Ha spaccato con un mattone il vetro della porta della cucina sul retro e poi rubato alcuni spiccioli.
Però a colpire non è il furto in sè, avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi, ma il fatto è che da dieci anni la Taverna di Zio Fester di Vado Ligure non ne subiva. E la chiusura del ponte sull'Aurelia tra Zinola e il comune vadese per la stessa attività di via Leopardi e per il Comitato di esercenti ha inciso.
"In giro non c'è più nessuno in quella zona ed è facile che i ladri agiscano inosservati - spiega il titolare di Zio Fester Giancarlo Barbetta - E' passato infatti dal cantiere dei lavori. Sono dieci anni che non subisco furti anche perché ho le allarme e le telecamere. Non è un caso che sia successo ora".
Il malvivente dopo aver rotto il vetro ha forzato la cassa e portato via 85 euro in monete.
"Si è accorto di essere ripreso, poi è suonato l'antifurto ed è scappato - continua il proprietario del ristorante - I carabinieri poi sono arrivati subito e gli ho consegnato i filmati delle telecamere di videosorveglianza".
"Un episodio grave, che va ben oltre il danno economico e materiale subito dall'attività coinvolta - avevano dichiarato dal Comitato Esercenti Ponte Savona-Vado Ligure - Quanto accaduto rappresenta infatti un campanello d'allarme che non può essere ignorato e che mette ulteriormente in evidenza le criticità di un'area che, a seguito della chiusura del ponte, si trova in una condizione di progressivo isolamento. La drastica riduzione del passaggio di persone e veicoli, durante il giorno così come nelle ore notturne, sta contribuendo a rendere questa zona sempre più deserta, esponendo le attività commerciali a rischi crescenti sotto il profilo della sicurezza. Non si tratta più soltanto di disagi economici e commerciali, ma anche di sicurezza e tutela delle persone e delle attività che continuano, con enormi sacrifici, a tenere aperte le proprie attività sul territorio".
"Come Comitato, denunciamo da tempo le difficoltà che gli esercenti stanno affrontando. Di fronte a un episodio di questa gravità, non possiamo fare altro che constatare come le nostre preoccupazioni stiano diventando sempre più concrete - avevano continuato- Gli esercenti non possono essere lasciati soli ad affrontare le conseguenze di una situazione che non dipende dalla loro volontà. Non è accettabile che chi lavora, investe e contribuisce alla vita economica del territorio debba anche convivere con la paura di subire furti, danneggiamenti o ulteriori episodi criminosi. Chiediamo alle istituzioni e agli enti competenti di intervenire con urgenza, predisponendo maggiori controlli e misure concrete a tutela della sicurezza della zona. Non chiediamo privilegi, ma attenzione, presenza e risposte. Non possiamo aspettare che si verifichino altri episodi prima che qualcuno si renda conto della gravità della situazione".
"La sensazione, ormai sempre più diffusa tra gli esercenti, è quella di essere stati lasciati soli. Una sensazione che non può e non deve diventare la normalità. Il Comitato continuerà a dare voce alle attività commerciali della zona e a chiedere interventi concreti affinché il territorio non venga progressivamente abbandonato dal punto di vista economico-sociale sia dal punto di vista della sicurezza" avevano concluso.














