Ci risiamo. Appuntamento immancabile: picchi turistici in avvicinamento, difficoltà a gestire e mantere la continuità degli IAT. Il copione, brutto e preoccupante, riguarda il disinteresse per la sopravvivenza degli uffici turistici. Come se la questione fosse materia su cui glissare allegramente.
C'è un rimpallo di responsabilità che, però, riflette la situazione reale. Con il decreto Delrio e il passaggio di competenze dalla Provincia alla Regione, i Comuni sono stati chiamati a farsi carico del personale e dei servizi legati ai punti d'informazione turistica. Il risultato si è fatto subito evidente: bilancio regionale all'asciutto e niente fondi alle amministrazioni municipali, che navigano a vista, a loro volta a corto di palanche.
Così molto presto - come al solito - a fare accoglienza organizzata e promozione ci dovranno pensare solo i privati (quelli illuminati), i soliti albergatori e commercianti. Nel frattempo, con la transizione della Provincia ad ente informe, nessuno si è preoccupato di confezionare, produrre e rinnovare materiale promo-turistico per la Riviera. Mancano brochure, guide e cartine oltre che personale dedicato a dare un po' di familiarità al turista... quel "foresto" che qualcuno nella sua piccolezza continua a considerare, contemporaneamente, come "obolo dovuto" e come "corpo estraneo".
Si tornerà a parlare di tax city sulle presenze per sopperire alle lacune delle risorse pubbliche. Sempre la solita solfa della torta di riso finita.














