L'emergenza abitativa si fa sempre più pesante nel Ponente savonese, tra affitti diventati difficili da sostenere, precarietà lavorativa e una crescente disponibilità di alloggi che vengono sempre più destinati alle locazioni brevi. In questo contesto c'è, però, chi sta cercando di dare una risposta a quelle "zone grigie" di popolazione, più fragili e spesso meno visibili, attraverso il co-housing e i cosiddetti "alloggi sociali".
E' così arrivata alla sua sesta apertura l'Associazione "A Cielo Aperto", che stavolta ha trovato come partner i comuni di Tovo San Giacomo e Pietra Ligure per la sua sesta inaugurazione, stavolta all'interno della Val Maremola, con la nuova "Casa Gi.ada".
"Siamo arrivati alla sesta struttura: abbiamo alloggi ormai sul territorio di Rialto, Calice, due a Finale, uno a Pietra Ligure e ora questa nuova apertura a Tovo" spiega Cinzia Aicardi, referente dell’associazione. Il progetto si rivolge a una fascia di popolazione che sempre più spesso rimane schiacciata tra la perdita dell'alloggio e l'impossibilità di accedere al mercato degli affitti. "Si tratta di un alloggio pensato per far fronte a emergenze abitative temporanee. Ci rivolgiamo a persone che affrontano un momento delicato della loro vita a causa della perdita del lavoro o di uno sfratto esecutivo, e che non hanno la capacità economica per sostenere i prezzi degli affitti attuali del nostro territorio".
Una situazione che, nel Savonese, si intreccia con la forte vocazione turistica della costa. "In un'area vocata al turismo e al lavoro stagionale, molti appartamenti vengono destinati agli affitti brevi, rendendo difficile per i residenti trovare una stabilità con i classici contratti - prosegue Aicardi - Spesso incrociamo persone over 50 con occupazioni precarie, per le quali l'emergenza abitativa si trasforma in un profondo problema emotivo e di sicurezza".
"Casa Gi.ada" prova quindi a inserirsi in quella fascia di bisogno che rischia di rimanere scoperta: persone che non si trovano necessariamente in una condizione di disagio permanente, ma che, davanti a un evento come la perdita del lavoro o uno sfratto, non riescono più a sostenere i costi di un'abitazione sul mercato libero.
L'appartamento di via Pian del Sasso dispone di tre camere da letto e di uno spazio condiviso con cucina, bagno e living. Non nasce però semplicemente per offrire un tetto a chi si trova in difficoltà, ma come luogo temporaneo di accoglienza e accompagnamento, nel quale le persone ospitate potranno essere inserite in percorsi formativi pensati per recuperare autonomia e favorire il reinserimento lavorativo e sociale.
"Oggi è un giorno bellissimo per noi e per tutto il comprensorio - ha detto il sindaco Alessandro Oddo - Parliamo di un progetto innovativo e di visione per la nostra vallata, una casa sociale che interviene in modo concreto per dare una mano a chi vive un temporaneo disagio. Un ringraziamento doveroso va al Comune di Pietra Ligure, capofila del progetto, alla professionalità e all'umanità dell'associazione 'A Cielo Aperto', e soprattutto alla famiglia Baracco e Ciriegia, che ha compreso lo spirito di questa iniziativa mettendo a disposizione l'appartamento".
La formula scelta è quella del cohousing, con una dimensione abitativa condivisa ma anche un percorso di accompagnamento. "Il problema dell'abitare è evidentemente una delle grandi questioni aperte della nostra zona. Negli ultimi anni riuscire a reperire un alloggio è diventato sempre più difficile e quotidianamente raccogliamo gli appelli di tante persone in difficoltà - ha spiegato invece l'assessore alle Politiche Sociali di Pietra Ligure, Marisa Pastorino - Per questo abbiamo voluto provare a strutturare una soluzione che parte oggi con questa formula di cohousing: tre persone, tre nuclei monofamiliari, verranno inseriti in un contesto di coabitazione e di mutuo aiuto".
La sfida, però, è quella di andare oltre la singola esperienza e trasformare il progetto in un modello replicabile. "Speriamo che questa prima inaugurazione possa fare da apripista e servire da stimolo per tanti proprietari che magari esitano ad affittare i propri immobili sfitti - ha sottolineato - Affidarsi a una formula in convenzione con un ente del Terzo Settore garantisce sicurezze importanti e permette di dare una risposta fondamentale a chi ha bisogno di un tetto sopra la testa per condurre una vita dignitosa".
La nuova apertura di Tovo San Giacomo si inserisce così in una rete territoriale che, da Rialto a Pietra Ligure, passando per Calice e Finale, sta cercando di affrontare una delle emergenze sociali più difficili da gestire nel territorio: quella di garantire una casa a chi, pur avendo ancora le risorse per costruire un percorso di autonomia, rischia di perderla proprio perché non riesce più a sostenerne il costo.























