(Adnkronos) - Il Sanremo di Stefano De Martino comincia dal digitale ma guarda all’artigianato. Da una parte il debutto del voto online su RaiPlay, che per la prima volta affiancherà e si integrerà con il televoto tradizionale; dall’altra il divieto di utilizzare l’intelligenza artificiale nella scrittura dei brani. In mezzo una formula profondamente ridisegnata, con 24 Big in gara invece dei trenta delle ultime edizioni, tutti sul palco per tutte e cinque le serate e una nuova ‘Serata Performance’ che venerdì 19 febbraio assegnerà il pass per l’Eurovision Song Contest.
È questo il primo disegno del Festival 2027, definito dal regolamento pubblicato ieri e raccontato dallo stesso De Martino e dal vicedirettore Intrattenimento Prime Time Rai Claudio Fasulo, incontrando la stampa a Milano. Il voto online è una delle novità più significative. Sarà gratuito e passerà da RaiPlay: per votare sarà necessario registrarsi sulla piattaforma attraverso email e numero di telefono, con un sistema certificato. Il nuovo strumento non sostituirà il televoto ma verrà sommato a quest’ultimo per ciascun artista. Restano da definire le percentuali precise di incidenza delle due modalità, mentre è già stabilito che, per l’utente online, saranno al massimo tre i voti esprimibili. De Martino vede nella novità soprattutto uno strumento per allargare la platea di voto.
"Dall’app puoi votare direttamente il nome del cantante e penso che questa modalità prenderà sempre più piede” ha spiegato. Il sistema è ancora in fase di definizione per quanto riguarda i pesi: “Lo stiamo mettendo a punto ma per un utente online saranno tre voti al massimo”, ha detto De Martino. E sulle percentuali ha precisato: “Ci stiamo lavorando per garantire un buon equilibrio tra voto online e telefonico e far sì che nessuno dei due sia handicap ma un valore aggiunto”. La modalità di conteggio, invece, è già delineata: “Televoto e voto online verranno sommati per ciascun artista come la total audience e questo è il modus che intendiamo applicare”. La digitalizzazione non si fermerà al voto. RaiPlay sarà anche il punto di accesso a ulteriori contenuti legati al Festival, compresi i testi delle canzoni in gara. È un modello di partecipazione che la Rai sta sperimentando anche su altri programmi e che, per Sanremo, punta soprattutto a intercettare il pubblico più giovane.
La grande modifica sul palco riguarda invece il calendario delle serate. Quest’anno tutti i cantanti in gara andranno in scena ogni sera, da martedì a sabato. I brani verranno quindi ascoltati quattro volte nell’ambito della gara, mentre il giovedì sarà dedicato alle cover con ospiti e duetti. Il sistema di voto cambierà di sera in sera: martedì voteranno Giuria Popolare e Sala Stampa, Tv e Web; mercoledì Giuria Popolare e Radio; giovedì, per le cover, Sala Stampa, Radio e Giuria Popolare; venerdì, per la Serata Performance, Giuria Popolare ed Esperti Internazionali; sabato, per la finale, nuovamente Sala Stampa, Radio e Giuria Popolare. Al termine, i punteggi della prima, seconda e quinta serata decreteranno la classifica generale, dalla quale emergeranno i finalisti delle prime posizioni, comunicati in ordine casuale in un numero compreso tra tre e cinque. Dopo la riproposizione delle loro canzoni, dal vivo o tramite registrazione, si aprirà la sfida decisiva: a votare sarà esclusivamente la Giuria Popolare per il 50%, mentre il restante 50% deriverà dalla dote complessiva dei punteggi accumulati nelle serate valide per la gara principale. La combinazione di questi due componenti stabilirà la graduatoria definitiva, incoronando il vincitore di Sanremo 2027.
