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Attualità | 22 marzo 2021, 17:28

Savona, commissione sul campo nomadi della Fontanassa. Re (comunità sinti): "Non abbiamo mai fatto del male a nessuno"

Al centro il nuovo regolamento comunale: nel 2022 è previsto lo sgombero del campo che diventerà un parcheggio. Le minoranze e le associazioni puntano il dito per avere risposte sul futuro dei residenti

Savona, commissione sul campo nomadi della Fontanassa. Re (comunità sinti): "Non abbiamo mai fatto del male a nessuno"

"Sono 35 anni che vivo in quel campo, mi darebbero la casa ma mi sembrerebbe di stare senza ossigeno, vorrei rimanere ancora qualche anno lì. Non abbiamo mai fatto del male a nessuno, sono nato a Savona, ho sempre rispettato e mi hanno sempre rispettato".

Il rappresentante della comunità sinti Mario Re è intervenuto questo pomeriggio nella terza commissione consiliare, così come l'Arci, la comunità di Sant'Egidio e la Caritas in merito all'applicazione del nuovo regolamento che vedrebbe dal 2022 la chiusura del campo della Fontanassa che diventerà un parcheggio a disposizione della struttura sportiva. Al centro il futuro dei residenti dell'area per il quale il comune sta cercando di trovare una soluzione alternativa (alloggi popolari) visto che verranno demoliti i manufatti abusivi.

"Ci ha abbastanza stupiti che la giunta non abbia coinvolto la comunità del campo della Fontanassa, quando si approva un regolamento solitamente ci si confronta con i soggetti interessati.  Dopo il 2022 cosa accadrà? Non è possibile non poter dare un'alternativa a queste persone. Alcuni provvedimenti sono lesivi nei confronti delle minoranze etniche" ha detto Franco Zunino di Arci.

"Capiamo che il comune abbia la necessità di normare la presenza della comunità sinti nel campo, il regolamento mi pare vada a toccare una serie di punti che devono trovare una soluzione. Ci sono però dei diritti fondamentali di tutti i savonesi tra cui il diritto di essere considerati nella gestione di formazione del regolamento che nella sua gestione. Il comune potrebbe attuare alcuni piccoli accorgimenti che permettessero alle famiglie che desiderano inserirsi in un circuito ad esempio per le domande delle case popolari avendo delle facilitazioni. Non è possibile prevedere una chiusura per il 2022, ci vuole un piano che contempli anche che cosa debbano fare i sinti che vogliono rimanere lì" ha dichiarato Natascia De Rosso della Comunità Sant'Egidio alla quale si è accodato Marco Berbaldi di Caritas: "Speriamo che venga chiarita la prospettiva di questo regolamento al termine del 2022".

"Questo regolamento è il seguito di quello che era già stato varato nel 2015 e il termine del 2022 è importante ma in caso di necessità estrema può essere prorogato. Il campo non ha mai dato estreme preoccupazioni e i sinti sono savonesi con tutti i diritti, però ci sono criticità, pericoli ed è la priorità di questa amministrazione di eliminarli affinché gli occupanti possano vivere con maggior serenità. Una regolamentazione non è mai stata applicata in questo campo nelle more di una diversa locazione di chi attualmente ci vive" puntualizza l'assessore alla sicurezza Roberto Levrero.

Nel campo sarebbero presenti attualmente circa 32 persone: "Il principio è che non si creino nuovi piazzali per nuovi arrivati perché questo campo dovrà essere eliminato, questa eliminazione deve essere graduale e nel pieno rispetto delle persone che attualmente lo occupano. E' evidente che se occorrerà ancora più tempo per trovare un'idonea sistemazione ne terremo conto. Siamo pronti ad ascoltare la comunità" ha proseguito Levrero.

"Un regolamento va applicato e discusso, riguarda la vita dei cittadini savonesi non c'è stata una condivisione con i diretti interessati, non vengono coinvolti. Magari ritirare la pratica e fare un confronto con gli abitanti del campo avrebbe un senso" ha detto il consigliere del Pd Paolo Apicella.

"Come mai se non è stato applicato in sei anni un regolamento deve essere applicato in un anno e mezzo circa, questo mi lascia perplesso - spiega il capogruppo del M5S Manuel Meles - rispetto a prima si fissa una data di chiusura, se si può condividere la natura dell'area, accanto a questo regolamento fossi stato nell'amministrazione avrei presentato una strategia con quali risorse di inclusione come si potrà perseguire quell'obiettivo".

Critico sul punto legato alle nuove nascite il capogruppo di Noi per Savona Mauro Dell'Amico che ha specificato che l'articolo 1 dice che "non comportano modifiche numeriche in termine di massima capienza, né comportano al diritto alle famiglie presenti di occupare ulteriori diverse piazzole oltre a quelle già ammesse".

"Cosa vuol dire? Se una coppia o una persona sola ha un figlio cosa ne fa di questo figlio? Vengono messi in mezzo alla strada o è un suggerimento all'aborto? Sarebbe una cosa da togliere immediatamente".

"Questo regolamento è sbagliato nel metodo e nel merito in quanto riguarda delle persone - continua il capogruppo di Rete a Sinistra Marco Ravera - il problema che se una data viene scritta nero su bianco non è flessibile almeno che non si vada ad esplicitare finché non viene concordata una soluzione per i residenti. Abbiamo la possibilità di fermare questa pratica".

"La situazione è realmente tragica, continuiamo ad intervenire da 20 anni con denunce per abusi edilizi, scarichi non adeguati, problemi di sicurezza per impianti elettrici fatiscenti, allacci non conformi alla normativa, una situazione grave che perdura da tempo. Bisogna ripristinare una situazione di legalità, le poche roulotte che sostano quasi in regola sono lì in maniera permanente, ci sono anche tante baracche abusive con illeciti che vengono posti al vaglio della Procura della Repubblica di Savona" ha concluso il comandante della polizia locale Igor Aloi.

Luciano Parodi

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