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Attualità | 27 luglio 2020, 10:45

Prende sempre più forma il futuro "Museo dell'Archeologia del Mare" di Albenga (FOTO e VIDEO)

Affidato a Formento Restauri l'appalto per donare nuova vita all'antico e prestigioso Palazzo Peloso Cepolla

Prende sempre più forma il futuro "Museo dell'Archeologia del Mare" di Albenga (FOTO e VIDEO)

Risorge a nuova vita Palazzo Peloso Cepolla, uno dei più importanti edifici storici del centro ingauno. Chi ha avuto modo di transitare in questi giorni per piazza San Michele, che ospita anche il palazzo comunale di Albenga, non avrà potuto fare a meno di notare i pannelli decorati con il disegno di antiche anfore che circondano il cantiere.

Questo lavoro dall’affascinante resa estetica è stato messo in atto dal personale di Formento Restauri di Finale Ligure per rendere visivamente meno impattante e più gradevole l’area del cantiere stesso.

La stazione appaltante è il Segretariato Regionale Ligure del MiBACT (Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo); il segretario regionale ad interim è il dottor Roberto Antonio Cassanelli e il responsabile del procedimento è il geometra Maurizio Cardo.

Il progetto è dell’Istituto internazionale di Studi Liguri. Il progettista è l’architetto Marco Ricchebono con la collaborazione dell’architetto Giulia Castruccio. Il coordinamento per la sicurezza in progettazione e in esecuzione è di William Sereno e Mirko Lanzoni.

La Direzione lavori è della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Città Metropolitana di Genova e delle province di Imperia, Savona, La Spezia. Direttore lavori è l’architetto Simona Giovanna Lanza.

Appaltatore per l’esecuzione lavori è Formento Restauri, sulla via per Calice, nella zona industriale di Finale Ligure.

Parole di soddisfazione sono espresse dal vicesindaco e assessore alla cultura del Comune di Albenga Alberto Passino: “Si tratta di una iniziativa importante per tutti i Musei di Albenga, che stanno vivendo una fase di valorizzazione iniziata con il percorso svolto sullo IAT nella Torre Civica. Prevediamo la fine dei lavori nel corso della prossima estate; ovviamente nel frattempo sono momentaneamente sospese le visite al Museo Navale, che rinascerà sotto la nuova e più vasta denominazione di Museo per l’archeologia del mare.

Voglio esprimere gratitudine al Ministero per i Beni Culturali e all’Istituto di Studi Liguri, che hanno gestito l’iter di questo progetto approvato in ogni sua parte e alla ditta Formento che ne esegue i lavori”.

In questo video l’ingegner Elena Formento, di Formento Restauri, ci racconta come procede l’iter dei lavori, mentre la restauratrice Stefania ci descrive quanto è stato fatto in questi giorni.

Veniamo ora ad esaminare il progetto di restauro del palazzo:

Il progetto di restauro prevede tre gruppi di intervento, intesi a realizzare le condizioni di buona manutenzione dell’involucro esterno, ovviando a problematiche di infiltrazioni di acque meteoriche, degrado dei materiali, pericoli di distacchi e cadute di componenti; al contempo ripristinando per quanto possibile la configurazione materica e visiva della profonda ristrutturazione di fine XVI secolo che ne caratterizza l’attuale consolidata individualità architettonica, nel rispetto degli interventi effettuati negli anni Sessanta del secolo scorso, integrandoli ed inserendoli nelle linee generali della fase tardo rinascimentale.

Sono inoltre previste, all’interno dell’edificio, alcune opere di limitata entità volte a migliorare la fruizione dei locali del piano secondo, destinati alle attività istituzionali dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri (sale di studio, uffici, laboratorio fotografico, archivi e depositi librari, ecc.), integrate con una nuova funzione di foresteria per studiosi ed operatori tecnici, ospiti temporanei in occasione di campagne di scavo, convegni, attività di ricerca.

