Rafforzare la collaborazione tra sanità, istituzioni e realtà territoriali per garantire alle donne vittime di violenza percorsi efficaci di accoglienza, protezione e accompagnamento. È stato questo il filo conduttore dell'incontro "Riconoscere, accogliere, proteggere. Il Codice Rosa e la rete contro la violenza sulle donne", promosso da AOM Liguria e ospitato oggi nella Sala Trasparenza della Regione Liguria, nell'ambito delle iniziative dedicate alla sensibilizzazione sul tema della violenza di genere.
L'appuntamento ha riunito rappresentanti delle istituzioni e professionisti impegnati quotidianamente nel contrasto alla violenza, con l'obiettivo di approfondire il ruolo del sistema sanitario e della rete territoriale nella presa in carico delle vittime. Presenti il vicepresidente e assessore regionale alle Pari Opportunità Simona Ferro, l'assessore alla Sanità Massimo Nicolò e la direttrice generale di AOM Liguria Monica Calamai.
Tra i momenti centrali del pomeriggio l'intervista a Vittoria Doretti, ideatrice del modello Codice Rosa e DE&I Manager dell'Azienda USL Toscana sud est. Un percorso nato per garantire un'accoglienza qualificata e protetta alle persone vittime di violenza, attraverso il coinvolgimento coordinato dei diversi soggetti istituzionali e territoriali.
"Il Codice Rosa non è solamente una rete per contrastare la violenza contro le donne e le vittime di crimini d'odio ma è un esercizio di sorellanza. Per noi significa mettersi sempre in discussione e mettere in campo l'umiltà e il coraggio necessari per ascoltare, capire e migliorare", ha affermato Doretti, ringraziando Regione Liguria per l'invito e la direttrice Calamai per una collaborazione di lunga data.
"Questa è per noi un'occasione non per raccontare ma per condividere. Davanti a quello che è un crimine contro l'umanità, in questi 20 anni di profonda collaborazione interistituzionale, soprattutto con i Centri antiviolenza, abbiamo appreso una lezione fondamentale: non vogliamo limitarci a creare punti di eccellenza in sanità ma abbiamo il dovere di garantire a tutte e a tutti un'assistenza sicura in sanità pubblica su tutto il territorio nazionale", ha aggiunto.
A concludere l'iniziativa è stata la tavola rotonda "Fare rete: chi fa cosa, dopo il pronto soccorso", alla quale hanno preso parte rappresentanti del sistema sanitario, dei servizi sociali, dei centri antiviolenza, delle forze dell'ordine, della magistratura e del mondo dell'informazione. Al centro del confronto la necessità di superare una presa in carico limitata al primo intervento sanitario, costruendo invece un accompagnamento continuativo e multidisciplinare.
Un impegno sottolineato anche dal vicepresidente regionale Simona Ferro, che ha richiamato il valore delle politiche di prevenzione e del sostegno alla rete dei centri antiviolenza e delle case rifugio. "Contrastare la violenza sulle donne significa non soltanto proteggere chi subisce violenza, ma lavorare ogni giorno per costruire una società fondata sul rispetto, sull'uguaglianza e sulle pari opportunità, nella quale ogni donna possa sentirsi libera di scegliere il proprio futuro, senza condizionamenti o discriminazioni", ha dichiarato Ferro.
L'assessore ha quindi ribadito l'importanza della collaborazione tra istituzioni, sistema sanitario, servizi sociali, forze dell'ordine e associazioni, evidenziando il ruolo del Codice Rosa come modello di accoglienza e presa in carico integrata. "Il nostro obiettivo è rendere sempre più efficace una rete territoriale capace di riconoscere tempestivamente i segnali di violenza, intervenire e accompagnare le donne in un percorso concreto di protezione e libertà. Le pari opportunità non possono rimanere un principio astratto: devono tradursi in diritti garantiti, servizi accessibili e opportunità reali per tutte le donne".
Sul ruolo della sanità si è soffermato l'assessore regionale Massimo Nicolò, ricordando come il contatto con una struttura sanitaria possa rappresentare per molte donne il primo passo verso la richiesta di aiuto. "La violenza contro le donne non è soltanto un'emergenza sociale, ma una questione che riguarda direttamente la salute pubblica e la responsabilità delle istituzioni - ha sottolineato - Spesso il primo contatto con il Servizio sanitario è anche il primo momento in cui una donna trova la forza di chiedere aiuto: dobbiamo essere pronti a riconoscere i segnali e attivare percorsi concreti di protezione".
Da qui la necessità, secondo Nicolò, di rafforzare il collegamento tra ospedali, servizi territoriali, centri antiviolenza, forze dell'ordine e magistratura. "La tutela delle donne richiede una rete, con responsabilità chiare e collaborazione costante. Il nostro obiettivo è fare in modo che nessuna donna, nel momento in cui trova il coraggio di chiedere aiuto, si senta sola o venga lasciata senza una risposta", ha aggiunto l'assessore.
La stessa prospettiva è stata richiamata dalla direttrice generale di AOM Liguria Monica Calamai, che ha evidenziato la responsabilità del sistema sanitario nell'intercettare tempestivamente le situazioni di violenza e attivare percorsi di tutela. "La violenza di genere è una ferita sociale che richiede risposte tempestive, competenti e condivise. Come sistema sanitario abbiamo il compito di riconoscere precocemente i segnali di violenza, accogliere le vittime in un contesto protetto e attivare una rete integrata che coinvolga servizi sanitari, istituzioni, enti del territorio, centri antiviolenza e forze dell'ordine".
La direttrice ha inoltre ringraziato i relatori e i partecipanti, rivolgendo un particolare riconoscimento a Vittoria Doretti, il cui lavoro ha rappresentato negli anni un riferimento nazionale nella costruzione di percorsi integrati di presa in carico. "Solo attraverso una collaborazione sempre più stretta tra tutti gli attori della rete possiamo garantire percorsi efficaci di tutela, presa in carico e accompagnamento per le persone vittime di violenza".
L'elenco dei Centri Antiviolenza accreditati della Regione Liguria è consultabile al seguente link: https://www.regione.liguria.it/homepage-welfare/cosa-cerchi/violenza-di-genere/strutture-regionali-antiviolenza/centri-antiviolenza.html














