Il Museo diocesano della diocesi di Albenga-Imperia, in collaborazione con la parrocchia di Cristo Re di Imperia, il comune di Albenga e l’associazione Musei ecclesiastici italiani, inaugura la mostra: “Don Luigi Morelati: sacerdote, uomo, artista. Mostra retrospettiva dei suoi dipinti”. Si tratta della tradizionale rassegna natalizia, che, quest'anno, è dedicata alle opere pittoriche di don Luigi Morelati, storico parroco di Cristo Re, a Imperia. La rassegna, che sarà aperta fino al 31 gennaio 2015, nei locali del Museo diocesano, si inaugura , ad Albenga, il 13 dicembre, alle ore 16, presso la Sala Conferenze dello stesso Museo ed ha il compito di mettere in luce il talento artistico di don Luigi e la sensibilità che trova libero sfogo nelle sue creazioni, animate da una forte potenza espressiva.
Don Luigi insieme a don Mauro Vezzi e a don Mario Paglieri, sulle orme di don Glorio, hanno portato avanti l'Istituto Charitas, che accoglieva ragazzi bisognosi da tutta Italia, contando anche più di duecento tra fanciulli e fanciulle ospitati: i dipinti di don Luigi erano venduti per ricavare fondi per l’Istituto, insieme a tante altre attività, coinvolgendo anche personalità dello spettacolo, da Cinico
Angelini e la sua famosa orchestra a Fausto Coppi, dal vignettista Jacovitti ai campioni dell’Inter, a Nino
Salvaneschi e Achille Compagnoni.
I tre sacerdoti di Borgo San Moro sono sempre stati al servizio dei più bisognosi, offrendo aiuto ed assistenza senza risparmiarsi mai. Negli anni immediatamente post conciliari hanno ravvivato l’attività pastorale con progetti molto incisivi per i giovani, per la famiglia, per la condizione femminile, per l’azione caritativa, per l’azione associativa e persino per il tempo libero, tanto che con la loro comunicativa del messaggio evangelico toccava tutti nel cuore, anche coloro considerati “lontani”.
Questo suo impegno verso il prossimo e il suo amore per la gente e per Dio emerge nelle opere di don Luigi, dove trovano spazio, sia la sofferenza di Cristo e dell’uomo che il silenzio delle montagne e i bellissimi volti di Maria Vergine.
Per informazioni: Museo Diocesano di Albenga, via Episcopio 5, Albenga (SV), tel. 0182.50288/8- cell. 3478085811. e-mail: museodiocesano.albenga@hotmail.com
In questa piccola esposizione troverete le opere di Don Luigi appartenenti alla Pinacoteca parrocchiale di Cristo Re (Imperia), l’intento è quello di far conoscere, attraverso la produzione artistica, parte della complessa personalità di Don Luigi e vedere come, anche nei dipinti, emerga la sua Fede.
Luigi Morelati nasce a Brignano Gera d’Adda, in provincia di Bergamo, il 29 febbraio 1920.
Nel 1935 viene accolto a Imperia nell’Istituto Charitas, fondato dal Canonico Santino Glorio. Seguendo la vocazione sacerdotale, già notata dal Parroco del suo paese, entra nel Seminario di Albenga, a nome della Congregazione di Cristo Re, ed è ordinato sacerdote il 13 agosto 1944, lo stesso giorno in cui muore il suo protettore, Don Glorio, la prima celebrazione liturgica che officerà sarà proprio il funerale del sacerdote.
Don Luigi ne diventa il successore ed insieme a Don Mauro Vezzi e poi a Don Mario Paglieri si mette al servizio dei bambini, orfani o con gravi problemi familiari, che provengono da tutte le regioni d’Italia.
Don Luigi, Don Mauro e Don Mario sono conosciuti come i preti della carità, soprannominati dai parrocchiani i tre moschettieri, hanno un ampio credito da parte di tutta la cittadinanza per le loro numerose iniziative di assistenza e solidarietà, sempre in spirito evangelico, che segnano profondamente nel corso degli anni la vita culturale e sociale della città di Imperia.
I tre sacerdoti, insieme alle Suore della Congregazione e con la collaborazione di molti laici, dimostrano una costante disponibilità per gli emarginati e gli ultimi, per i disabili, per le famiglie in difficoltà, con uno spirito evangelico sempre calato nel tempo e nella evoluzione della marginalità.
La Parrocchia è sempre aperta per le iniziative sociali, ospita associazioni e gruppi educativi, come gli Scouts, l’Azione cattolica, i Ragazzi del sabato, il gruppo che si occupa del giornalino parrocchiale.
