Un cesto di Basilico genovese come promemoria, è stato simbolicamente consegnato al neo ministro dell’Agricoltura Dott. Catania, da una delegazione di CIA Liguria – composta dal Presidente regionale Ivano Moscamora, dal Presidente Provinciale della CIA di Savona Aldo Alberto e da Ruggero Rossi, importante produttore dei Basilico genovese DOP, che ha potuto esporre al Ministro le più pressanti preoccupazioni del mondo produttivo della nostra regione.
Costo del gasolio per il riscaldamento delle serre, impatto della nuova imposta IMU, su una realtà che sconta tariffe d’estimo 20 volte superiori alle altre zone serricole d’Italia, necessità di reperire fondi per sostenere gli investimenti, attraverso l’utilizzo di quelli non spesi dalla altre Regioni, sono stati i temi posti all’attenzione del Ministro.
Temi noti ad un tecnico quale è il Dott. Catania, che si è assunto l’impegno ad affrontarli attraverso uno specifico confronto sui temi del sostegno al settore.
Nella stessa serata il Ministro ha incontrato i Presidenti nazionali delle Organizzazioni Agricole per determinare con loro l’agenda dei problemi e le priorità.
Un incontro importante ed utile, dal quale abbiamo tratto sensazioni positive,- dichiara Ivano Moscamora presidente regionale CIA – competenza e capacità di ascolto, sono immediatamente percepibili nel confronto con il Ministro, certo questo non significa automatica possibilità di soluzione dei problemi posti, ma certamente un approccio molto diverso da quelli cui eravamo abituati fino ad ora.
Da parte nostra – insistono Moscamora, Alberto e Rossi - abbiamo intenzione di mantenere alta l’attenzione sui temi sollevati, coinvolgendo la Regione ed i Parlamentari Liguri, con l’obbiettivo di strappare già per questa stagione, una intervento di riduzione del costo di riscaldamento delle serre, divenuto talmente insostenibile da mettere in discussione la esistenza stessa di interi cicli produttivi, riuscire a convincere l’Unione Europea affinché le risorse non spese da parte di alcune Regioni, possano essere utilizzate per sostenere la spesa per investimenti che altre Regioni hanno effettuato, e una una revisione del metodo di calcolo dell’IMU in modo che non penalizzi i beni strumentali delle aziende agricole.













