Mercoledì 24 agosto 2016 dalle ore 21:30 alle ore 22:30 la Basilica Collegiata San Biagio di Finalborgo sarà eccezionalmente aperta con l’interno barocco totalmente illuminato per rendere più suggestiva la visione e più precisa ed approfondita la conoscenza delle architetture, decorazioni ed opere artistiche della chiesa parrocchiale la cui plurisecolare e travagliata storia testimonia fatti non solo religiosi, ma civili e politici del finalese.
“L’originalità della luce barocca consiste nell’uso della luce per affermare la pienezza delle forme e dei volumi, ma anche per drammatizzare i temi ritratti“ (Arc. Adriano Caputo).
In sintesi, una illuminazione naturale prevalentemente “low key”. Dalle grandi vetrate, fasci di luce direzionali alternano nel corso della giornata zone di luce e di ombra favorendo mutevoli percezioni degli oggetti e degli spazi. L’illuminazione artificiale, in relazione alle sorgenti luminose impiegate, diventa, pertanto, complementare per conferire effetti estetizzanti alle superfici ed alle opere d’arte.
All’interno della basilica, l’illuminazione artificiale totale, prevalentemente “higt key”, è realizzata utilizzando sorgenti di luce estese o puntiformi opportunamente posizionate al fine di creare luminosità diffuse o concentrate e, di conseguenza attribuire, un carattere espressivo all’ambiente.
Si genera in tal modo uno straordinario effetto scenografico che trova nell’ampio presbiterio il suo punto focale secondo i canoni della Controriforma trentina.
Per il visitatore, l’immediato impatto visivo è sull’abside in cui convergono le linee di fuga dei pilastri cruciformi delle navate. Pareti e volta decorate ed affrescate in stile barocco (1870); ampie vetrate convoglianti fasci luminosi sul presbiterio delimitato dalla graziosa balaustra del Bocciardo (1799), altresì autore del pregevole altare centrale. Ai lati, in ascesa, gli eleganti lampadari a goccia di cristallo di rocca, già esistenti nella prima metà del XIX° secolo, che indirizzano lo sguardo verso l’organo - con la maestosa orchestra e la pregiata cassa intarsiata (1785) - e, nella parte alta, verso il quadro raffigurante “San Filippo in Gloria” (1721).
A seguire, l’attenzione si sofferma sugli affreschi della luminosa cupola ottagonale, sulle decorazioni del transetto - contenuto, secondo la tradizione ligure, nel perimetro dell’edificio sacro - sulle paraste corinzie (dorate) dei pilastri e le coperture affrescate (1911) delle navate: a botte semicircolare la centrale ed a vela le laterali.
Le Cappelle laterali ricordano l’evoluzione religiosa, artistica e storica della Basilica. L’illuminazione è puntiforme “higt key” per esaltare esteticamente le composizioni architettoniche, le decorazioni ed i quasi tre secoli (1513-1755 c.) di opere artistiche.
Alcune sintetiche note.
Navata destra (dall’inizio)
1. Cappella Nozze mistiche Santa Caterina d’Alessandria. Altare marmoreo del XVII di autore ignoto. Trittico rappresentante “Le nozze mistiche di Santa Caterina d’Alessandria fra i Santi Biagio e Sebastiano” attribuito a Lorenzo e/o Bernardino Fasolo (1513).
2. Cappella Santa Caterina d’Alessandria. Altare marmoreo del XVII di autore ignoto. Ancona di “Santa Caterina d’Alessandria” opera di Oddone Pascale da Savigliano (1533).
3. Cappella del Santissimo Crocifisso. Altare marmoreo opera di Giacinto Aicardi di Verezzi (1681). “Crocifisso ligneo” eseguito da Francesco Maria Agnesi detto “Il Corsetto” (1693)
4. Cappella San Giovanni Nepomuceno. Altare marmoreo del 1798 opera del genovese Domenico Prato, Tela che raffigura S. Giovanni Nepomuceno, opera di Giuseppe Paganelli (bergamasco 1795-1822)
Braccio destro del transetto:
Cappella della Madonna delle Grazie e delle anime purganti. Altare marmoreo opera di Pietro Ripa (1718-1728). Ancona rappresentante “La Madonna delle Grazie ed anime purganti” attribuita a Pier Lorenzo Spoleti (1680-1726)
Cappella a destra del presbiterio: Cappella di San Biagio. Altare marmoreo eretto nel 1639 per la cappella di S. Vincenzo Ferrer nel Convento di Santa Caterina di autore ignoto. Polittico (parte) rappresentante “San Biagio in trono fra i SS. Pietro, Paolo, Caterina e Crisostomo” attribuito a Raffaello De Rossi (1520-30 c.)
Navata sinistra (dall’inizio)
1. Cappella di San Giuseppe. Realizzata tra il 1708 e il 1727 in stile tardo barocco-rococò. Statua di San Giuseppe con il Bambino Gesù di autore ignoto.
2. Cappella Madonna delle rose. Altare marmoreo del 1720 di autore ignoto. Tavola proveniente dal Convento di S. Caterina rappresentante la “Madonna del Rosario coi Santi Caterina e Domenico”, opera di Vincenzo Tamagni (1520 circa)
3. Cappella del Sacro cuore. Opera e tomba dell’architetto finalese Gian Battista Gallesio. Nei basamenti delle colonne, raffinati e realistici intarsi floreali di gusto piemontese (1750 circa).
4. Cappella di San Tommaso Apostolo. Tela “Incredulità di San Tomaso” di Pier Lorenzo Spoleti (1725)
Braccio sinistro del transetto:
Cappella della Madonna del Carmine. Splendido esempio di barocco dominante. Altare marmoreo impostato fra il 1726 e il 1727. Abbellita con marmi intarsiati da Antonio M. Pittaluga e Stefano Guttuso (1755). Nella nicchia la venerata statua raffigurante la Madonna del Carmine, tipico esempio di Madonna “vestita” seicentesca. Ai lati busti reliquiari lignei argentati di S. Biagio e S. Venerio di autore ignoto (1688).
Cappella a sinistra del presbiterio: Cappella del Cristo morto. Altare marmoreo del 1712 di autore ignoto. Quadro raffigurante “Vergine con il Bambino tra il Battista e S. Ippolito” del 1627 di autore ignoto. Sotto la mensa, statua lignea rappresentante “Cristo morto” di autore ignoto (secolo XVII)
L’evento è promosso ed organizzato dalla Parrocchia San Biagio di Finalborgo. Sono previste visite guidate gratuite.














