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Attualità | 08 marzo 2017, 09:23

A Pietra Ligure si parla di Ponente Acque: "Ma è pubblica o privata?" (FOTOgallery)

Un incontro per confrontarsi, tra amministratori e cittadini, sulla nuova realtà dedicata al servizio idrico integrato

A Pietra Ligure si parla di Ponente Acque: "Ma è pubblica o privata?" (FOTOgallery)

Si è svolto ieri sera, presso il centro polivalente di via Nino Bixio a Pietra Ligure, l’incontro intitolato “Ponente Acque: pubblica o privata?” e organizzato dal Comitato per l’Acqua Pubblica di Savona.

Nella sua introduzione, Alberto Dressino spiega: “Il titolo dell’incontro è volontariamente provocatorio, ma in realtà non è assolutamente nostra intenzione sollevare alcun tipo di polemica. Da agosto esiste questa nuova entità la cui partenza è avvenuta un po’ in sordina, abbiamo ricevuto molte richieste di chiarimenti dai cittadini e vogliamo semplicemente avviare un percorso virtuoso di dialogo e partecipazione, tra i comitati come il nostro, gli amministratori pubblici, la Ponente Acque e i cittadini in nome della migliore collaborazione possibile”.

Dopodiché la parola passa a Roberto Melone, del Forum Savonese per l’Acqua Pubblica, che riassume la storia di un percorso iniziato già nel 2002, con le proposte presentate dalla sua associazione ai vari enti, fino all’ormai celebre referendum che nel 2008 ha raccolto 411 mila firme per la sua attuazione e nel 2011 ha visto 27 milioni di italiani esprimersi per il sì all’acqua pubblica, con un risultato di proporzioni inaspettate. “Oggi la legge come l’avevamo chiesta noi nel frattempo è stata stravolta dalla Camera e non è più la nostra legge”, commenta con una punta di amarezza Roberto Melone. “Io ritengo che il voto dei cittadini non vada interpretato, ma rispettato”, aggiunge.

Queste, le proposte del Forum per l’Acqua Pubblica, enunciate da Melone: “Abbiamo accettato a malincuore la società per azioni, ma vorremmo che Ponente Acque si trasformasse in Azienda Speciale Consortile; questo perché la SpA prevede dei dividendi tra gli azionisti, mentre l’azienda speciale vedrebbe tutto reinvestito sul territorio e per il bene di esso.

Inoltre – prosegue Melone – oggi Ponente Acque è una società di secondo livello, cioè formata da due grandi ‘attori’ che sono la SCA (Servizi Comunali Associati) e la Servizi Ambientali. Noi vorremmo che i soci fossero i 27 comuni che aderiranno, in modo che tutti abbiano accesso allo stesso livello di controllo.

Infine chiediamo una maggior partecipazione della gente attraverso la fondazione di quello che si chiama ‘Consiglio Popolare per l’Acqua’. Non è previsto dalla legge italiana, ma nemmeno vietato, anzi: esistono direttive comunitarie ben precise in merito”.

Melone aggiunge un dettaglio non da poco: “Nella carta dei servizi non sono ben chiare le conseguenze al gestore in caso di inadempienze. Inoltre il testo parla di limitare o addirittura sospendere l’erogazione in caso di morosità. Riteniamo che la voce sulla sospensione sia da abolire: l’ONU e l’OMS (Organizzazione Mondiale per la Sanità) sanciscono che 50 litri giornalieri di acqua siano un diritto umano irrinunciabile”.

Tanti, gli interventi dei numerosi partecipanti, a cominciare da Federico Mendau, che lavora proprio per SCA da molti anni e tiene a fare una precisazione su quest’ultimo aspetto: “Proprio per questo motivo è stata inserita una voce che parla di sospendere o limitare. Valuteremo caso per caso: un conto è chiudere i rubinetti in una casa dove vive della gente, cosa che non faremmo mai, un conto è farlo in una seconda casa abitata saltuariamente che magari è anche un bene di lusso e le bollette non vengono pagate per superficialità o per distrazione”.

