L'intervento più importante, che ha di fatto avallato la tesi dei “Verdi” sui rischi connessi all'ulteriore estrazione di circa un milione di metri cubi. di materiale dalla Caprazoppa (dopo una distruzione storica che ha visto l'asportazione complessiva di circa 15 milioni di mc.di roccia), è stato quello del Geologo Mimmo Filippi, già Assessore Provinciale, il quale per molti anni ha operato in qualità di tecnico in tutta l'area interessata, conoscendo quindi perfettamente la situazione della cava.
Filippi ha contestato (con motivazioni tecniche puntuali) la necessità di scavare l' enorme quantitativo di materiale, respingendo il pretesto di mettere in sicurezza le pareti dell'ex-cava. Ha messo al contrario in evidenza, con dati precisi, i rischi di tale operazione, avallando in questo modo tutte le giustificate preoccupazioni dei “Verdi” che hanno riaffermato come la sistemazione ambientale di tutti i gradoni e la loro messa in sicurezza non sono una gentile concessione della Società Arene Candide, ma un obbligo di legge garantito da fideiussioni bancarie.
I “Verdi”, durante la serata, hanno inoltre dimostrato l'esistenza – negata da un Dirigente della stessa Società – di una causa civile e di una conseguente sentenza che obbliga ad eseguire alcuni interventi proprio in area SIC (Sito naturale di interesse comunitario), oggetto di Valutazione Ambientale.
I “Verdi” poi hanno messo in evidenza l'ambiguità del progetto relativamente all'utilizzo delle risorse idriche. Il pozzo dichiarato idoneo per “provvedere al totale fabbisogno dell'intervento” è invece indicato solo come “ulteriore elemento di garanzia per i fabbisogni idropotabili”, mentre non viene dichiarato dove e a spese di chi verranno scavati nuovi pozzi nei Comuni confinanti, avallando in questo modo l'osservazione che gli ambientalisti hanno presentato in Regione.
I “Verdi” hanno ribadito la contrarietà al grave errore di trasferire milioni di mc. di acque nere fino a Savona, utilizzando stazioni di pompaggio che necessitano di quantità enormi di energia elettrica, con costi altissimi, quando le più elementari e attuali considerazioni sul risparmio delle risorse idriche e di energia elettrica dovrebbero far decidere, oggi,per una depurazione in loco di tutte le acque usate a fini urbani e di un loro successivo utilizzo. Hanno messo inoltre in evidenza come questo problema debba essere risolto in accordo con il “Progetto Piaggio”, ancora in itinere.
I “Verdi” hanno infine messo in rilevo la mancanza di ogni riferimento relativo alla Delibera Regionale sull'istituzione del nuovo SIC Marino che tutela tutta l'area del beach rock, che, in definitiva, verrà danneggiata dal materiale di cava utilizzato per creare una spiaggia fittizia sotto la Via Aurelia – destinata, a loro avviso, a rapida erosione.














