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Solidarietà | 15 maggio 2019, 08:36

Spotorno: successo per la terza edizione del progetto educativo "Andata e ritorno"

Nato per sviluppare il dialogo tra i bambini delle scuole elementari e i "nonni" dell'Opera Pia, è stato esteso, anno dopo anno, anche agli alunni delle medie e della materna

Spotorno: successo per la terza edizione del progetto educativo "Andata e ritorno"

Si svolgerà domani pomeriggio, 16 maggio, a partire dalle 14:30 presso l’Opera Pia “Siccardi-Berninzoni” di Spotorno, la giornata conclusiva del progetto educativo “Andata e Ritorno 3”. Una terza edizione particolarmente riuscita per questa iniziativa che mette a confronto le giovani generazioni delle scuole spotornesi con i “nonni” ospiti della struttura gestita da Sereni Orizzonti.

Ne parliamo con l’ideatrice Maria Chiara Garofalo.

Quanti appuntamenti avete realizzato quest’anno?

“Un incontro a settimana da novembre a maggio, per un totale di oltre una ventina. In questa terza edizione abbiamo coinvolto anche la seconda e terza media e i bimbi piccoli della scuola d’infanzia Questo terzo anno è stato finanziato interamente da Opera Pia Siccardi Berninzoni. Il progetto, lo ricordiamo, nella sua prima edizione era partito coinvolgendo le sole elementari ed esteso alla prima media nell’anno successivo”.

Quali, le attività svolte?

“Abbiamo riattivato l’orto degli aromi, o giardino aromatico, che dir si voglia, dell’Opera Pia, piantando bulbi e piante aromatiche con i bimbi più piccoli.

Su richiesta della professoressa Laura Banacchioni è stato attivato il “Giardino dei Semplici”, grazie alla collaborazione dell'Opera Pia.

Ci siamo inoltre collegati a un progetto già in essere, avviato insieme alla Bottega Solidale di Savona e dedicato agli alberi genealogici delle persone e alla storia dei prodotti. Insieme agli alunni abbiamo ricostruito l’albero genealogico degli ospiti dell’Opera Pia e poi, insieme alla Bottega Solidale, abbiamo ricostruito la storia del caffè, del cacao, del tè, dai luoghi in cui vengono prodotti fino all’arrivo in Italia.

Anche nella festa odierna saranno usati solo prodotti equosolidali e posate compostabili. Attenzione a collaborazione e sensibilità non solo tra persone ma anche verso l’ambiente, l’ecologia, le altre culture.

Con gli alunni delle elementari abbiamo inserito lo studio degli aromi: come si chiamavano in dialetto, conoscerne i profumi, costruire un erbario, abbiamo spiegato le proprietà degli oli essenziali, facendo percepire la differenza rispetto al prodotto da cui derivano (per esempio il profumo di un olio essenziale alla lavanda è diverso da quello di un fiore di lavanda). Abbiamo realizzato dei sacchettini profumati da dare in famiglia, prodotto sale aromatizzato e olio al rosmarino.

E poi non sono mancati, come negli anni scorsi, i laboratori di cucina, con biscotti di vario tipo, la gara di salami dolci, ma anche attività creative come la costruzione delle bambole di un tempo per stimolare la manualità e le gare di tappi. E infine, il perno da sempre alla base del programma, le interviste ai nonni sulle loro esperienze di vita: come vivevano, come mangiavano, come giocavano e tanto altro”.

Che cosa è cambiato rispetto alle precedenti edizioni?

“Gli alunni di seconda media provenienti dall’anno scorso e gli alunni di prima media provenienti dalla quinta si sono mostrati più coinvolti rispetto alla terza media per i quali era un’esperienza tutta nuova. Questa è la dimostrazione che il progetto funziona se viene portato avanti anno dopo anno. Diventa più produttivo anche suddividere gli alunni in piccoli gruppi. Abbiamo comunque sempre visto tanta dolcezza nei bimbi dei primi anni delle elementari, l’emozione di ritrovarsi con i “nonni” settimana dopo settimana. Per i bimbi dell’asilo un vero successo, fatto di sorrisi e coinvolgimento emotivo. A livello di educazione civica sensibilizzare i bimbi fin da piccoli li rende alunni migliori e più attenti”.

Progetti futuri?

“Mi piacerebbe portare avanti le attività manuali e accrescere gli incontri con i bimbi della materna, magari per dare vita a un giardino sensoriale. Con i ragazzini più grandi, qualora fosse possibile, fare delle uscite con i “nonni” anche in sedia a rotelle. Si tratta di un progetto più complesso che nel tempo vedremo come concretizzare”.

 

Alberto Sgarlato

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