa": artisti, attori, musicisti e scrittori raggiungeranno individualmente la nicchia di via della Pelliccia per lasciare un omaggio personale, un testo, un disegno, una riflessione, una breve performance, senza creare assembramenti. Ogni contributo sarà documentato e confluirà in un documentario che verrà presentato nell'evento ufficiale previsto per il prossimo ottobre.












