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Eventi | giovedì 27 luglio 2017, 16:04

Gli scultori Aletti e Guggisberg espongono ad Andora

Inaugurazione il 3 agosto presso il museo "Dabroi"

Inaugura giovedì 3 agosto 2017 ore 21.00 nelle sale del Museo Mineralogico Luciano Dabroi la mostra, a cura di Viana Conti e Christine Enrile, “Daniele Aletti | Quando la Scultura inaugura uno spazio - Daniela Madeleine Guggisberg | Vitalità Creativa del Vuoto”, alla presenza del Sindaco di Andora Mauro Demichelis e dell’Assessore alla Cultura Maria Teresa Nasi.

La mostra, inserita nel programma di valorizzazione del patrimonio museale promosso dal Comune di Andora in collaborazione con C|E Contemporary, propone le opere scultoree della coppia di artisti svizzeri Daniele Aletti e Daniela Madeleine Guggisberg.

La lettura delle opere scultoree di Daniele Aletti (nato a Olten nel 1962, Svizzera, di origine italiana), e di Daniela Madeleine Guggisberg (nata a Zurigo nel 1963) - coppia di artisti che dal 1994 vive e lavora a Sale S. Giovanni, Cuneo, Italia - non prescinde dalla loro qualità di vita, improntata, in famiglia, alla pratica dello yoga, all’esercizio del vuoto tramite la meditazione, né dal loro habitat, dal luogo cioè che hanno scelto per la loro comune esistenza.

Per entrare nel loro atelier occorre, paradossalmente, uscire all’aperto, percorrendo un sentiero erboso, sovrastati da pareti di roccia. Allo sguardo si presenta un arsenale di smerigliatrici e scalpelli, punteruoli e martelli, trapani e dischi diamantati, guanti e mascherine, attrezzature ad acqua per eliminare la polvere, gravine e carta vetro, sgorbie, cavalletti e manichette, tutti allineati lungo i fianchi odorosi di una collina dell’Alta Langa; in parallelo si dispiega una copiosa famiglia di blocchi, multidimensionali, di marmo grezzo, in attesa o in corso di lavorazione.

Quanta pietra, quanto colore, quanta energia, circola nel laboratorio di questa coppia di scultori, sotto il manto azzurro del cielo, sopra il prato verde della terra, scaldata dal sole, raggelata dalla neve; quante forme scaturiscono dal loro immaginario, naturalmente, come sorgenti dalla roccia, quanta sorridente ironia e trasparente modestia emana dalle loro presenze! Entrambi prescindono dal modellato per sfidare direttamente il blocco nella cava, ricorrendo, per lo più, al taglio diretto. Varcata la soglia di una grotta, dalle volte di mattoni e le pareti di pietra, attraversata da lame di sole, tagliata da zone d’ombra, il visitatore si trova confrontato con un dispiegamento di opere esposte in permanenza: sfilano i neri Ormea e Marquinia, i bianchi Carrara e Statuario, i rossi dell’Elba, Villarchiosso, Breccia di Toirano, Nava, il viola Piemonte, il rosa Nava, il Granito Sardo, il dorato serico del legno di rovere, il sabbia di Desertetto, firmati Aletti; sfilano la Pietra dorata, il Bianco di Naxos, il rosa del Portogallo, il nero Portoro marezzato di venature, il Verzino di Frabosa, la Pietra di Rezzo, il Persichino, firmati Guggisberg. È la pratica quotidiana della scultura che ha dischiuso per Daniele Aletti e Daniela Madeleine Guggisberg una contrada/eine Gegend: una dimora di meditazione e creatività.

c.s.

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