Il programma complessivo di intervento sul palazzo, esteso nell’arco temporale di un biennio, prevede nella seconda fase il completo riallestimento del Museo Navale Romano, secondo più aggiornati criteri espositivi e fruitivi, ampliando lo spazio a disposizione su altri ambienti del piano primo rispetto ai tre vani attuali; allineato a detto allestimento verrà effettuato un insieme coordinato di interventi sugli spazi interni del museo, con il restauro materico e pittorico delle decorazioni a fresco seicentesche dello scalone e dell’atrio di distribuzione del piano primo, quale spazio di accoglienza del Museo, e delle decorazioni a fresco settecentesche delle due sale contigue verso Via Cavour.

Il restauro delle fronti esterne verrà completato con l’intervento sugli intonaci e sui resti di decorazione dipinta a motivi architettonici delle pareti del cavedio a loggiato attualmente appena percepibili nelle linee generali.

Ecco infine alcune note storiche a cura dell’Istituto di Studi Liguri:

Il palazzo Peloso Cepolla, una delle più importanti dimore di Albenga, è un esempio della evoluzione della casa signorile in città; viene infatti ricostruito tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento, con l’accorpamento della torre e di alcune case medievali e rinascimentali, di cui sono oggi visibili alcuni resti in via Cavour. L’esterno unificato dall’importante cornicione, ha grandi finestre decorate da ardesie; sovrastate, al secondo piano da finte finestre ovali decorate a trompe-l’oeil.. Anche la torre, datata dalla muratura alla fine del XII secolo, vien coronata da un fascione tipicamente seicentesco con pilastrini angolari sovrastati da palle marmoree. Dipinta al fondo dell’arioso atrio affacciato con ingressi su tre strade; accoglieva gli ospiti l’immagine di un imperatore, Pertinace o Proculo. Lo scalone con tre brevi rampe – le volte hanno gli stemmi Cepolla, Doria e Costa (di Prospero stesso, sua madre e sua moglie) - conduce al piano nobile. Qui si trovano il salone e numerosi ampi vani, affrescati fra fine Cinquecento e inizio Ottocento, tra i quali spiccano il salotto affrescato con grande camino, portali in ardesia e busti romani, e la cappella decorata nell’anno 1600. Al piano superiore, tutt’intorno alla “sala dei filosofi” corre un bel fregio dipinto appunto con teste di filosofi greci e romani, della seconda metà del Quattrocento.

La famiglia Cepolla, nota in città almeno dall’inizio del Duecento, è caratterizzata da un’importante attività finanziaria testimoniata da ingenti prestiti al Comune e alle famiglie signorili dell’entroterra; ricchezza probabilmente derivante da commerci marittimi a vasto raggio e operazioni finanziarie, al pari delle maggiori famiglie liguri. I Cepolla, numerosissimi, possedevano all’inizio del Trecento oltre un terzo dei patrimoni cittadini. Nel Cinquecento ne rimane in città solo un ramo, cui appartiene il coltissimo Prospero Cepolla, committente della ristrutturazione del palazzo. Dopo la sua morte, nel 1608, il palazzo passa a una delle figlie, che sposa un Della Lengueglia; successivamente, con il matrimonio di Vittoria Cepolla Lengueglia con Ambrogio Peloso, il complesso passa a questa famiglia, originaria di Ceriale e inurbata tra Quattro e Cinquecento. Il dott. Agostino Niccolari, erede del palazzo attraverso la madre, Amalia Peloso Cepolla, ne fa lascito testamentario al Comune di Albenga quale sede della Sezione Ingauna dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri; Istituto che negli anni Sessanta del secolo scorso lo restaura con contributi statali, e vi crea, con le anfore e gli altri reperti della nave romana scoperta in mare davanti ad Albenga nel 1950 a cura dello stesso Istituto, il primo Museo per l’archeologia subacquea.

Alberto Sgarlato

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