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Politica | 25 ottobre 2016, 09:07

Borgio Verezzi, il PD sul PUC: "Non dà soluzione ad annose questioni di viabilità, servizi e ricucitura urbana"

Le proposte e le osservazioni propositive del Partito Democratico

Borgio Verezzi, il PD sul PUC: "Non dà soluzione ad annose questioni di viabilità, servizi e ricucitura urbana"

Il PUC di Borgio Verezzi, pubblicato recentemente nella formulazione uscita dalla conferenza dei servizi del gennaio scorso, si avvia alla fase finale della sua procedura in ambito locale, prima di essere discusso e definitivamente approvato dalla Regione Liguria.

Da qui le osservazioni e la presa di posizione del PD: "Come circolo PD intendiamo non sottrarci alla responsabilità di assumere una posizione di proposta positiva, nel solco del resto di posizioni assunte nel passato recente e meno recente.

E’ una fase importante e delicata: si tratta del periodo di due mesi in cui chiunque, cittadino singolo, associazione-consigliere di maggioranza o minoranza- può far pervenire osservazioni con proposte, modifiche puntuali o generali al Piano adottato. A ciò seguiranno altri novanta giorni entro i quali il Consiglio Comunale dovrà pubblicamente discutere e votare, accogliendo o respingendo in tutto o in parte ogni singola osservazione prodotta.

Né si può ignorare che in fase preliminare di valutazione la Regione e la Sovrintendenza hanno espresso pareri e consigli che hanno di fatto neutralizzato il meccanismo di perequazione tra intervento nuovo con benefici ai privati e intervento di uguale o maggiore consistenza a beneficio del pubblico. Tale meccanismo avrebbe consentito la realizzazione di importanti servizi e la soluzione di problematiche ancora aperte.

La stessa adozione del PUC in Consiglio Comunale, nel mese di luglio 2015, fu accompagnata, oltre che dal voto contrario delle minoranze, da più dichiarazioni di maggioranza che apertamente manifestavano perplessità e disagi per come quel Piano fosse stato ridotto e contestualmente evidenziavano la necessità di produrre modifiche ulteriori, anche in fase di osservazioni proponendone alcune “di maggioranza”. Si può dire ragionevolmente che il PUC fu adottato per non sprecare quattro anni di lavoro.

Oggi con gli equilibri modificati in Consiglio Comunale, con una nuova maggioranza scarsamente rappresentativa ed in forte discontinuità con la passata di cui sono rimasti due esponenti su sette, composta con pezzi della vecchia minoranza divenuti maggioranza e pezzi di vecchia maggioranza diventati minoranza riteniamo necessario rendere esplicita la nostra Proposta.

Essa parte dalla evidente considerazione che il territorio di Borgio Verezzi, pregiato e prezioso e in quanto tale tutelato interamente da vincoli pluridecennali ambientali e paesistici, ha esaurito le previsioni espansive previste dal PRG del 1996 in termini di edilizia residenziale ed abitativa, senza peraltro dar soluzione a vecchie ed annose questioni di viabilità, di servizi, di ricucitura urbana sia a Borgio che a Verezzi.

1) Opzione zero per nuove costruzioni.  Scelta radicale, ma priva di alternative serie, troppo essendo la disparità tra i costi certi, rappresentati da nuovi edifici e dai nuovi volumi nelle zone di intervento previste e la modestia dei benefici per il pubblico che ne verrebbe in cambio:

a) se infatti sussistono pienamente ragioni urbanistiche e motivazioni sociali nel considerare l’area tra via Matteotti, viale Colombo e via Municipio come possibile area centrale del nostro paese, non altrettanto è giustificato un intervento di nuove costruzioni non perequato con risorse ed interventi che realizzino in concreto tale previsione. Anzi paradossalmente l’intervento potrebbe rappresentare un aggravio per il bilancio comunale a cui spetterebbe il carico finanziario dei lavori, fatto salvo l’acquisizione del suolo;

b) analogo, se non uguale, quanto previsto nell’area di ponente in PU3 (Parco Enea);

c) per l’intervento nell’area nei dintorni dell’attuale grigliatore dove forse permangono valide ragioni perequative, altrettanto valgono le ragioni dubitative di seguito proposte;

d) gli interventi nuovi previsti nel tessuto urbano esistente e che non configurano consumo di suolo, o il ricostruire (costruito su costruito) devono prevedere meccanismi compensativi in modo che per ogni intervento si possa riscontrare un evidente beneficio e miglioramento del bene collettivo e dei servizi pubblici;

e) il previsto atterraggio di volumi, in zona R2, derivanti da crediti edilizi maturati nella zona di Parco Enea appare, nella sua genericità e mancanza di definizione puntuale, priva di ogni necessario tratto programmatorio e poco trasparente nella sua possibile attuazione.

2) La tutela e la valorizzazione delle aree, in apparenza periferiche di levante (area Douglas Scotti) e di ponente (area Bottasano- Monte Grosso) è di valore strategico per la nostra Comunità.

E’ necessario che il nostro Comune, pur nella sua modesta dimensione e proprio per questo, si renda protagonista di intese a livello sovracomunale: una strumentazione urbanistica di area vasta diventa sempre di più obbligata per un governo responsabile del nostro territorio, di tutele e valorizzazione della sua peculiare e delicata bellezza.

