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Attualità | 01 marzo 2021, 16:55

Piaggio Aerospace, futuro in mani straniere? Il territorio chiede garanzie su occupazione e programmi

Frascherelli e Tomatis: "Tutelare l'eccellenza e i posti di lavoro". Pasa (Cgil): "Il ministro Giorgetti batta un colpo". In ballo anche le sorti collegate di LaerH

Piaggio Aerospace, futuro in mani straniere? Il territorio chiede garanzie su occupazione e programmi

Sono cinque, dislocate su tre continenti diversi, le aziende che nei mesi scorsi hanno superato la fase di due diligence e hanno ricevuto le lettere formali con l'invito a presentare formale richiesta entro il prossimo venerdì 5 marzo di acquisto di Piaggio Aerospace.

Un passaggio di consegne che cambierà inevitabilmente il futuro dei tre stabilimenti coinvolti, nella nostra regione, dalla trattativa avviata dal commissario straordinario Vincenzo Nicastro che, per il momento, non vedrà passaggi vincolanti: quello di Villanova, e quindi pure la sede di LaerH, e quello di Sestri Ponente.

Ancora una volta, però, in questo ulteriore delicato capitolo della storia della ditta trasferitasi nel 2014 da Finale alla piana di Albenga, il territorio vuole tutelare uno dei suoi capisaldi industriali per cui lo spauracchio è quello della delocalizzazione e dello smantellamento.

A rilanciare l'appello nei giorni scorsi è stato il sindaco di Finale, Ugo Frascherelli: "Senza voler o poter interferire su una gara avviata, e che quindi deve rispettare certi vincoli, bisogna sottolineare come Piaggio contribuisca alla ricchezza del territorio" non solo in termini economici ma anche, come sottolinea il collega albenganese Riccardo Tomatis, in termini di sviluppo con un "altissimo livello di specializzazione".

Una realtà di cui il ponente savonese "non può fare a meno sia dal punto di vista occupazionale che per l'indotto generato" prosegue Tomatis. Per questo "deve quindi continuare ad esistere dove si trova e continuare a dare lavoro in futuro continuando a sviluppare il suo business" aggiunge invece Frascherelli.

"Piaggio è un asset strategico non per il savonese o per la Liguria, ma con le sue produzioni strategiche lo è per tutto il Paese" sottolinea invece il il segretario provinciale di Cgil, Andrea Pasa, ricordando anche come in questi ultimi anni sia stato apprezzabile il contributo portato dal commissario Nicastro in termini di commesse procurate "decisamente maggiori rispetto a quanto fatto dai diversi amministratori della precedente proprietà araba".

"Oltre a continuare a dire che bisogna fare in modo che la vendita garantisca il mantenimento dei tre stabilimenti e delle produzioni (motori e velivoli) in toto - aggiunge però Pasa - è necessario che Mise e Difesa convochino un incontro per capire cosa si sta facendo, ma è fondamentale vi sia una regia del Governo centrale, che da due anni è ormai proprietario di questa realtà".

"Perciò aspettiamo una convocazione da parte del Governo - prosegue il segretario Cgil -, specialmente ora che allo Sviluppo si è insediato il ministro Giorgetti che a settembre, in campagna elettorale per le regionali, ha visitato lo stabilimento: il silenzio nell'ultimo anno e oltre è stato assordante, ora ci aspettiamo che da Roma si batta un colpo e ci si metta in moto per organizzare un incontro".

E quella del tavolo è idea che sembra accarezzare anche il presidente della provincia, Pierangelo Olivieri: "In sinergia con Unione Industriali, i Comuni, gli Enti e i sindacati l'intenzione ferma è di perorare le causa della tutela dei lavoratori e del territorio. Anche in questo frangente vogliamo valutare come sia opportuno e utile agire raccogliendo idee e proporci di chiedere un momento di confronto".

Parte in causa che sulla vicenda, a dire di Pasa, non ha ancora mosso passi concreti è la Regione: "Quando è stato siglato l'accordo coi ministeri per il trasferimento dello stabilimento nel giugno 2014, si era impegnata a costituire un cluster aerospaziale in Liguria che tenesse insieme le professionalità del settore: ad oggi nulla vediamo in tale direzione. Per di più nei suggerimenti per il Recovery Fund, dove ci sono fondi per l'innovazione e la ricerca, non vi è alcun accenno a questo" conclude il segretario.

Mattia Pastorino

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