Rita Olivari, sindaco di Boissano, spiega: “Se siamo di fronte a una società fatta da società è soprattutto per una questione di tempi e di costi: non tutti i comuni avrebbero avuto in tempo utile i fondi necessari alle quote societarie, quindi se volevamo partire nei tempi previsti la prima soluzione possibile era questa, ma gradualmente i due soci iniziali spariranno e Ponente Acque diventerà una società di comuni. Inoltre ci tengo a precisare una cosa: nessuna trattativa è stata mai condotta in ‘segrete stanze’, come talvolta qualcuno polemicamente ha detto. Si è sempre trattato di incontri pubblici e tutta la documentazione è facilmente accessibile alla voce ‘Amministrazione Trasparente’ di ogni singolo sito comunale. Chi amministra non è un alieno, è un cittadino come voi”.

Giorgio Cangiano, sindaco di Albenga, fa un parallelismo con la recente adozione dello strumento del “bilancio partecipato” e dice: “Sono convinto che chi viene eletto debba prendersi la responsabilità di assumere delle decisioni, ma penso anche che il modo migliore di farlo sia sempre dopo un pubblico confronto. Per Albenga il percorso è ancora all’inizio: siamo in una situazione particolare, con un altro gestore, ma ci auguriamo di entrare al più presto in Ponente Acque e di svolgere il nostro ruolo importante nel servizio idrico integrato”.

All’incontro interviene anche Ponente Acque: l’amministratore delegato Alessandro Vignola commenta: “Sugli obiettivi di fondo siamo d’accordo, vogliamo tutti le stesse cose che si sono sentite questa sera. Sulla trasparenza tengo a precisare che esiste un comitato tecnico con cinque rappresentanti che vengono eletti a rotazione tra i vari comuni, c’è un comitato di controllo grazie al quale tutti i comuni, anche quelli che non sono ancora soci ma hanno aderito inizialmente come fruitori del servizio, possano esercitare il cosiddetto ‘controllo analogo’ al pari dei soci, abbiamo un Consiglio d’Amministrazione, abbiamo un sito costantemente aggiornato e facilmente consultabile e ogni decisione è stata presa in sede di consigli comunali, spesso all’unanimità tra maggioranza e minoranza, in provincia o in conferenza dei sindaci. Quindi è tutto alla luce del sole e ogni controllo si può esercitare. Oggi abbiamo una situazione con 27 comuni coinvolti e 27 tariffe diverse. Il nostro obiettivo sarà quello di arrivare a una tariffazione unica ripartita in tre voci: acquedotto, fognatura, depurazione”.

Adriano Baldini, direttore tecnico di Ponente Acque, conclude con la descrizione dei controlli di qualità dell’acqua: il campionamento avviene mensilmente e semestralmente avviene la valutazione dei parametri chimici. “Inserire in ogni bolletta i risultati delle analisi costituirebbe un plico troppo voluminoso, ma si potrebbe valutare l’ipotesi di un riepilogo annuo con i dati salienti”.

All’osservazione di Pier Luca Bertuzzi, privato cittadino che chiede chiarimenti sul fatto che le analisi vengono fatte in vasca, ma poi la qualità dell’acqua può essere peggiorata sul percorso da una rete idrica fatiscente, rispondono i sindaci. Mauro Boetto, sindaco di Giustenice, spiega: “Esiste sicuramente un cronoprogramma di investimenti per migliorare le infrastrutture, ma ci sono anche gravi criticità di risorse”, mentre Alessandro Oddo, sindaco di Tovo San Giacomo, aggiunge: “Le varie amministrazioni hanno segnalato a Ponente Acque le criticità ma anche le progettualità in atto per risolverle e ci auguriamo che sia avviato un programma di investimenti in tal senso”.

Alberto Sgarlato

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