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Politica | 10 luglio 2017, 23:18

Finale Ligure: dal "caso-Nanfaro" a una presa d'atto dei problemi dei disabili sul territorio

Una riunione della Commissione Barriere Architettoniche per fare il punto della situazione a 360 gradi

Finale Ligure: dal "caso-Nanfaro" a una presa d'atto dei problemi dei disabili sul territorio

Come già annunciato su Savonanews (leggi QUI), si è svolta stasera, 10 luglio, la convocazione della Commissione Barriere Architettoniche del Comune di Finale Ligure richiesta da Davide Badano, consigliere del Movimento 5 Stelle, a seguito del caso sollevato da Clara Nanfaro, la disabile di Gorra che chiede in prima istanza un parcheggio più vicino a casa e in secondo luogo una città più libera da ostacoli.

Presenti all’incontro, oltre al già citato promotore Davide Badano, il vicesindaco e assessore ai servizi sociali Clara Brichetto, i consiglieri di maggioranza Francesco Montanaro, Marilena Rosa e Fabrizio Lena, i consiglieri di minoranza Nicola Viassolo e Marinella Geremia (Finale Sempre), Simona Simonetti (Per Finale) e Sergio Colombo (Finale Ligure Viva), il vicecomandante della Polizia Locale Mauro Griffo, il segretario dell’associazione “RuotaAbile” Luca Rembado, i dipendenti comunali architetto Marco Rulli, ingegner Salvatore Curatolo, il dipendente comunale e rappresentante ANMIC (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili) Luciano Pesce, il presidente della Consulta per il Volontariato Emanuele Gerardi e, naturalmente, la stessa Clara Nanfaro.

Introduce il dibattito Nicola Viassolo, che presiede la commissione: “Sono arrivato qui insieme a Clara Nanfaro e ho visto accanto a lei tutte le difficoltà che ogni giorno deve affrontare. Ne prendo atto e mi assumo le mie parti di colpa in qualità di consigliere che ha seduto per dieci anni nei banchi della maggioranza. Per questo motivo vorrei che il senso di questa commissione fosse proprio un’assunzione collettiva di responsabilità sul problema, a prescindere da qualsiasi differenza di schieramento politico”.

Dopo questa introduzione, Clara Nanfaro porta la propria testimonianza: “Sono in cura con la terapia del dolore per una malattia genetica e degenerativa scoperta 15 anni fa che gradualmente mi ha portato dal deambulare con la stampella fino alla sedia a rotelle su cui mi trovo oggi. Abito al secondo piano e già mi risulta difficile salire e scendere da casa. Ho i documenti della ASL che attestano la mia disabilità e avevo semplicemente chiesto un semplice parcheggio di fronte a casa. Era la prima volta per me che mi confrontavo con la burocrazia e non sapevo nemmeno che esistesse la possibilità di ottenere un parcheggio cosiddetto ‘personalizzato’. In fondo avevo richiesto soltanto un parcheggio per disabili, mi è stato consigliato di procedere nella direzione del parcheggio personale. Dopo sei mesi mi è stata rifiutata la richiesta di parcheggio personalizzato ed è stato allestito un parcheggio per disabili dall’altra parte della piazza. Non so dire esattamente se siano 20 o 30 metri da casa mia, ma per una persona nelle mie condizioni sono comunque tanti. Ho fatto un ricorso al giudice, attendo la sentenza per il 17 luglio. L’altra richiesta che ho fatto al dottor Eugenio Minuto, comandante della Polizia Locale, è quella di porre un rimedio alle auto attaccate al portone. Ogni volta sono costretta a chiamare i Carabinieri perché non sono messa nemmeno in condizione di entrare e uscire da casa mia, visto che il montascale necessita di un raggio di manovra e quelle auto parcheggiate abusivamente me lo impediscono”.

