Si è svolta oggi, sabato 10 ottobre, presso il Comune di Albenga, la cerimonia di annullo filatelico dedicata alla parola “atéfano”, promossa nell’ambito delle iniziative dell’associazione Rachele Franchelli.
Un momento di grande significato, dedicato al riconoscimento di un termine nato per dare un nome alla condizione di un genitore che ha perso un figlio, un dolore profondo e difficile da raccontare, per il quale la lingua italiana non disponeva di una definizione specifica.
Alla cerimonia erano presenti, per il Comune di Albenga, il sindaco Riccardo Tomatis, l’assessore Mauro Vannucci e i consiglieri comunali Monica Tomatis, Antonio Caviglia, Nicola Podio, Roberto Tomatis e Marina Casa. Ha coordinato l’incontro il consigliere Guido Lugani. Per la Provincia era presente il consigliere Diego Distilo, mentre per la Regione Liguria hanno partecipato i consiglieri Rocco Invernizzi e Angelo Vaccarezza. Presenti anche Silvia Ravera, mamma di Rachele, il fratello Gastone, Celeste e alcuni componenti dell’associazione Rachele Franchelli.
Durante la cerimonia, Alessia Berruti, referente filatelica di Poste Italiane, ha illustrato il significato e il funzionamento dell’annullo filatelico, spiegando come questo rappresenti l’inizio di un percorso che permette alle cartoline timbrate di entrare nel circuito del collezionismo. Attraverso le richieste dei collezionisti, la parola “atéfano” potrà così raggiungere luoghi e persone diverse, portando con sé il ricordo di Rachele e il messaggio dell’associazione.
Per l’occasione sono state realizzate cinque diverse tipologie di cartoline, ciascuna con un disegno di Rachele, oltre a una cartolina dedicata al simbolo dell’annullo. Ne sono state timbrate 250 copie per ciascuna tipologia. Le cartoline sono disponibili al costo di 5 euro ciascuna e il ricavato sarà devoluto all’associazione Rachele Franchelli per finanziare i suoi progetti.
“Ci sono dolori così grandi che sembrano impossibili da raccontare, eppure trovare una parola per definirli significa riconoscerli e dare spazio a chi li vive - dichiara il sindaco di Albenga Riccardo Tomatis - . Con la parola “atéfano”, Rachele continua a vivere e a essere presente nella nostra comunità. Il suo nome e la sua storia potranno raggiungere tante persone, anche lontane, trasformando il ricordo in un messaggio di consapevolezza e vicinanza. Ringrazio Silvia, la sua famiglia e tutte le persone dell’associazione per l’impegno con cui portano avanti questo percorso, capace di dare voce a un dolore indicibile e di trasformarlo in un’occasione di sensibilizzazione e solidarietà”.
Messaggi di vicinanza anche dal consigliere provinciale Diego Distilo e dal consigliere regionale Angelo Vaccarezza che ha portato l’approvazione della delibera del riconoscimento del termine atefano in consiglio regionale.
La mamma di Rachele ha voluto ringraziare tutte le istituzioni per la vicinanza e in particolare le amiche di Rachele che non l’hanno mai lasciata sola durante il periodo della malattia e che ancora oggi sono presenti e collaborano con l’associazione per portare avanti molte iniziative.
Questa sera al Teatro Ambra di Albenga l’associazione Rachele Franchelli proporrà la seconda edizione de “La Musica che Unisce” un evento di musica e testimonianze per continuare insieme a trasforma la memoria in un’occasione di consapevolezza, vicinanza e impegno, affinché anche le esperienze più difficili da raccontare possano trovare ascolto e riconoscimento.























