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Sanità | 24 marzo 2019, 09:56

Ortodonzia: gli “apparecchi” per raddrizzare i denti, quanti tipi ci sono?

Erano i cosiddetti “apparecchi mobili” cioè, il ragazzino in questione, li indossava per alcune ore al giorno

Ortodonzia: gli “apparecchi” per raddrizzare i denti, quanti tipi ci sono?

Cari lettori di Savona News, molti di noi, non più teen agers, ricorderanno di aver avuto qualche compagno di scuola che portava in bocca delle “trappole” di resina e fili metallici, con lo scopo di raddrizzare i denti. Erano i cosiddetti “apparecchi mobili” cioè, il ragazzino  in questione, li indossava per alcune ore al giorno (almeno 18 per poter funzionare…). Stava proprio lì uno dei loro limiti: presupponeva la collaborazione del paziente, e non era così scontato che ciò avvenisse, soprattutto nelle ore in cui  i genitori non potevano controllare. Quel tipo di apparecchio, inoltre, consentiva solo alcuni tipi di movimento (i più semplici).

Per questo motivo si è passati ad utilizzare prevalentemente l’ortodonzia fissa (quella con le placchette metalliche incollate ai denti), che viene utilizzata 24 ore su 24. Anche questa ha alcuni inconvenienti (ad esempio richiede delle manovre di igiene orale domiciliare più meticolose e complesse, per non ritrovarsi con i denti “dritti” ma tutti cariati…), presenta, tuttavia, numerosi vantaggi: permette, ad esempio, di spostare i denti tridimensionalmente, poiché consente di applicare le forze “di raddrizzamento” in tutte le possibili direzioni ed in modo differenziato su ciascun dente.

Gli attuali allineatori trasparenti vorrebbero coniugare un po’ i vantaggi  di entrambe le tipologie: consentire un’igiene orale non complicata dalla presenza di apparecchi fissi e invogliare a portarli molte ore al giorno, grazie al fatto che sono “invisibili” e danno un disagio molto ridotto. Naturalmente questi allineatori non sono (al momento) in grado di far effettuare ai denti dei  movimenti complessi, ma sono in grado di risolvere comunque molte situazioni. Si aggiunga alla comodità di utilizzo il fatto che non creano problemi estetici (come dicevo, non sono visibili una volta indossati) e ne nasce l’apparecchio ideale anche per molti adulti che desiderano migliorare l’allineamento dei propri denti. Il fatto che non sono visibili li rende anche molto appetibili dagli adolescenti, cui il dover portare gli apparecchi fissi, talvolta, causa complessi ed imbarazzo.

Questa tecnologia è tutt’oggi in rapida evoluzione e, implementata con miniritenzioni (sempre poco visibili) ed elastici (da applicare all’occorrenza solo nelle ore notturne) sta diventando via via efficace anche per ottenere “raddrizzamenti” più complicati.

Se avete domande potete continuare a scrivermi a: dottore@attiliovenerucci.it oppure inviatele direttamente alla redazione di Savona News

 

Attilio Venerucci

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