I pinoli, ormai considerati un vero e proprio bene di lusso a causa dei prezzi di mercato sempre più elevati, erano diventati il fulcro di un lucroso giro illecito. A ricostruire il sistema sono stati i Carabinieri della Stazione di Carcare, che hanno fatto luce su una serie di ammanchi anomali registrati all’interno dello stabilimento Noberasco. Un 49enne savonese è indagato per furto aggravato continuato.
L’uomo, dipendente dello stabilimento, avrebbe sottratto sistematicamente ingenti quantitativi di frutta secca dalla linea di produzione, per poi rivenderli sul mercato privato a prezzi compresi tra i 50 e i 60 euro al chilo. Un meccanismo metodico che, nel tempo, avrebbe fruttato un bottino complessivo di quasi un quintale di pinoli, causando all’azienda un danno stimato in oltre 6.500 euro.
L’indagine è partita dopo che la direzione dello stabilimento, a seguito di alcuni riscontri interni, si è rivolta ai Carabinieri della Stazione di Carcare.
Tra l’estate del 2025 e l’aprile del 2026, dalle aree di stoccaggio erano infatti scomparsi circa 93 chilogrammi di pinoli: un quantitativo del tutto incompatibile con un semplice errore di confezionamento o di contabilizzazione della produzione.
L’attenta analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza interno, condotta dai Carabinieri di Carcare, ha permesso di ricostruire il modus operandi dell’indagato. Durante lo smaltimento degli imballaggi, l’uomo avrebbe prelevato le confezioni integre e le avrebbe nascoste nei bidoni della spazzatura collocati all’esterno dello stabilimento, per poi recuperarle nei giorni successivi e aggirare così i controlli ai cancelli.
I servizi di osservazione dei Carabinieri sono culminati in un appostamento all’uscita dello stabilimento. Fermato a bordo della propria auto subito dopo il turno di lavoro, l’uomo è stato trovato in possesso di 14 confezioni di pinoli, uva sultanina e diversi snack biologici, appena sottratti.
La successiva perquisizione dell’abitazione del 49enne, nel Savonese, ha permesso di scoprire un’ulteriore scorta nel congelatore della cucina: circa un chilo e mezzo di pinoli e mandorle riconducibili a lotti prodotti dall’azienda nei mesi e negli anni precedenti.
Un elemento decisivo per le indagini è emerso dall’analisi del cellulare dell’indagato, autorizzata dalla Procura della Repubblica di Savona. Le conversazioni sulle applicazioni di messaggistica hanno rivelato una vera e propria attività di rivendita, completa di un listino prezzi.
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, lo scopo principale dei furti sarebbe stato il guadagno derivante dalla commercializzazione illecita della merce. In alcune occasioni, tuttavia, i prodotti sarebbero stati destinati anche a regali per parenti, amici e persino per il veterinario di fiducia, in occasione delle visite del cane.
L’intervento dei Carabinieri di Carcare ha consentito di recuperare nell’immediato merce per un valore complessivo di circa 230 euro. Trattandosi di prodotti alimentari deperibili, la merce è stata dissequestrata e restituita all’azienda.














