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Cronaca | 08 ottobre 2026, 07:30

Presunta truffa del pellet in Val Bormida, uno degli imputati risarcirà il 20% a 30 truffati

Giovanni De Micheli ha chiesto di essere ammesso alla messa alla prova. Risarcirà un altro 10% a chi non si è costituito parte civile

Presunta truffa del pellet in Val Bormida, uno degli imputati risarcirà il 20% a 30 truffati

Ha richiesto di essere ammesso alla messa alla prova e ha specificato che risarcirà per il 20% 30 persone truffate che si sono costituiti come parte civile, per il 10% chi ha deciso di non far parte del processo.

Questa la decisione presa in Tribunale a Savona da uno degli imputati, Giovanni De Micheli, difeso dall'avvocato Bruno Celentano, nel procedimento per una presunta truffa per la vendita di pellet in Val Bormida.

Ad essere imputati anche Massimo Eugenio Gambetta e Giuseppe Bronzi assistiti dal legale Walter Laganà e Fabrizio Cavazza, difeso dall'avvocato Giovanni Codastefano.

Le indagini nascono da un'attività della guardia di finanza di controllo su due società. Nel corso delle operazioni le fiamme gialle savonesi avrebbero riscontrato anomali bonifici sui conti dell'azienda Delta Srl con spostamenti poi di denaro in altri conti.

Le somme dei bonifici, circa 200-250mila euro, sarebbero state corrisposte da diverse persone che avrebbero acquistato il pellet ma che non lo avrebbero mai ricevuto.

A fare da tramite con gli acquirenti De Micheli che da tempo era una sorta di "uomo di fiducia" per molti cittadini di comuni di Cengio, Millesimo, Cairo e Altare e che comprando diverse quantità di pellet, in quel periodo con prezzi alle stelle, riusciva a far risparmiare ingenti soldi.

Le persone corrispondevano le somme a De Micheli e il combustibile è sempre arrivato a destinazione con nessuna lamentela. Molti infatti soddisfatti si rivolgevano a lui ed era nata una sorta di tam tam con un gruppo di nutrito di persone pronte ad acquistare.

Successivamente De Micheli era stato coinvolto nel 2022 da Bronzi e Gambetta nella società Delta Srl per dare vita a questa operazione che con l'azienda sarebbe stata più "strutturata".

De Micheli (entrato come socio con il 2%) avrebbe così fatto sempre da "collettore" con le persone ma avrebbe consigliato agli stessi di non consegnare più a lui le somme ma ad effettuare i bonifici direttamente alla società.

Il problema però è che il pellet ordinato non sarebbe mai stato consegnato (nel periodo da maggio ad agosto 2022).

La guardia di finanza avrebbe quindi poi tracciato i soldi in uscita dai conti della Delta Srl e sarebbero partiti gli accertamenti coordinati dal Pm Luca Traversa.

Nel luglio del 2023 poi lo stesso Micheli (che di tasca sua avrebbe risarcito alcuni clienti che avevano pagato direttamente a lui e non avevano ricevuto il pellet) si sarebbe presentato spontaneamente dai carabinieri per formalizzare un'auto denuncia spiegando tutta l'operazione.

Sarebbero quindi una sessantina le persone truffate, di cui 30 che si sono costituite come parte civile nel processo.

Luciano Parodi

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