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Cronaca | 20 febbraio 2014, 09:30

Inchiesta Tirreno Power Vado, un colosso destinato al crollo? I dati sulle morti ed i retroscena economici

Oggi su Panorama inchiesta fiume sulla centrale, che intanto si difende:"le perizie dei consulenti sono fondate su modelli discutibili, a breve memoria tecnica"

Inchiesta Tirreno Power Vado, un colosso destinato al crollo? I dati sulle morti ed i retroscena economici

Il Jenga è un antico gioco cinese: si costruisce una torre con 54 pezzi di legno e man mano i giocatori ne tolgono uno, per poi riposizionarlo in cima alla struttura. Tutte le volte che si toglie un legnetto la base della torre diventa sempre più instabile e alla fine crolla.

Sembra un po' quello che sta succedendo alla Tirreno Power di Vado: ogni giorno emergono notizie sempre più pesanti sul gigante della produzione elettrica e le due torri a bande bianche e rosse, simbolo dell'industria, se non rischiano di cadere, rischiano seriamente di fermarsi.

Oggi su "Panorama", è uscita un'altra inchiesta fiume sulla Centrale, dopo quella del 26 settembre scorso. Confermati martedì dal Procuratore di Savona il numero di morti:"Possiamo addebitare con certezza alle emissioni della centrale a carbone di Vado Ligure circa 450 vittime. Senza la centrale quello 450 persone sarebbero ancora vive".

Dritto, diretto, come ricevere un pugno nello stomaco. Ma Tirreno Power  si difende e ieri a mezzo stampa ha replicato che le perizie dei consulenti sono fondate su modelli discutibili e che a breve:"presenterà una memoria tecnica in cui verranno evidenziate tutte le criticità contenute negli elaborati che sono stati consegnati e su cui si fondano le notizie diffuse".

Ma il :"magistrato, prosegue il settimanale, vuole una ricerca inattaccabile, con cause ed effetti ascrivibili solo alla centrale di Vado. C'è voluto quasi un anno e mezzo di lavoro: fino al giugno 2013, quando lo studio viene consegnato al magistrato. I tre consulenti, per blindare i risultati, hanno usato due metodi diversi che poi si sono rivelati compatibili tra loro". Da una parte una mappa, che sulla base di venti, correnti ed altri elementi permette di delimitare una "zona rossa" di ricaduta, che va da Albisola al Finalese. Sono poi state piazzate 40 stazioni licheniche, bioaccumulatori naturali di sostanze, intorno alle ciminiere, che hanno appunto rilevato, spiega Panorama, "le impronte digitali della centrale. Il cadmio, soprattutto, rilasciato dalla combustione del carbone". E qua i dati si fanno ancora più inquietanti: i più colpiti sarebbero infatti i bambini:"I bimbi ricoverati per danni respiratori, in questa seconda stima, sono 457. Altri 129 sono finiti in ospedale con una diagnosi di asma. In sette anni, fino al 2012, i casi in eccesso sono stati 586. Gli adulti finiti in ospedale, nello stesso arco di tempo, sono invece 2.097".

E a tutto questo si aggiungerebbero anche le gravi condizioni economiche in cui verserebbe Tirreno Power. Nel giugno del 2013 l'azienda presenta il bilancio del 2012: si registra una perdita da 159 milioni di euro ed entro il 30 giugno 2014 dovrebbe restituire un prestito di 750 milioni. Che il colosso dell'energia, sia in realtà un gigante con i piedi di argilla pronto a crollare?

Cinzia Gatti

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