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Attualità | 22 marzo 2021, 13:30

Berlangieri: "Norme sempre assurde e ristori ridicoli. Ecco cosa faccio quando lo Stato mi chiede le tasse"

Il presidente dell'UPA Savona: "Ricevere il 4% del fatturato è chiedere una mano e avere un mignolo. Siamo allo stremo, e personalmente scelgo di salvare l'azienda e il suo personale"

Berlangieri: "Norme sempre assurde e ristori ridicoli. Ecco cosa faccio quando lo Stato mi chiede le tasse"

C'è delusione e anche un briciolo di rabbia da parte del settore turistico ligure e savonese, tra i maggiormente colpiti dalla pandemia, alla vigilia della seconda pasqua consecutiva andata persa e all'indomani del nuovo "Decreto Sostegni" del Governo Draghi.

A spiegarlo è il presidente dell'Unione Provinciale Albergatori di Savona, Angelo Berlangieri, che annuncia una scelta personale per salvare la propria azienda: la sospensione del pagamento degli oneri ad uno "Stato distante e vessatorio" assumendo altre priorità.

Una grande amarezza motivata innanzitutto da un mancato "cambio di passo" da parte dell'esecutivo nella gestione della crisi generata dal Covid per quanto concerne la "strategia politica per trovare delle regole in grado di contemperare le grandi emergenze di questo momento storico", sia per salvaguardare la salute che per tamponare quanto meno gli effetti delle difficoltà economiche, "perché se anche non si salva il sistema fonte di reddito si rischia di mettere a repentaglio la capacità di vivere regolarmente il contesto sociale in cui viviamo".

Se il rischio economico è alto, molto dell'amaro in bocca è perché "il sistema ha tenuto - assicura il massimo esponente di UPA -, focolai epidemici all'interno delle strutture non ce ne sono stati" eppure la "chiusura stretta" è stata l'unica via proposta, nonostante protocolli, adeguamenti e un cambio di Governo. "Ma allora a cosa è servito tutto il ragionamento per cambiare le abitudini di vita, riorganizzare le aziende e investire su procedure per tornare ad affrontare la situazione col lockdown?" si chiede Berlangieri.

"Ci viene detto che ci sono varianti, un qualcosa di ordinario che chiunque abbia conoscenza della materia non può che affermare - continua l'ex assessore regionale al Turismo - L'altra motivazione è la presenza della movida, ma la colpa è di chi non controlla, non delle attività: la stragrande maggioranza dei colleghi commercianti non si merita tutto questo, non è accettabile" è la dura accusa.

Ciò che più è ritenuto offensivo dalle imprese ricettive italiane però sarebbe, secondo Berlangieri la possibilità di raggiungere le seconde case, indice di una "schizofrenia legislativa": "Nulla abbiamo contro proprietari o locatari, ospiti graditissimi nelle nostre località, ma se ci viene detto che il pericolo contagio c'è spostandosi da una regione all'altra questo è sia che si raggiunga una seconda casa sia che si raggiunga una struttura ricettiva. I nostri ospiti sono untori o non sappiamo gestire le strutture in maniera adeguata?"

L'effetto causato da tutte queste scelte è stato un calo dei ricavi di circa il 60-70%, con punte superiori all'80% come in montagna e nelle città d'arte, senza scordarsi delle agenzie di viaggio e un 2021 "senza ricavi nei primi 5 mesi dell'anno" per le attività ricettive.

E non è sufficiente il contributo a fondo perduto previsto dal dl Sostegni: "Il 4% del totale della perdita non è un ristoro. Non riusciamo a reggere questa situazione, non possiamo indebitarci ulteriormente e ormai stanno esaurendosi anche le risorse proprie" continua Berlangieri nel suo sfogo, senza tralasciare alcune critiche sulla gestione dei denari pubblici.

"Di conseguenza personalmente, senza coinvolgere l'associazione, farò una scelta che è 'la migliore possibile': utilizzerò le risorse ancora a mia disposizione per far ripartire l'azienda. Spenderò in investimenti, per pagare dipendenti e fornitori, ma lascerò da parte il pagamento di quello che mi chiede lo Stato. Ho chiesto una mano, mi è stato dato il mignolo. Io allora darò l'indice e farò il meglio del possibile per salvare l'impresa e i suoi lavoratori: lo Stato arriverà necessariamente dopo" conclude Berlangieri.  

Mattia Pastorino

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