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Attualità | 04 gennaio 2018, 14:40

Ex Mondomarine, 9 dipendenti ritornano al lavoro nella gestione Palumbo ma mancano le tredicesime e gli stipendi

In dubbio il futuro per i restanti 48 lavoratori, lunedì 8 il presidio e l’incontro con i tre commissari nella sede dell’Unione Industriali

Ex Mondomarine, 9 dipendenti ritornano al lavoro nella gestione Palumbo ma mancano le tredicesime e gli stipendi

È stato ufficializzato martedì il fallimento del cantiere navale savonese Mondomarine, notizia che era già nell’aria dal 29 dicembre e sono stati nominati Maurizio Ferro, Stefano Pasquali e Alberto Marchese, i tre curatori fallimentari, commissari già nella fase liquidatoria.

Palumbo Group Shipyard tramite la Savona Superjachts srl, società creata appositamente, dopo aver firmato l’accordo per l’affitto del ramo d’azienda (per 6 mesi poi ci sarà il bando di gara) e ottenuto la concessione demaniale temporanea da parte dell’autorità di sistema portuale ha sottoscritto il 2 gennaio i contratti con i primi nove ex dipendenti di Mondomarine ma per gli altri 48 colleghi la situazione rimane preoccupante.

“I commissari con i 100.000 pagati dall’ex azionista Falciai pagheranno le concessioni che non erano state liquidate inoltre c’è anche da mettere in conto la sistemazione di un capannone, permane il grosso problema del pagamento della metá della tredicesima e lo stipendio di dicembre” spiega Franco Paparusso di Uil.

Lunedì vi sarà l’incontro tra i sindacati, le rsu e i tre neo curatori nella sede dell’Unione Industriali con un eventuale presidio alla presenza anche dei lavoratori dell’indotto di Pisa, nel frattempo verra richiesto un incontro al Mise.

“Le cose stanno andando verso una ripresa effettiva del lavoro - spiega Luca Valente della rsu sindacale (ancora fino a lunedì) e tra i 9 dipendenti nuovamente assunto - piú persone riusciamo a fare entrare meglio è, ci siamo trovati di fronte a una situazione insostenibile, subito ci hanno detto che verranno erogate la metá delle tredicesime e lo stipendio di dicembre poi invece è finito tutto nel calderone del fallimento. Chiediamo una mano alle autorità competenti”.

Luciano Parodi

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