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LE EMAIL ALLA REDAZIONE | 06 febbraio 2012, 08:51

Caviglione: "Neve e gelo smascherano l'inadeguatezza della politica"

Questa ondata di neve e gelo che ha colpito, sta colpendo e colpirà ancora gran parte del territorio italiano è sicuramente di portata storica dal punto di vista meteo-climatologico, bisogna risalire all'85 per fare certi raffronti

Caviglione: "Neve e gelo smascherano l'inadeguatezza della politica"

Ma ha evidenziato ancora una volta come di fronte ad eventi naturali di intensità oltre la media (vedi anche le alluvioni dell'ottobre e del novembre scorsi) il territorio italiano si dimostri ancora fragile mentre le infrastrutture e il sistema dei trasporti sono cronicamente  insufficienti e impreparati ad affrontare le avversità della natura.

Trenitalia, Enel e le società autostradali sono sempre pronte ad aumentare le loro tariffe in pratica annualmente, ma i servizi che assicurano all'utente, anche in situazioni normali, di tutti i giorni, non sono sicuramente all'altezza.

Ma che atteggiamento assume la politica verso di loro? Quello di pretendere migliori servizi? Ma per carità, non ci pensa nemmeno.

Trenitalia inoltre ha imposto alle varie Regioni, che hanno supinamente accettato, vari tagli nelle sue linee (la Regione Liguria è stata tra le più tagliate), i cosiddetti rami secchi, senza migliorare affatto l'efficienza delle sue tratte, per cui bastano pochi centimetri di neve o temperature appena sotto lo zero per bloccare tutto o quasi il trasporto su rotaia.

E che fanno gli enti locali verso la società autostrade se non entrare a loro volta come società ad essa partecipate, traendo per giunta spesso solo le briciole dei suoi utili (come ad esempio fa la Provincia di Savona con l'Autostrada dei Fiori)?

Mancanza di capacità organizzative e di coordinazione, scarsa attenzione dedicata all'aspetto prevenzione, ecco per cosa soprattutto si contraddistingue il sistema politico italiano.

La prevenzione, poi, ai politici risulta veramente indigesta, in nome di una penuria di risorse economiche sempre più grande; ma chissà perchè anche in epoche di vacche grasse questo aspetto è sempre stato considerato poco o nulla. E non ci vuole un genio a capire che più spendo ora risorse nella prevenzione dell'assetto idro-geologico (così come del resto in campo sanitario, e in altri ancora), minori saranno le eventuali spese per affrontare in futuro eventi calamitosi naturali; e si sa che i rattoppi, sempre costosissimi, serviranno sempre e solo alla situazione contingente di quel momento, e mai per un' eventuale successiva calamità naturale.

In Italia le previsioni meteo costituiscono oramai uno dei rari esempi di ottima prevenzione sul territorio, una condizione necessaria, ma purtroppo insufficiente per scongiurare certi disastri, e questo per le motivazioni su esposte.

A seguire ecco la Protezione civile, senz'altro da migliorare, ma sicuramente uno dei pochi fiori all'occhiello del nostro paese, presa ad esempio persino da diversi stati europei e non.

Ma se i politici, alle pecche prima menzionate, aggiungono anche l'ignoranza, sia intesa come tale riguardo la metereologia e la protezione civile, sia nel senso di "ignorare" le previsioni meteo da una parte e l'aiuto offerto dalla protezione civile dall'altra, ecco allora che la frittatona è bella che pronta...vero, sindaco Alemanno?

Il quale, pur di rimanere attaccato alla poltrona (altra caratteristica tipica del politico italiano), mostra tutta l'arroganza del suo mentore Berlusconi passando dalla difensiva (e dalle naturali dimissioni, passando per le scuse e le ammissioni di colpa, come succede in pratica in quasi tutto il resto del mondo) all'offensiva, accusando sia il servizio meteo di previsioni ottimistiche (e so per certo che invece tutti i siti meteo nazionali parlavano da giorni di un pericolo neve su Roma) che la Protezione civile di essere inefficiente, dopo l'uscita di scena di Bertolaso (altro bel delinquente).

Certo che, nel giro di poche settimane, l'italia ha fornito di sè proprio una bella immagine al mondo: prima il disastro della Costa, poi quello della neve su Roma, nonchè i blocchi nel sistema di trasporti sia su gomma che su rotaia in giro per l'Italia innevata.

In Svizzera i treni viaggiano quasi sempre senza benchè minimi ritardi anche durante tempeste di neve; nei paesi nordici, e persino anche in quelli dell'est europeo, le strade risultano percorribili anche con neve e temperature di decine di gradi sotto lo zero. Monti, intervistato all'estero sulla situazione italiana di questi giorni ha detto che in questi casi si puà fare di meglio...ma và?

E allora metta in atto tutte le misure necessarie, perchè, caro Mario, il sistema economia si basa anche su quello dei trasporti, delle infrastrutture, della prevenzione idrogeologica, di quella sanitaria (ivi compresa la riduzione dell'inquinamento di aria, suolo ed acque) e su di essi non bisogna tagliare, bensì, investire risorse.

Giusto che tutti debbano pagare le tasse, ma, come ben dice lo spot televisivo, esse dovrebbero servire per assicurare ai cittadini servizi più efficienti, evitando loro i disagi quotidiani ordinari (treni in eterno ritardo, eterni cantieri di lavoro sulle autostrade, mezzi di trasporto pubblico insufficienti nelle grandi città) e quelli straordinari (come in questi giorni di avversità atmosferiche).

Marco Caviglione, Consigliere Provinciale Gruppo Misto

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