Parallelamente alle soluzioni per riportare acqua potabile nei rubinetti delle utenze cittadine, a Borgio Verezzi proseguono anche gli accertamenti sulla presenza di PFAS nell’acqua di rete. L’obiettivo è fare chiarezza sull’origine della contaminazione, individuare le possibili cause e comprendere l’eventuale coinvolgimento delle aree limitrofe.
Nella mattinata del 21 ottobre in Comune si è tenuto un incontro con ARPAL per approfondire la ricerca delle possibili fonti di contaminazione: "Comune e ARPAL si sono confrontati per esaminare la documentazione disponibile e fare il punto sui possibili fattori inquinanti - ha spiegato il sindaco Renato Dacquino - Sono state inoltre svolte le prime ricognizioni sul territorio, utili a orientare i successivi approfondimenti attraverso analisi e monitoraggi".
"ARPAL sta conducendo le indagini sul nostro territorio e nelle zone limitrofe per comprendere che cosa sia accaduto, per quali ragioni e da dove provenga la contaminazione - ha ribadito il primo cittadino borgese - Il settore Ambiente della Regione Liguria segue e supporta con attenzione questo percorso".
Proprio l’estensione delle indagini anche alle zone limitrofe potrebbe offrire elementi utili per comprendere meglio quanto sta accadendo nel territorio. In particolare, gli approfondimenti condotti a Borgio Verezzi potrebbero contribuire a fare luce anche sulla situazione di Pietra Ligure, dove è stato adottato un analogo divieto di utilizzo dell’acqua della rete come potabile. Resta tuttavia da verificare, sulla base dei risultati delle analisi, se tra i due episodi esista un collegamento.














