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Attualità | 11 novembre 2020, 08:52

Covid-19: negazionisti, Movimento imprese italiane e Federazione Popolo Sovrano sono scesi in piazza a Genova

Tra i partecipanti il sindaco di Pontinvrea Matteo Camiciottoli e il dottor Mariano Amici

Covid-19: negazionisti, Movimento imprese italiane e Federazione Popolo Sovrano sono scesi in piazza a Genova

In una serata insolitamente tiepida di novembre si è tenuta nella grande, ma semi deserta, piazza Rossetti di Genova una riunione pubblica promossa dal Movimento imprese italiane in collaborazione con la Federazione Popolo Sovrano. 

A presentare gli ospiti, la portavoce FPS della Liguria Daniela Cirillo. Nel suo breve discorso introduttivo, la portavoce ha detto di non credere alle regole emanate per contrastare l’epidemia di Coronavirus; come ad esempio l’uso della mascherina che sostiene limiti la salute e impedisca la libertà, e vada a ledere i diritti umani inviolabili e intoccabili. 

Tra i partecipanti, il sindaco di Pontinvrea Matteo Camiciottoli che nei giorni scorsi è stato al centro dell’attenzione per aver sfidato il Dpcm del 24 ottobre che prevedeva la chiusura di tutti i servizi di ristoro alle ore 18. 

Restrizioni non condivise e non rispettate dal primo cittadino che con un’ordinanza consente a bar e ristoranti il normale svolgimento di attività fino alle ore 23. “Il prefetto non poteva impugnare questa iniziativa ma ha mandato gli atti a Roma alla presidenza del consiglio e ad oggi non abbiamo ricevuto nessuna notizia - dice il sindaco - Aspettiamo che la presidenza del consiglio impugni il provvedimento perché vorremmo andare a discutere i criteri di libertà che costituzionalmente sono sanciti per la tutela delle persone” aggiunge Camiciottoli. 

Il sindaco lancia una sfida e non esita ad aggiungere che si tratti di un’iniziativa di libertà spesso negata. “Non sono un negazionista e non vedo situazioni di pericolo maggiore di contagio da Coronavirus rispetto ad un bus, un treno; non c’è nessuna rilevanza scientifica che dica questo”. La scelta sembra anche dettata dalla volontà di dar luce al paese dell’entroterra che non gode di altre possibilità economiche o meglio “di presidi territoriali” come puntualizza ancora il primo cittadino di Pontinvrea. 

Sebbene le sue ragioni siano condivise da molti ristoratori che in questi giorni hanno manifestato nelle piazze, proprio durante la manifestazione si apprendeva che dal giorno 11 novembre la Liguria sarebbe passata alla fascia arancione. 

In piazza era presente anche il dottor Mariano Amici, il medico discusso che già mesi fa aveva presentato domanda al Tar vincendo il ricorso contro l’ordinanza del presidente della regione Lazio Zingaretti che imponeva la vaccinazione antinfluenzale obbligatoria agli under 65.

Il medico ha presentato un altro ricorso al Tar del Lazio contro l'ultimo decreto del presidente del Consiglio, che ha imposto nuove restrizioni in tutta Italia vista la crescita dei contagi da Covid.  

Dopo un suo discorso che verteva soprattutto sul pericolo e sui danni del vaccino antinfluenzale somministrato alle persone considerate clinicamente più deboli o immunodepresse ha risposto ai nostri microfoni. 

“Sono qui in qualità di medico per svolgere gratuitamente un servizio sociale al cittadino, per raccontare la verità rispetto a tutta questa vicenda; non è con certi provvedimenti che si tutela la salute del cittadino”. Mariani si scatena aggiungendo “Il tampone è uno strumento inattendibile, non valido e non diagnostico; tutto quello che si dice attorno a i casi di Covid-19 è assolutamente irreale perché la diagnosi ad oggi non si può fare”. 

Alla domanda sul perché gli ospedali siano pieni di malati affetti da Coronavirus risponde: “Gli ospedali che si dicono pieni, sono pieni di cosa? Se la diagnosi di Covid-19 non può essere fatta? A me non sembra giusto che vengono incentivati economicamente questi reparti. Una cosa non solo assurda, ma presenta aspetti dolosi a mio parere perché potrebbe esserci dietro l'interesse a ricoverare il paziente con tampone positivo in quanto la retta in quel caso è superiore a quella di un paziente normale; insomma, non mi pare assolutamente una cosa giusta!".

Alla domanda sull’uso delle mascherine, Mariani afferma: “Assolutamente inutili; la trama della mascherina è infinitamente più grande rispetto alle dimensioni dei virus e sono inutili anche tutti i test; non si va alla ricerca di nessun virus, ci si ammala solo al cambio di temperatura”. 

Parole forti e pesanti quelle del medico negazionista che critica anche il comitato tecnico scientifico. Sul perché vi sia poca adesione alla serata in piazza il medico afferma: “I cittadini sono spaventati e hanno paura! Hanno paura di quello che si dice sulle reti nazionali e subiscono tutto passivamente. E' normale quindi che non venga quasi nessuno a manifestare con noi!”.

Chiara Manganaro

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