Che senso ha, infatti a titolo di esempio, consentire un intervento quand’anche equilibrato e ben inserito nell’area di levante, quando questo stesso intervento non ha neppure una parvenza di coordinamento con quello, a carico del Comune di Finale Ligure, di ben altre dimensioni previsto in bonifica delle ex cave Ghigliazza e confinante con l’area? E il brano di passeggiata a mare, che l’intervento consentirebbe, completamente slegato dal resto del percorso a mare? Cento/duecento metri messi lì come un pezzo di seta pregiata in un vestito di canapa.

Anche a ponente questioni simili. La cesura evidente che si riscontra in quell’area e che corrisponde ai confini comunali di Borgio Verezzi e di Pietra Ligure mostra con clamorosa chiarezza la sedimentazione delle diverse politiche della gestione del territorio negli ultimi decenni tra i due comuni. Cesura e discontinuità evidenziano: a) contraddizioni palesi come la presenza di due importanti impianti sportivi quasi gemelli a distanza di poche centinaia di metri; b) rotture clamorose di continuità come la passeggiata a mare che si esaurisce in niente e si chiude alla foce del Bottasano; c) aperte problematiche per quanto riguarda la viabilità interna, per Borgio Verezzi strategica quando si vogliano sostenere le attività produttive di via Valle e si voglia programmare una valorizzazione del centro storico di Borgio e della sua area. La previsione del parco Enea, pur indicando un positivo ed interessante indirizzo, rischia di rimanere un episodio isolato e slegato da una visione di qualificazione dell’area necessaria.

3) La questione della viabilità e dei servizi ad essa connessa assume nel nostro comune una rilevanza che supera le problematiche meramente tecniche ad essa pertinenti: è parte integrante di una visione strategica del paese. La bellezza esplicita e la preziosità di Verezzi, quella più scontrosa di Borgio non sono il frutto della natura e dei luoghi; esse nascono dal lavoro sedimentato degli uomini e delle donne, dalle loro esistenze di comunità consolidate nel tempo. Recuperare da precedenti strumenti urbanistici l’opzione di un collegamento leggero tra Borgio e Verezzi tramite impianto a fune può essere non solo ecologicamente vantaggioso ma finanche finanziariamente opportuno (anche grazie ai minori costi di gestione consentiti dalle più moderne tecnologie), stante l’improbabile copertura dei costi della nuova strada a totale carico della finanza comunale, mentre trovare finanziamenti per una teleferica potrebbe risultare meno difficile. Inoltre la strada potrebbe nel lungo periodo modificare i “confini” dell’inedificato invadendo la necessaria area di rispetto ai nuclei di Verezzi.

4) Per quanto riguarda infine il tessuto urbano di Borgio, persa l’opportunità di ridisegnare completamente l’area di Piazza Marconi liberandola dall’edificato, bisogna guardare ad una migliore soluzione di cucitura ed apertura di via Matteotti verso il centro storico di Borgio. In quell’area le previsioni del PUC andrebbero radicalmente modificate con:

a. lo spostamento o l’eliminazione della previsione del nuovo volume residenziale e la completa eliminazione dei previsti volumi commerciali. Un’ipotesi abnorme rispetto alle realistiche possibilità di sviluppo del tessuto commerciale di Borgio, che non motiva la realizzazione di nuovi volumi e che, producendo lo spostamento dell’asse di sviluppo, impoverirebbe ulteriormente la rete di presidio lungo l’asse di via Matteotti e la sua più complessiva attrattività turistica. E’ invece necessario prevedere, insieme alla realizzazione della piazza, lo sviluppo di un’area a servizi dedicati, in particolare, alla scuola dell’infanzia modulo mancante e necessario per le famiglie e dare continuità al plesso scolastico di Borgio Verezzi la cui valenza sovracomunale va salvaguardata.

b. Vanno altresì previsti interventi per connettere gli spazi e le aree consentendo la piena fruizione della rete di percorsi urbani presenti in zona: si darebbe vita ad un proficuo collegamento tra centro storico e zona a mare. In questo quadro e per questi obiettivi occorre meglio definire la convenzione tra Comune e privati sulla riedificazione della ex- Gioiosa: riconsiderando maggiormente l’interesse pubblico sul fronte di via dei Fiori e di via IV Novembre, rispetto a quello di via XXV Aprile, in questo modo si darebbe maggiore continuità con l’area pubblica a monte di via IV Novembre e di lì verso il centro storico che diventa il luogo verso cui si snoda il percorso dal nucleo urbano e dal mare. Legato a questa visione, che tende a riqualificare e rendere interessante quest’area oggi anonima e poco fruita, la necessità e l’urgenza della realizzazione del tratto di passeggiata a mare, tra il Bottasano e il sottopasso di via Mulino, secondo il progetto di massima che prevede un percorso a mare. In questo modo si darebbe continuità alla passeggiata e allo stesso tempo si potrebbe superare la cesura rappresentata da Aurelia e da ferrovia e avvicinare Borgio antica al mare, specie in funzione di un possibile lancio turistico di Borgio vecchia e della sua unica piazza.  Il carattere turistico del nostro paese, elemento essenziale degli obiettivi del PUC, deve essere difeso, conservato per poter essere incentivato: per questo si deve ribadire con assoluta chiarezza ed intransigenza la destinazione turistico-alberghiera delle attuali strutture dell’ex albergo Lido e dell’ex hotel Vela, perché noi pensiamo che non possa esserci vitalità turistica senza impresa alberghiera e che il nostro paese non possa e non debba lentamente ed inesorabilmente declinare.

c. Per questi stessi motivi sarebbe necessario lo spostamento del previsto Parco Enea nella zona di via Matteotti antistante il “Vecchio Comune”.

rg

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