Dentro questa nuova struttura si inserisce la Serata Performance di venerdì 19 febbraio, che prende il posto di quella che era stata informalmente definita ‘Serata Eurovision’. Non sarà il vincitore del Festival, infatti, a ottenere automaticamente il diritto di rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest. La scelta avverrà quella sera attraverso un sistema di voto specifico: a votare saranno soltanto la Giuria Popolare e una Giuria Internazionale di Esperti, con un peso del 50% ciascuna. Il voto del pubblico sarà quello della Giuria Popolare, attraverso il sistema di televoto integrato con il voto online, mentre la giuria internazionale sarà composta da esperti di diverse discipline dello spettacolo, non soltanto musicali ma anche, ad esempio, di coreografia e scenografia. “La stesura del brano deve essere la stessa di quella in gara ma si può modificare l’arrangiamento per dare un vestito nuovo alla canzone e varietà nell’intrattenimento”, ha spiegato De Martino. La versione proposta potrà durare tre minuti e mezzo, rispetto ai tre minuti spaccati previsti dall’Eurovision, e potrà anche essere diversa nell’impostazione musicale: “Se l’artista vorrà presentare una versione piano e voce rispetto alla versione con l’orchestra sarà possibile farlo” ha precisato il direttore artistico.
La Serata Performance avrà dunque una funzione distinta dalla gara principale: il risultato di quella serata servirà a individuare il rappresentante italiano all’Eurovision, senza determinare la classifica generale di Sanremo. Quanto alla possibilità che alcuni artisti possano scegliere un brano pensando già a un possibile percorso internazionale, De Martino ha osservato: “C’è sempre chi presenta una canzone meno sanremese” e con un appeal più internazionale, citando come esempio ‘Tuta Gold’ di Mahmood. Il numero dei concorrenti, intanto, dovrebbe fermarsi a 24. Una scelta legata anche alla nuova formula, che prevede la presenza di tutti in tutte le serate. Il regolamento stabilisce che saranno 24 i Big in gara, compreso il vincitore di ‘Sarà Sanremo’ 2026, senza una categoria separata delle Nuove Proposte all’Ariston. La formula, almeno sulla carta, potrebbe però ancora essere modificata: negli ultimi anni le deroghe per ampliare il cast sono diventate una consuetudine, anche se De Martino ha assicurato: "Vi dico già che resteranno 24, nonostante tutti mi dicono che allargherò il numero degli artisti. Non lo farò".
I giovani non spariranno dalla prima serata. Anzi, il progetto di De Martino prevede di portare Sanremo Giovani e Area Sanremo direttamente nel prime time di Rai1, con sei artisti, tre per ciascun percorso. “Quando abbiamo iniziato a lavorare al Festival abbiamo attinto da vari dati storici. La cosa più valida era fare una gara e alzare la posta in gioco: come agli Australian Open, uno bravo se la gioca fino alla fine e poi si siede al tavolo dei grandi. Avendo poi Big in gara molto giovani, era un po’ strano dividere i due percorsi. Area Sanremo e Sanremo Giovani confluiranno nel prime time di Rai1 con sei artisti, tre per ciascuna delle due categorie e davanti a una grande platea”. L’obiettivo è “cercare e trovare nuova musica” e soprattutto “esporli in tv nel momento in cui abbiamo più pubblico durante la giornata, non su RaiPlay o nel pomeriggio”, ha aggiunto il direttore artistico. Fasulo ha spiegato che la fase finale di Area Sanremo si terrà in presenza a Sanremo nel mese di novembre, per due weekend, con De Martino e la commissione musicale.
