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Attualità | 04 novembre 2026, 11:46

Emergenza Pfas a Borgio Verezzi, la preoccupazione di un cittadino: "Quando c’è di mezzo la salute, le rassicurazioni non sono sufficienti"

Alle prese con una sindrome autoimmune e condizioni di salute precarie, un residente chiede risposte sull’eventuale esposizione ai Pfas, sulla qualità delle falde acquifere e sui possibili effetti sulla salute: "La politica? Ad oggi, decisioni, fatti e tempistiche concrete stanno a zero"

Emergenza Pfas a Borgio Verezzi, la preoccupazione di un cittadino: "Quando c’è di mezzo la salute, le rassicurazioni non sono sufficienti"

La preoccupazione per l’emergenza Pfas e per le possibili conseguenze sulla salute continua a farsi sentire a Borgio Verezzi, dove dal 23 settembre scorso è in vigore il divieto di utilizzo dell’acqua della rete idrica come potabile, disposto in seguito agli esiti delle analisi effettuate da Servizi Ambientali.

In questo contesto, a chiedere risposte è un cittadino del paese, di cui per ragioni di privacy non rendiamo noto il nome. Una sensibilità che nasce anche da una situazione personale particolarmente delicata: l'uomo è infatti alle prese con una sindrome autoimmune e condizioni di salute precarie e chiede che venga fatta chiarezza sull’eventuale esposizione ai Pfas e sui possibili rischi per la popolazione.

"Sono seriamente preoccupato, alcune risposte sono dovute - il suo pensiero ai microfoni di Savonanews - Credo sia sacrosanto che le persone alle quali sono insorte patologie sospette e autoimmuni, come purtroppo è successo a me, abbiano la possibilità di avere alcune risposte: se le falde acquifere sono o meno inquinate, da quanto tempo è possibile che siano state esposte alla possibilità di assumere alti quantitativi di Pfas, se nel loro organismo vi sia una percentuale più alta di Pfas rispetto alle persone di altri Comuni e se possa esserci una correlazione con patologie nel corso del tempo".

Domande che, sottolinea, non ritiene eccessive, soprattutto alla luce di quanto già emerso in altre realtà italiane: "Non credo si chieda la luna, in quanto, purtroppo, episodi analoghi legati alla presenza di Pfas sono stati riscontrati in altre località in Italia e, per questo, è necessaria la massima trasparenza e una pronta assistenza sanitaria laddove la salute potesse essere a rischio".

Il richiamo, poi, anche il ruolo della politica e delle istituzioni, chiedendo che alle dichiarazioni d’intenti seguano azioni concrete e tempi certi, soprattutto per quanto riguarda la tutela sanitaria: "L'impegno della politica? La salute delle persone non è una roba né di destra né di sinistra, ma un diritto che dovrebbe essere tutelato da chiunque ci amministra. Per ora dalla politica e dalle istituzioni arrivano delle buone dichiarazioni d'intenti, anche apprezzabili, ma ad oggi le decisioni, i fatti e le tempistiche concrete, soprattutto sull'aspetto della salute, stanno a zero".

Una presa di posizione che riflette la preoccupazione di chi vive direttamente una condizione di fragilità e vorrebbe comprendere se esistano elementi per collegare i propri problemi di salute alla situazione ambientale del territorio. Un interrogativo che, allo stato attuale, non equivale a dimostrare una correlazione tra l'eventuale esposizione ai Pfas e le patologie riscontrate, ma che per il cittadino borgese merita di essere affrontato con serietà e trasparenza.

"Anche mia moglie ha problemi di salute - ha sottolineato - Sicuramente sarà un caso o saremo particolarmente sfortunati, ma non possiamo fare a meno di porci qualche domanda. E quando c'è di mezzo la salute delle persone, la poca trasparenza, le dichiarazioni di comodo e le rassicurazioni non sono sufficienti".

Roberto Vassallo

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