Tutti contrari al termovalorizzatore, ma divisi sul modo di formalizzare il proprio no. È questo, in sintesi, il risultato della seduta del Consiglio comunale di Cairo Montenotte, riunito questa mattina per discutere, tra gli altri punti all’ordine del giorno, la mozione presentata dai consiglieri di opposizione Giorgia Ferrari, Lisa Tortarolo, Fulvio Briano, Renzo Berretta e Alberto Poggio.
Il documento chiedeva un pronunciamento netto del Consiglio contro qualsiasi ulteriore iter tecnico finalizzato a individuare in Val Bormida il sito per il nuovo impianto regionale e proponeva anche una diffida alla Regione Liguria. La mozione è stata respinta dalla maggioranza, che ha presentato in alternativa una propria delibera, ribadendo la contrarietà alla realizzazione e alla localizzazione di un termovalorizzatore a Cairo e in Val Bormida.
L’obiettivo, dunque, resta condiviso, ma maggioranza e opposizione non hanno trovato un accordo sulla formulazione e sulle motivazioni da mettere nero su bianco.
La proposta della maggioranza è arrivata nel corso della discussione sotto forma di emendamento sostitutivo alla mozione. Secondo quanto riportato nella delibera, l’intento era arrivare a una posizione unitaria, evitando che la questione si trasformasse in uno scontro politico tra gli schieramenti.
L’opposizione, però, non ha accolto la proposta.
"La nostra mozione chiedeva che tutto il Consiglio comunale si esprimesse con un no incondizionato, senza se e senza ma, né ora né mai", spiega la consigliera Giorgia Ferrari. "È stata bocciata dalla maggioranza. Hanno proposto un emendamento che, di fatto, era un’altra delibera, di tre pagine, che ci è stata presentata questa mattina".
Secondo Ferrari, la distanza riguarda soprattutto le motivazioni inserite nel documento della maggioranza e, in particolare, il riferimento alla situazione ambientale della Valle.
"Si parla della qualità dell’aria e del fatto che, vista la situazione attuale, l’impianto non possa essere ospitato. È una formulazione che non condividiamo, perché riteniamo possa essere pericolosa e scivolosa", sostiene la consigliera.
Il timore dell’opposizione è che, qualora i parametri ambientali dovessero migliorare, la Regione possa tornare a considerare la Val Bormida come possibile area per la localizzazione dell’impianto.
"Il nostro era un no politico molto semplice e deciso", conclude Ferrari.
La maggioranza ha invece scelto una posizione più articolata, richiamando anche gli atti già approvati dal Comune. La delibera ricorda la contrarietà espressa dal Consiglio comunale nell’aprile 2025 e il parere negativo manifestato congiuntamente dai sindaci della Val Bormida nel maggio scorso.
Nel documento vengono richiamati il carico ambientale storico della Valle, la presenza di numerosi impianti industriali e legati al ciclo dei rifiuti, le problematiche relative alla qualità dell’aria e l’impatto che il trasporto dei rifiuti potrebbe avere sulla viabilità.
Secondo la delibera, inoltre, la provenienza prevalentemente esterna dei rifiuti destinati al trattamento comporterebbe un ulteriore aumento del traffico pesante su una rete viaria già caratterizzata da criticità.
"Un no va motivato", è la posizione del sindaco Paolo Lambertini. "Abbiamo visionato la mozione e molte cose non ci piacevano. L’opposizione non ha accettato di modificare alcuni punti e così abbiamo preparato una delibera di Giunta che manderemo in Regione".
Tra i punti di contrasto c’è anche la diffida alla Regione, chiesta dall’opposizione ma respinta dalla maggioranza.
"Allo stato attuale non c’è un elemento concreto per iniziare un procedimento legale. Non abbiamo niente di ufficiale in mano che ci permetta di dire che siamo coinvolti in un procedimento. Una diffida, in questa fase, rischierebbe di ingenerare un percorso giudiziario senza che ci siano i presupposti", spiega Lambertini.
La delibera approvata dal Comune formalizza la posizione dell’amministrazione nei confronti della Regione, chiedendo di escludere Cairo Montenotte e la Val Bormida dalle aree individuate per la realizzazione dell’impianto.
L’atto sarà trasmesso alla Regione, al Consiglio regionale, ad Arlir, alla Provincia di Savona, ad Arpal, ad Asl 2 e ai sindaci dei Comuni della Val Bormida. Il Comune si riserva inoltre di adottare ogni iniziativa necessaria, nelle sedi competenti, per tutelare il territorio e i cittadini della Val Bormida.
La diversa impostazione non è sfuggita al Coordinamento No Inceneritore Ligure e Piemontese.
"Prendiamo atto che sono tutti contrari all’inceneritore", commenta la portavoce Daniera Prato. "Il problema è che non sono riusciti a trovare una quadra politica, perché il no di ciascuno è un no più forte dell’altro".
Il Coordinamento, però, non intende entrare nello scontro tra maggioranza e minoranza.
"Dal nostro punto di vista entrambi sono assolutamente contrari all’installazione dell’inceneritore a Cairo Montenotte e in Val Bormida", aggiunge Prato.
La battaglia del Comitato prosegue quindi sul territorio. Già domani è previsto un volantinaggio alla Fiera del Tartufo di Millesimo, nell’ambito dell’attività di sensibilizzazione contro l’ipotesi dell’impianto.