Commenta il vicesindaco e assessore ai servizi sociali Clara Brichetto: “Tutti gli aspetti relativi all’assegnazione o meno di un parcheggio non sono decisi in modo arbitrario dal sindaco o dai vigili, ma esiste una apposita commissione. Evidentemente in questo caso la commissione avrà ritenuto che non ci fossero gli estremi per un parcheggio ‘ad personam’ ma, comunque, il comune non è rimasto con le mani in mano e ha realizzato un parcheggio per disabili dove prima non c’era. E so che il comandante Minuto ha presentato richiesta alla dottoressa Brusa per vedere se si può ulteriormente migliorare la cosa”.

Aggiunge il vice comandante Griffo: “Per realizzare un parcheggio per disabili sono necessarie delle metrature imposte dal Codice della Strada. Si tratterà di rivalutare le metrature e, se necessario, rinunciare ad alcuni posti”.

Luciano Pesce (ANMIC): “Se c’è stato un diniego avrei bisogno di maggiori elementi per capire se potevano esserci i requisiti per il parcheggio ‘ad personam’ o meno. Non è che il comune non abbia fatto niente, ma purtroppo di situazioni come questa ce ne sono tante”.

Luca Rembado (“RuotaAbile”): “Con la nostra associazione di casi come questo ne affrontiamo quotidianamente. Ci sono anche quelli che ottengono il parcheggio personalizzato ma comunque è troppo lontano da casa e in più viene occupato abusivamente da non aventi diritto, per non parlare di tutti quegli incivili che lasciano lo scooter nelle strisce di pertinenza dei parcheggi per disabili. Per cominciare si potrebbe iniziare a piazzare due fioriere davanti al portone della Nanfaro che facciano da dissuasore per i posteggiatori abusivi e che creino a lei una via di movimento”.

Davide Badano (Movimento 5 Stelle), sull’intervento di Rembado coglie l’occasione per sottolineare: “Vorrei ricordare che questa commissione è stata istituita per le richieste di tutti. Ogniqualvolta si verificano delle problematiche come quelle emerse, vi invitiamo a denunciarle a noi e alla Polizia Locale. Così come stasera siamo in via di risoluzione con il caso di Clara Nanfaro, un domani potremmo risolverne tanti altri”.

La proposta di Simona Simonetti (Per Finale) è: “Iniziamo con il dissuasore al più presto davanti al portone della Nanfaro e per il parcheggio attendiamo la sentenza del 17 luglio, tanto mancano pochi giorni. Ma visto che il problema esiste e, pur essendo sensibili a esso non possiamo rendercene conto come chi lo vive quotidianamente, perché non istituire un numero di cellulare apposito per le segnalazioni alla Polizia Locale di chi fa un uso distorto dei parcheggi per disabili?”

Al termine della riunione il vicesindaco Clara Brichetto si impegna formalmente a fare già nella mattinata di domani una verifica da parte dei Vigili per affrontare almeno il problema della facilità di ingresso, con la possibilità di valutare anche un’ipotesi di avvicinamento del parcheggio, che potrà essere per disabili o personalizzato in base alla sentenza.

A questo punto, però, Emanuele Gerardi (Consulta del Volontariato) fa presente che a Gorra gli è stato segnalato anche un caso di persona affetta da sclerosi multipla. Interviene quindi Davide Badano (M5S): “Viste le circostanze e le necessità, dal momento che il Codice della Strada dice che in casi specifici la percentuale di parcheggi per disabili può essere superiore ai limiti minimi di legge, perché non farne già direttamente due a Gorra?”

Viassolo conclude chiedendo a Rembado e Pesce, compatibilmente con i loro impegni di tempo e di lavoro, di sottoporre alla prossima Commissione Barriere Architettoniche un elenco di criticità del territorio finalese con gli interventi necessari.

Commenta Luciano Pesce: “Avevo già fatto una serie di sopralluoghi nel 2013: certamente il territorio finalese presenta, per sua conformazione, delle complessità eterogenee, ma esistono una legge nazionale del 1986 e una legge regionale del 1989 che prevedono entrambe che ogni comune possieda un PEBA (Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche). Ci sono tantissimi piccoli interventi che si potrebbero fare con spese molto contenute ma avrebbero già un impatto significativo”.

La tesi viene accolta da Sergio Colombo (Finale Ligure Viva), che commenta: “Abbiamo questo elenco già pronto, si può partire da lì”.

Alberto Sgarlato

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