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Economia | 10 agosto 2020, 07:00

Investire in CFD: pregi ed insidie dell’asset finanziario più ricercato nel 2020

Quando si opera nei Contract For Difference è buona norma avere un approccio prudente, evitando di investire una percentuale rilevante del proprio patrimonio mobiliare

Investire in CFD: pregi ed insidie dell’asset finanziario più ricercato nel 2020

Il mondo finanziario, negli ultimi tre lustri, ha completamente mutato la propria fisionomia. Ed a fare da grande impulso, in tal senso, è stata la rete telematica, divenuta il canale d’accesso prediletto non solo dai professionisti del settore, ma anche, se non soprattutto, dai piccoli risparmiatori. Il successo del trading online, in tal senso, ne è la più fulgida testimonianza.

Effettuare operazioni di compravendita nei mercati finanziari, sfruttando i dispositivi remoti come PC, tablet o smartphone, consente agli utenti di ottenere significativi benefici sotto svariati aspetti. In primis quello economico, da sempre molto attenzionato, a ragion veduta, dai piccoli risparmiatori: il risparmio commissionale rispetto al tradizionale sportello bancario, infatti, è particolarmente cospicuo.

Cosa sono i CFD?

Il trading online, però, consente anche un comfort impagabile, evitando di recarsi in filiale ed effettuare operazioni al prezzo ritenuto più congeniale dall’utente. L’aspetto più appagante, però, è indubbiamente un altro. Grazie ad Internet, infatti, anche i piccoli risparmiatori, finalmente, possono adempiere compiutamente ad uno dei concetti cardine dell’educazione finanziaria, ossia la diversificazione.

La grande rete telematica, infatti, ha portato al successo alcuni asset, come il Forex, piuttosto che averne addirittura inventati: l’esempio delle criptovalute, in tal senso, è il più calzante e testimonia come le potenzialità del trading online siano davvero infinite. E chissà quanti altri asset finanziari verranno creati nei prossimi anni: l’effervescente creatività del mondo telematico, d’altro canto, può consentire ulteriori margini di crescita.

Restando all’attualità, dopo il grande successo del Forex, avvenuto nel primo decennio del nuovo millennio, e quello delle criptovalute, consacrato negli ultimi dieci anni, un asset, più di qualsiasi altro, sta riscuotendo un enorme successo negli ultimi anni, con un’improvvisa accelerata negli ultimi sei mesi: il CFD, acronimo della terminologia anglosassone Contract For Difference.

Essi sono degli strumenti finanziari derivati, un contratto tra il broker finanziario e il trader per scambiare la differenza di un bene sottostante, all’apertura e chiusura della posizione di negoziazione. Nel prosieguo dell’articolo spiegheremo cos’è il trading CFD, mettendo in risalto i pregi e le insidie di questo strumento finanziario particolarmente innovativo ed assai ricercato in questa fase storica, assai volatile, dei mercati finanziari.

Gli appeal dei CFD, da approcciare, però, con prudenza e consapevolezza

I CFD consentono di investire in un numero infinito di mercati finanziari, dalle materie prime alle azioni, passando per le criptovalute e il Forex, senza mai possedere realmente i beni o i titoli negoziati. Un aspetto, più di qualunque altro, risulta di particolare appeal. Se nella maggior parte degli asset finanziari si può guadagnare solo nel caso in cui il titolo prescelto volga verso l’alto, nel caso dei CFD è possibile ottenere profitti anche nel caso l’asset perda valore.

A rendere ancora più appetibili i CFD, è la possibilità di acquistarli sfruttando la “leva finanziaria”, che consente al trader di poter investire con una spesa relativamente bassa. Essa funge da prestito, fornito dal Broker, che consente al risparmiatore di depositare solo una piccola frazione del valore totale del trade, per aprire una posizione di mercato più grande.

Fare trading sui CFD, di conseguenza, consente all’utente di poter accedere ad uno degli aspetti più discussi, ma allo stesso tempo affascinante, dei mercati finanziari: la speculazione dei prezzi. Un aspetto, quello speculativo, che è in grado di fornire grandi guadagni, ma, al tempo stesso, anche perdite di non poco conto.

Quando si opera nei Contract For Difference, quindi, è buona norma avere un approccio prudente, evitando di investire una percentuale rilevante del proprio patrimonio mobiliare. Nel caso di un investitore particolarmente aggressivo, ad esempio, è consigliato non superare il 10% del proprio patrimonio finanziario, cercando, all’interno dei CFD stessi, di attuare una significativa diversificazione degli asset prescelti.




Richy Garino

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