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Attualità | 02 aprile 2019, 14:44

Malumori e "aria di crisi" tra i banchi del mercato di Finalborgo

Molteplici i fattori scatenanti, non ultima una popolazione sempre più "anziana" che esce di meno per fare compere

Malumori e "aria di crisi" tra i banchi del mercato di Finalborgo

Malumore tra i banchi del mercato di piazza del Tribunale a Finalborgo. Sembra infatti che da un po’ di tempo a questa parte gli affari siano in calo.

Quando arriviamo noi di Savonanews per chiedere come mai, scende quel velo di omertà che, peraltro, avevamo già messo in conto: non è mai facile né piacevole parlare di “vacche magre”, e può diventare ancora più imbarazzante farlo in forma ufficiale davanti un microfono.

Qualcuno tra i venditori annuncia subito che non rilascerà dichiarazioni, qualcun altro minimizza e commenta: “Guardati intorno, quale crisi? Gente in giro ce n’è…”, qualcun altro ancora ironizza bonariamente sul banco vicino: “Lunedì scorso faceva ‘il grosso’, si lamentava di tutto e di tutti, adesso però che avrebbe l’opportunità di gestire un microfono non vuole più parlare…”

Basta però intrattenersi cinque minuti di più, conquistare con calma la fiducia dei propri interlocutori, ed ecco che i nodi vengono al pettine: i malumori affiorano e, con essi, le problematiche da mettere sul tavolo (anzi, in questo caso, in piazza).

Torna ancora una volta il tema dell’apertura delle porte del Borgo: il mercato, infatti, inizia presto al mattino e quel passaggio di persone dalle 6 alle 9 aiutava a “rompere il ghiaccio” e a capire al volo l’andamento della giornata. Una fascia oraria considerata “buona” che adesso non c’è più, ma non è il solo dei problemi. Si parla anche della concorrenza dei supermercati: alcuni aprono, altri cambiano gestione, tutto influisce sull’andamento degli affari. E, non ultima, l’età media degli abitanti del Borgo, che diventano sempre più anziani ed escono meno per fare compere.

Inoltre, mentre siamo in piazza, assistiamo ad una scena un po’ particolare: alcuni turisti francesi dopo avere comprato qualche prodotto tipico chiedono dove possono trovare il Bancomat più vicino. Attimi di imbarazzo tra i banchi del mercato, dal momento che subito fuori dalle mura ne è stato da poco disattivato uno.

Di queste vicende parliamo anche con l’associazione Finalborgo.it, che si occupa di tenere vive la storia, la cultura, le tradizioni del Borgo. Tra cui, naturalmente, anche il mercato come esempio di “piazza viva”.

Commentano da Finalborgo.it: “L’innalzamento dell’età media ed il conseguente scarso ricambio generazionale, in questo caso non turistico ma residenziale, è uno dei problemi che abbiamo sollevato recentemente, così come quello della viabilità e quello legato alla chiusura di uno sportello bancario. Tutti aspetti che vanno contro la nostra idea di Borgo vivo. Non è nostra intenzione sollevare polemiche adesso, in piena campagna elettorale, soprattutto perché non vogliamo che nessuno strumentalizzi le nostre parole a fini propagandistici. Ma quello che chiediamo al futuro Sindaco, chiunque sarà e di qualsiasi schieramento, è di lavorare per capire come risolvere questi problemi”.

Alberto Sgarlato

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