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Attualità | 27 giugno 2020, 10:30

La Voce dei Giovani con Yepp Albenga: "Siamo stati isolati, ora abbattiamo le barriere"

Quando uno contrae il Covid e si ritrova in ospedale, il medico non gli chiede: “chi sei?” o “da dove vieni?” (sei africano, sei europeo, americano...) prima di curarlo

La Voce dei Giovani con Yepp Albenga: "Siamo stati isolati, ora abbattiamo le barriere"

YEPP Albenga è l’associazione che aiuta i giovani a realizzare le proprie idee, a diventare cittadini attivi, e a portare ad Albenga il cambiamento che desiderano. Ha sede nel Centro Giovani di Piazza Corridoni 9, ex Cinema Astor.

Siamo stati isolati, ora abbattiamo le barriere

Dal giorno che sono stato accolto sul mare, mi sono fatto tante domande: “perché mi hanno salvato la vita?” “Chi sono quelli che ci hanno aiutato, perché sono disponibili ad aiutarci senza conoscerci neanche di persona?” Quando sono arrivato in Italia non sapevo cosa avrei trovato. Da lì ho cominciato ad avere una vera speranza di vita, non conoscevo la città di Albenga. Mi è capitato di assistere ad episodi discriminatori ma non hanno influenzato molto il mio modo di pensare e vedere le cose.

Dopo qualche tempo dal mio arrivo ad Albenga, ho fatto un'esperienza di volontariato presso il circolo Arci Messico e Nuvole di Albenga con Taddeo, Tomly, Bobo, Fabrice e ho trovato lavoro a Terra Alta in cui sono stato ben accolto da tutti, soprattutto da Alessandro con cui siamo diventati molto amici.

Terminata l'esperienza lavorativa con Terra Alta ho iniziato a lavorare ai bagni Luciano dove ho conosciuto Daniela, Andrea, Daniele, Francesco, Maxi e Daniele, soci e membri della famiglia che mi hanno ridato il vero sorriso della vita, mi hanno fatto sentire tutti quanti parte della loro famiglia con una fiducia incredibile fino oggi. Ogni giorno che penso alla mia esperienza con loro mi viene da piangere perché non mi aspettavo una considerazione così grande.

Volevo anche entrare a far parte della comunità di Albenga e dare il mio contributo, quindi il centro di accoglienza in cui ero ospite mi ha messo in contatto con lo YEPP di Albenga in cui ho fatto un vero scambio culturale con i ragazzi della mia età. Con l'esperienza dello YEPP, ho avuto l'opportunità d'imparare tante cose diverse, molto importanti per la mia vita sociale.

Soprattutto mi è stata data una formazione durante il progetto Welcomship: come combattere lo stereotipo e pregiudizio, come fare impresa sociale, business model, comunicazione efficace e pitching. Dopo quell'esperienza sono entrato nel direttivo dello YEPP.

 

Le esperienze che ho fatto dal mio arrivo in Italia mi hanno dato speranza, ma quella che stiamo vivendo in questi mesi mi ha aperto gli occhi sul futuro.

ll Covid-19 è un'epidemia che ha danneggiato il pianeta intero senza distruggere le origini o il colore della pelle!

Quando uno contrae il Covid e si ritrova in ospedale, il medico non gli chiede: “chi sei?” o “da dove vieni?” (sei africano, sei europeo, americano...) prima di curarlo.

 

Nel 2020 i medici del mondo mi hanno insegnato di nuovo il vero senso dell’umanità.

In questo Momento così difficile e complicato, hanno contribuito con un'energia forte, hanno provato felicità per salvare la vita delle persone. Ho visto medici arrivare da tutte le parti del mondo, creare collaborazione per aiutare gli altri. Dovrebbe essere sempre così.

Ora mi sento un vero cittadino del mondo.

Da questo periodo dobbiamo imparare a vivere come i veri cittadini del mondo senza discriminazione, senza l'odio verso l'essere umano.

Se non impariamo la convivenza vera saremo noi tutti quanti i responsabili di tutto quello che ci accadrà.

Dobbiamo infatti vedere la diversità culturale come una ricchezza, non come un minaccia. Perché una cultura più un'altra fanno due e aiutano l'essere umano a capire il vero senso dell'umanità.

Qualcosa che penso sia molto importante: l'Europa e l'Africa sono molto legate a livello materiale. Il mondo è ormai collegato, sarebbe bello che i popoli che abitano nelle diverse nazioni fossero altrettanto collegati tra di loro senza pregiudizi. Facciamo qualcosa di bello o sbagliamo tutto.

Faccio parte delle persone che hanno abbandonato il loro territorio, la loro famiglia, i loro amici involontariamente. Spero di creare qualcosa di bello con le persone che mi circondano.

La responsabilità in questo ambito è di tutti.

Ibrahim Galdima, 24 anni, viene dal Camerun, ha partecipato al progetto Welcomeship e fa parte del Consiglio direttivo di YEPP Albenga.

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