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Cronaca | 04 maggio 2020, 16:14

Coronavirus, nel 2020 in Liguria decessi superiori del 50% rispetto alla media tra il 2015 e il 2019, in provincia di Savona l'aumento è del 28%

A scriverlo è l'Istat nel suo rapporto sull'impatto dell'epidemia Covid-19 sulla mortalità totale della popolazione residente nel primo trimestre 2020

Coronavirus, nel 2020 in Liguria decessi superiori del 50% rispetto alla media tra il 2015 e il 2019, in provincia di Savona l'aumento è del 28%

In Liguria, a marzo, i decessi sono aumentati del 50% rispetto allo stesso periodo nel quinquennio 2015-2019. A scriverlo è l'Istat nel suo rapporto (in allegato all'articolo, ndr) sull'impatto dell'epidemia Covid-19 sulla mortalità totale della popolazione residente nel primo trimestre 2020.

Le morti in regione dal 20 febbraio al 31 marzo sono state 3.234, contro le 2364 di media nello stesso periodo degli anni 2015-2019. I decessi dovuti ufficialmente al covid sono stati 368, l'11,4% delle morti totali su tutta la regione dove, tra gennaio e febbraio 2020, rispetto alla media 2015-2020 si era registrata addirittura una diminuzione dei decessi del 14,1%.

Considerando l’andamento dei decessi per il complesso delle cause nel primo bimestre del 2020, rispetto al 2015-2019, e quello nel mese di marzo 2020, - scrive l'Istat - si può constatare come in quest’ultimo mese ci sia una importante 'rottura' delle tendenze alla diminuzione della mortalità ravvisabile a inizio 2020. Anche quando non si ha una netta inversione di tendenza, infatti, la diminuzione dei decessi a marzo 2020 è comunque molto più contenuta rispetto ai due mesi precedenti.

A livello regionale è in Lombardia che si riscontra l’inversione più marcata: si passa da una diminuzione dei decessi del 7,5% nel biennio gennaio-febbraio 2020 - rispetto alla media nello stesso periodo 2015-2019 - ad un aumento del 185% nel mese di marzo, seguono l’Emilia –Romagna, con un aumento del 70%, il Trentino Alto-Adige (65%), e le Marche la Liguria e il Piemonte, con incrementi dell’ordine del 50%”.

Entrando più nel dettaglio per quello che riguarda la provincia di Savona, notiamo che la variazione dei decessi nel periodo tra il 20 febbraio e il 31 marzo 2020, rispetto alla media nello stesso periodo tra il 2015 e il 2019 è del 28,1%, ponendola così tra le province a "Media diffusione", mentre si registrava una flessione nei decessi del -14,6% a gennaio e febbraio 2020, rispetto alla media dello stesso periodo tra il 2015 e il 2019.Un dato assimilabile a quello della vicina provincia di Imperia nello stesso periodo, posizionata al 15%. 

I decessi totali tra il 20 febbraio e il 31 marzo in provincia di Imperia sono stati 464, di cui 62 per Covid-19. 

Confrontando i decessi, totali e Covid-19, del 2020 con i decessi per causa del mese di marzo 2017 - scrive ancora l'Istat - si nota che, fin dall’inizio di marzo, nelle aree ad alta diffusione dell’epidemia, il numero di morti di Covid-19 con diagnosi confermata è superiore a quello registrato nel 2017 per altre malattie come il diabete, le demenze e la malattia di Alzheimer. A metà dello stesso mese il numero di morti Covid-19 supera i decessi causati dall’insieme delle malattie respiratorie e dei tumori; in poco più di venti giorni i decessi quotidiani riportati alla Sorveglianza integrata Covid-19 arrivano a sorpassare il numero giornaliero di morti per tutte le cause del mese di marzo 2017.

L’analisi di tutte le cause di morte del 2020 consentirà di valutare quanto l’eccesso di mortalità osservata nel 2020 sia attribuibile anche ai decessi di persone non sottopposte al test ma certificate dai medici sulla base di una diagnosi clinica di Covid-19 (che al momento non sono conteggiate nella sorveglianza) e quanto agli effetti indiretti correlati o non all’epidemia”.

L'Istat divide l'Italia in tre a seconda della diffusione del contagio che in Liguria, come nel resto del nord è tra i più alti, quindi con valori superiori ai 100 casi ogni 100mila residenti.

Le Tre Italie dell’epidemia Covid-19 evidenziate dalla Sorveglianza Integrata Covid-19".

In Italia dal 20 febbraio, data di inizio dell’epidemia, fino al 28 aprile 2020 sono stati segnalati al sistema di Sorveglianza Nazionale integrata, 199.740 casi positivi di Covid-19 diagnosticati dai laboratori di riferimento regionale, di cui 113.312 fino al 31 marzo 2020 (periodo di riferimento del presente Rapporto).

La diffusione geografica dell’epidemia di Covid-19 è eterogenea. Nelle Regioni del Sud e nelle isole, la diffusione delle infezioni è stata molto contenuta, in quelle del Centro, è stata mediamente più elevata rispetto al Mezzogiorno mentre in quelle del Nord la circolazione del virus è stata molto elevata.

Per valutare la diffusione all’interno delle province ed eliminare l’eterogeneità dovuta alle diverse strutture per età delle corrispondenti popolazioni, sono stati calcolati i tassi standardizzati di incidenza cumulata al 31 marzo dei casi confermati positivi all’infezione; lo standard utilizzato è la popolazione italiana al censimento 2011.

La distribuzione di questi tassi è stata divisa in tre classi: la prima, definita a diffusione 'bassa', comprende le province con valori del tasso inferiore a 40 casi per 100mila residenti; la seconda, definita a diffusione 'media', comprende le province con valori del tasso tra i 40 e i 100 casi ogni 100mila residenti; la terza classe , definita a diffusione 'alta', include le province con valori superiori ai 100 casi ogni 100mila residenti”.

Files:
 Rapporto Istat ISS (1.4 MB)

Francesco Li Noce

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