Sul fronte della selezione, De Martino ha già iniziato gli ascolti e guarda anche a una scena musicale che finora è rimasta ai margini dell’Ariston. “Girando per i festival estivi ho scoperto che ci sono tanti artisti nuovi, ci sono artisti indie che hanno una platea grande e ancora non sono approdati a Sanremo e proveremo a portarli” sul palco. Il termine per presentare le proposte è fissato al 23 novembre. I nomi dei Big potranno essere ufficializzati dal 29 novembre e, calendario alla mano, torna plausibile il tradizionale annuncio al Tg1 delle 13.30 proprio di domenica 29 novembre. Se l’intelligenza artificiale entra nel regolamento, l’autotune resta invece fuori dal campo dei divieti. Per De Martino non può essere trattato come un elemento da bandire in assoluto, “ma un criterio di selezione, perché c’è tutta una scena musicale che ne fa un uso stilistico, come la trap”. L’attenzione, ha spiegato, sarà sulla coerenza tra tecnologia e progetto artistico: “Non arriverà mai in gara la canzone di un artista che pretende di cantare come Céline Dion e lo fa con l’autotune ma sarà a favore del genere, per una questione stilistica. Va bene se è a servizio della canzone, se la natura del progetto è aderente all’uso dell’autotune”. Diverso il discorso sull’intelligenza artificiale. Il regolamento stabilisce che testi e musiche debbano essere frutto esclusivo dell’ingegno umano, escludendo l’impiego di sistemi di Ia in grado di sostituire, alterare o snaturare l’apporto creativo primario. Rai e Direzione Artistica potranno effettuare verifiche tecnologiche.
Anche sulla presenza femminile il direttore artistico non vuole partire da numeri prestabiliti. L’idea delle quote “un po’ mi stucca, abbiamo tante donne brave ma al Festival comandano le canzoni. Ho un occhio di riguardo per un progetto interessante” ha evidenziato. Quanto agli ospiti internazionali, il direttore artistico invita a non inseguire le indiscrezioni. “Terrei le aspettative basse, ogni giorno sento un nome diverso. La loro presenza è una grande ambizione da parte nostra e saranno la ciliegina sulla torta”. La priorità è costruire un cast italiano forte, con artisti "di alto calibro" ma "non ogni sera per forza dobbiamo avere nomi internazionali". Tra gli artisti che potrebbero tornare c’è anche Emma, alla quale in passato De Martino è stato legato sentimentalmente e con la quale è grande amico. Lei, però, non ha bisogno di un invito formale: “Io ne ho invitati tanti di artisti a Sanremo, tra cui Emma, alla quale non serve il mio invito. Si è già presa il palco dell'Ariston in passato e se vuole tornare non ha difficoltà a farlo” ha ricordato. E se i Maneskin dovessero davvero riunirsi? “Se dovessero fare una reunion sono invitati ma siamo solo al 21 settembre. Se lo sapessi ve lo direi”, ha risposto De Martino, lasciando aperta una porta ma senza confermare le indiscrezioni.
Il Festival 2027 si troverà inoltre a convivere con una possibile fase pre-elettorale. “Garantiremo la par condicio senza la polarizzazione della narrazione ma mettendo arte e musica al centro”, ha assicurato De Martino. E sulla tradizionale dose di polemiche che accompagna ogni edizione: “Mi sono detto senza una bella polemica che Sanremo è? Ben vengano le polemiche, le gestiremo ma è giusto che ognuno si esprima come vuole, nel rispetto di tutti”. Il direttore artistico mette invece un punto fermo sull’orario: “C’è un tassativo orario: deve finire all’una e 01. Io dopo l’una me ne vado, poi se volete rimanere voi…”. Accanto al Festival ci sarà poi il Dopofestival: “Ci tengo molto e spero vi piacerà tanto, è un po’ pirata”. Il primo Sanremo da direttore artistico e conduttore, insomma, De Martino dice di averlo preparato anche studiando la storia del Festival. “Vorrei che fra tanti anni riascoltando quelle canzoni si possa dire che nel 2027 la musica in Italia suonava così. Ora mi sento tranquillo perché mi sono alfabetizzato. Ho ben presente che c’è tanto da fare”. Il resto è ancora top secret. Per ulteriori annunci, l'appuntamento è alle prossime settimane, quando De Martino tornerà a svelare nuove tessere del mosaico che comporrà Sanremo 2027.














