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Politica | 07 ottobre 2026, 11:23

"Il San Paolo non si tocca": il M5S contro l’indebolimento dell’ospedale di Savona

La coordinatrice provinciale Stefania Scarone sostiene la mobilitazione di Villapiana: “Un reparto può essere indebolito anche senza chiuderlo. Servono investimenti, personale e autonomia per una sanità pubblica di prossimità”

"Il San Paolo non si tocca": il M5S contro l’indebolimento dell’ospedale di Savona

“La mobilitazione nata a Villapiana in difesa dell’ospedale San Paolo dimostra che i cittadini hanno compreso la posta in gioco. Il problema non è soltanto sapere se domani un reparto verrà chiuso, ma capire quale ospedale resterà a Savona tra qualche anno se continueranno accorpamenti, perdita di primariati e centralizzazione delle funzioni. La Regione Liguria sostiene che non sono previsti tagli ai servizi e parla di riorganizzazione. Ma un ospedale può essere indebolito anche senza chiudere materialmente un reparto: basta sottrargli progressivamente autonomia, strutture complesse e capacità decisionale”.

Così, la coordinatrice provinciale del M5S Savona Stefania Scarone, che poi aggiunge: “Noi dobbiamo giudicare i provvedimenti dagli effetti che producono: quando un territorio perde primariati, autonomia e centri decisionali, quella riorganizzazione assume sempre più i contorni di un taglio alla sanità pubblica. Il caso del San Paolo, nello specifico, non può essere considerato isolatamente: si inserisce in un processo più generale di accentramento della sanità ligure che sta progressivamente allontanando funzioni e decisioni dai territori. Non vorremmo scoprire tra qualche anno che ogni singolo provvedimento era stato presentato come una semplice riorganizzazione, mentre la somma delle riorganizzazioni ha prodotto una sanità savonese più debole. L’efficienza non può essere perseguita riducendo l’autonomia dei territori: servono investimenti, personale e una sanità pubblica di prossimità”.

“Come M5S ribadiamo che il San Paolo deve rimanere un ospedale di primo livello realmente autonomo, dotato dei primariati, delle professionalità e delle risorse necessarie al territorio savonese. Per questo sosteniamo la mobilitazione dei cittadini. La sanità pubblica è un diritto costituzionale, non una voce di bilancio da ridimensionare un pezzo alla volta. Si difende prima che i servizi vengano persi, non dopo”.

Redazione

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