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Politica | 11 novembre 2025, 16:18

Regione, più trasparenza sui traffici di armi nei porti liguri: Avs chiede un osservatorio regionale permanente

L'ordine del giorno presentato da Candia e Casella bocciato dalla maggioranza in Consiglio regionale. Nicolò: “In vigore vari protocolli per la sicurezza dei lavoratori portuali”

Regione, più trasparenza sui traffici di armi nei porti liguri: Avs chiede un osservatorio regionale permanente

Maggiore trasparenza sull'export di armi e sui carichi sensibili nei porti liguri, oltre che sulla sicurezza dei lavoratori portuali. Dopo le recenti mobilitazioni dei "camalli" di Genova, che hanno bloccato carichi bellici diretti verso Israele, con un ordine del giorno presentato da Jan Casella e Selena Candia (Avs) il tema è arrivato in Consiglio regionale.

Il dibattito sollevato dai due consiglieri di Avs nasce in seguito alla discussione parlamentare sulla riforma della Legge 185 del 1990, la norma che regola l’esportazione, l’importazione e il transito di materiali d’armamento. La modifica, già approvata dal Senato, ha come obiettivo – spiega Avs – “ridurre i controlli parlamentari e pubblici sull’export di armi e limitare le informazioni rese disponibili nella Relazione annuale”.

In Liguria la questione assume una valenza particolare: i porti liguri, in particolare quello di Genova, sono infatti considerati snodi strategici della logistica militare e già in passato sono stati al centro di proteste contro il transito di carichi destinati a zone di conflitto.

“La Regione – spiegano Candia e Casella – nell’ambito delle proprie competenze concorrenti può incidere sulla pianificazione delle aree portuali, sugli aspetti ambientali e sulla sicurezza dei lavoratori, promuovendo trasparenza e forme di leale collaborazione con lo Stato. La riduzione dei controlli parlamentari e pubblici sull’export di armamenti, derivante dalla riforma in discussione della Legge 185/1990, rischia di aggravare l’opacità e di aumentare il ruolo dei porti liguri come snodi strategici della logistica militare”.

L'ordine del giorno di Avs impegnava la Giunta regionale a sollecitare il Governo e le Autorità portuali a garantire il pieno rispetto della normativa, e a istituire un osservatorio regionale permanente sulle armi nei porti e sulla sicurezza dei lavoratori portuali, favorendo protocolli di prevenzione e forme di informazione preventiva sui carichi sensibili, in raccordo con le Autorità portuali, gli enti locali, le rappresentanze sindacali e l’Anci.

L'assessore Nicolò ha spiegato che per la sicurezza dei lavoratori nei porti liguri sono già in vigore alcuni protocolli. “Nelle settimane scorse – ha dichiarato – la Regione ha ricevuto un invito dalla Direzione regionale Inail a sottoscrivere un accordo regionale, con la partecipazione delle Autorità portuali e di tutte le Asl liguri, che discende da un protocollo Inail–Ministero delle Infrastrutture–Assoporti per attività finalizzate alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. Nell'ambito di tale accordo la Regione Liguria può impegnarsi a promuovere, tra le altre, iniziative volte all'informazione e formazione dei lavoratori e di altri soggetti sui rischi connessi ai carichi sensibili”.

“Sotto il profilo giuridico e amministrativo – ha aggiunto l'assessore Paolo Ripamonti – le Regioni non hanno competenza in materia di armi, gestita dalla legislazione nazionale”.

“Nell’impegnativa – ha replicato Candia – si chiede di sollecitare il Governo per il rispetto della Legge 185. Nei nostri porti transitano armi dirette verso territori in conflitto, e non viene rispettata la norma che vieta l’esportazione di armi verso Paesi in guerra”.

Elena Romanato

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