Don Luigi esercita la carità anche attraverso il dono artistico: vende molti suoi dipinti per assicurare ai suoi bambini il sostegno necessario.
Gli acquirenti sono selezionati dentro una ristretta cerchia dei parrocchiani a lui più vicini, la maggior parte dei fedeli è all’oscuro del suo talento artistico, che verrà svelato dalle mostre realizzate dopo la sua morte.
Gli ultimi anni sono segnati dalla malattia, che forzatamente lo allontana da tutto ciò che aveva contribuito a realizzare e ne blocca l’attività artistica.
Muore ad Imperia il 7 settembre 2004.
Diversi temi attraversano la sua produzione artistica, nella collezione della Pinacoteca Parrocchiale sono rappresentati in misura differente, uno è senza dubbio la montagna, da lui molto amata, in particolare la Val d’Aosta, dove si recava a fare escursioni spericolate insieme a sacerdoti suoi amici o parrocchiani, indossando sempre la tonaca, suo tratto distintivo.
Protagonista di un suo dipinto è il “Dente del Gigante”, vetta situata nella parte settentrionale del massiccio del Monte Bianco, uno dei suoi più grandi obiettivi come scalatore, in questa tela Don Luigi focalizza l’attenzione sullo spunzone roccioso, che si staglia solitario su di un cielo plumbeo trasmettendoci l’idea del freddo pungente dell’inverno in montagna.
Don Luigi dipingeva di notte e soprattutto dipingeva in seguito a forti emozioni, a esperienze che lo colpivano, che doveva riportare su tela, “Morte nella bufera” ad esempio viene creato a seguito della disgrazia capitata ad un suo amico sacerdote della Val d’Aosta. Il sacerdote insieme ad amici viene sorpreso in montagna da una tormenta, pur essendo ancora in forze, sceglie di rimanere a vegliare i suoi compagni che non riuscivano più a proseguire, stremati dalla fatica e dal freddo e manda un altro amico a chiamare aiuto. Purtroppo quando i soccorritori giungono sul posto trovano tutti gli escursionisti morti. Nella tela Don Luigi riproduce la sofferenza patita dall’amico e il muto grido di dolore che si perde nella bufera prima della morte.
Era un sacerdote che aiutava tanto il prossimo e che si immedesimava nella sofferenza degli altri, che poi riportava sulla tela. Nelle sue opere da una parte troviamo la sofferenza di Cristo, che viene comunque rappresentata come sofferenza di uomo e dall’altra parte la sofferenza dell’umanità.
Molto forti sono i quadri che rappresentano Cristo in croce o sofferente, in particolare uno di questi “..e lanciato un alto grido spirò” è stato creato di ritorno dall’aver assistito un moribondo e riporta tutta la sofferenza dell’agonia
“Gli acquerelli, le tempere, gli oli narrano la vita di Gesù , dalla dolcezza della nascita al dolore atroce della Passione e della morte in croce; la cruda realtà della sofferenza fisica e morale traspare tragicamente dai volti di Gesù tradito, coronato di spine, caduto lungo il Calvario, colto nell’ultimo grido prima della morte ; la redenzione è costata tanto a Gesù, ma il suo amore infinito per l’umanità lo sorregge nella prova.”
I quadri a tema sociale sono i più intensi, nascono da forti emozioni.
Ancora attuali sono le opere che rappresentano il mondo del lavoro come “Forti e pazienti”, “Alla città è proibito veder i colori dell’alba”, oppure quelle a carattere sociale che già all’epoca trattavano il tema della sofferenza dei popoli dell’Africa, come “ La speranza cammina con il dolore dell’uomo” o la ancora più forte “ Africa amara”.
Ci sono quadri molto delicati, sensibili, in cui viene trattato il tema della maternità, altri in cui sono ritratte delle Madonne dolci, belle, attualissime, rappresentanti delle donne di oggi, presenti soprattutto nelle collezioni di privati, nei dipinti qui esposti possiamo vedere ad esempio: “Madonna bianca”, che è l’omologo di un’altra bellissima tela di collezione privata, “Madonna Ebrea”.
Vi sono poi naturalmente opere più leggere, naif, giocose, come “Cortile”, o il “Chierichetto birichino” che fa da copertina al catalogo.
Vasta è anche la produzione di vignette umoristiche, dal tratto deciso, sicuro, graffiante nei toni.
















