La Regione Liguria ha pubblicato sul sito www.ambienteinliguria.it la Relazione sullo stato dell’ambiente 2012, documento che fotografa la situazione ligure per quanto riguarda la qualità dell’aria, dell’acqua, lo smaltimento dei rifiuti, la mappa della vulnerabilità del territorio in caso di calamità naturali.
Dai dati risulta che in Liguria diminuiscono le emissioni in atmosfera ma la qualità dell'aria, per alcuni inquinanti, è ancora critica in alcune aree del territorio.
Dalla relazione emerge che sono in diminuzione le emissioni per tutti i principali inquinanti, ma si registra ancora qualche criticità sulla qualità dell'aria, in particolare per il biossido di azoto, di cui il valore limite sulla media annuale risulta superato in alcune aree delle zone di Genova, dello Spezzino e della Valle Bormida.
Per quanto riguarda la presenza nell’ aria delle microscopiche particelle di polvere, fumo e altro presenti nell’ atmosfera - Genova conferma il rispetto del valore limite sulla media giornaliera.
La situazione migliora rispetto al 2011 anche in valle Bormida, dove il numero di superamenti è notevolmente diminuito. Il valore medio annuale delle concentrazioni di polveri sottili è entro i limiti (40 microgrammi per metro cubo) su tutto il territorio regionale.
I valori massimi si registrano, secondo quanto riportato da Savonaeconomica, in località Farina a Cairo Montenotte (31) e in corso Europa a Genova (30); seguono via San Lorenzo a Savona (29), Mazzucca di Cairo e Vado Ligure (28), Bragno e Carcare (27) mentre corso Ricci, a Savona, non va oltre i 15 microgrammi/mc.
Le polveri ultrasottili (PM2,5) sono entro i limiti (25 microgrammi per metro cubo come media annuale) su tutto il territorio regionale.
Rassicuranti anche i dati relativi all’anidride solforosa, dove tutte le aree monitorate restano sotto la soglia limite (125 microgrammi /mc come valore medio giornaliero massimo).
In generale le fonti su cui continuare ad agire con priorità sono il traffico urbano, gli impianti termici civili e le navi in stazionamento nei porti. “Agire su queste fonti e sul risparmio energetico, in particolare degli edifici, può contribuire anche alla diminuzione delle emissioni di anidride carbonica”, spiegano i tecnici della Regione.














