"In questi giorni mamma capriolo (ma anche le mamme daino e lepre) comincia a “parcheggiare” il suo piccolo, partorito qualche mese fa, nei prati dell’entroterra in mezzo all’erba ed agli arbusti; mentre lei si allontana per mangiare lui, favorito dal mantello mimetico e senza alcun odore, sta immobile in attesa del suo ritorno". L’appello della Protezione Animali savonese è quindi pressante: "se nelle vostre passeggiate intravedete un cucciolo di capriolo, daino o lepre nell’erba, non avvicinatevi, non toccatelo e, soprattutto, non portatelo via nell’errata convinzione che sia abbandonato, perché non è vero".
"Prelevare un cucciolo di capriolo, daino o lepre", continua l'Enpa, "è non solo una violazione della legge a loro tutela ma vuol dire condannarlo ad una vita di prigionia e spesso ad una morte precoce, perché perde gli anticorpi ed il bagaglio di informazioni e comportamenti essenziali alla sopravvivenza in natura che solo la madre può dargli; e affidato ad una struttura di recupero, malgrado ogni cautela nell’allattamento artificiale e nella custodia, difficilmente riesce a diventare autosufficiente ed indipendente per essere poi rimesso in libertà".
"Ma vi sono", continua l'Enpa, "anche giovani di altre specie selvatiche che sembrano abbandonati dai genitori ma non lo sono; sono i piccoli di gabbiano, merlo e cornacchia, che scendono, non si sa perché, dai nidi prima ancora di saper volare ed i genitori li accudiscono a terra portandogli da mangiare e proteggendoli come possono; anche in questi casi, se gli animaletti non sono feriti e si trovano in un ambiente naturale, occorre non toccarli e lasciarli dove si trovano; diversa è la situazione se si trovano, accade sempre più spesso, in zone urbane con il pericolo di essere vittime del traffico o di cani e gatti; ma solo dopo aver accertato l’effettivo pericolo, si possono recuperare e consegnare alle associazioni animaliste che se ne occupano".
"In tutti i casi dubbi è meglio consultarsi con chi è più esperto; l’ENPA di Savona, che soccorre la fauna selvatica in difficoltà in sostituzione della Regione Liguria, obbligata per legge ma che ancora non ha organizzato il servizio, mette a disposizione un numero di cellulare (345 635 0596), assolutamente riservato agli animali selvatici, tutti i giorni dalle 9 alle 19".
"La Protezione Animali ricorda infine che il prelievo non autorizzato di fauna selvatica (ma anche il solo possesso) è un illecito penale sanzionato con un’ammenda sino a 1.500 euro di competenza del tribunale", conclude l'Enpa.














