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Attualità | 30 luglio 2021, 07:45

Riduzione dei rumori dal viadotto e nuovo svincolo: Orco Feglino chiede soluzioni per i problemi dell'A10

Le due questioni affrontate in un'assemblea pubblica dove, oltre ad alcuni esponenti del mondo politico locale e non solo, Autofiori ha fornito le proprie spiegazioni

Riduzione dei rumori dal viadotto e nuovo svincolo: Orco Feglino chiede soluzioni per i problemi dell'A10

Erano due le questioni poste dall'Amministrazione comunale e dalla cittadinanza di Orco Feglino, ma anche del territorio finalese o almeno di buona porzione di esso, al mondo della politica e al gestore sulle condizioni attuali e sul futuro dell'autostrada A10: come risolvere il problema dell'aumento di rumore proveniente dal viadotto al centro del paese e se sarà possibile, un domani, avere il completamento dello svincolo anche da e verso ponente.

Alla fine qualche risposta, più o meno soddisfacente, è arrivata nell'assemblea pubblica convocata in piazza del Municipio nella serata di ieri, 29 luglio, dove il confronto tra il territorio, rappresentato dai cittadini del piccolo centro dell'entroterra finalese insieme alla loro Amministrazione e i sindaci dei vicini Comuni di Calice e Finale, alcuni dei suoi rappresentanti in Regione e in Parlamento e i rappresentanti di Autofiori non ha prodotto soluzioni pronte ma ha quanto meno sollevato l'attenzione su una tematica molto sentita per la popolazione locale.

Lo ha spiegato il sindaco Roberto Barelli aprendo il tavolo d'incontro, con la precisa ricostruzione delle criticità accumulatesi nei quasi sessant'anni di A10 sul paese fino ai giorni nostri (dalla barriera ai camion caduti dal viadotto, passando per l'inquinamento) e il ricordo delle richieste già effettuate a vario livello e da diverse amministrazioni circa lo svincolo.

Un'opera la cui importanza è stata sottolineata tanto dai colleghi Frascherelli e Comi, sulle cui strade si riversano i mezzi pesanti usciti imprudentemente e senza un'adeguata viabilità alternativa, quanto dalla deputata della Lega Sara Foscolo che ne ha sottolineato il ruolo nello sviluppo del finalese e del turismo, o dai consiglieri Arboscello e Brunetto, che hanno parlato del ruolo strategico nell'avere una nuova possibilità di immettersi verso ponente per raggiungere ad esempio il Santa Corona o semplicemente per questioni di maggiore scorrevolezza del traffico.

L'onorevole Foscolo ha parlato di portare la questione "all'attenzione del nuovo ministro delle Infrastrutture" e il consigliere Brunetto ha proposto un'audizione alla quarta Commissione regionale, di cui è membro, "per affrontarla in maniera bipartisan analizzando la pratica, capire quali siano le problematiche idrogeologiche e tecniche alla realizzazione, oltre ai costi, che ne hanno ritardato od ostacolato la realizzazione", ovvero dando quell'imprinting politico alla vicenda, con l'invito al gestore dal consigliere dem "a considerarne l'economicità in maniera compensativa vedendolo come un investimento volto a fornire un servizio in più ai fruitori dell'autostrada".

Ben più tecnico l'intervento di Maurizio Deiana. Il direttore tecnico di A6 e A10 ha spiegato "quanto sia difficile realizzare un'opera, pur così contenuta, in questo Paese" e soprattutto in Liguria, dove le difficoltà nascono "spesso per mancanza di viabilità alternativa". Ogni intervento infrastrutturale, come può essere un nuovo svincolo, viene realizzato in autofinanziamento e "non è scelto dal gestore ma segnalato tramite il Mims che ascolta il territorio ed entra in un aggiornamento quinquennale del piano".

E proprio un evolversi del programma dei lavori ha inficiato anche sull'altra problematica oggetto della serata, ovvero quello ben più contingente del rumore proveniente dai giunti: "Il viadotto è stato sottoposto a un intervento di risanamento conservativo, a cui si doveva aggiungere la posa di un manto di asfalto molto più fonoassorbente. A questo si sono sovrapposti nuovi cantieri lasciando per ultimo a causa della maggior urgenza quello della stesa dell'asfalto per cui interverremo a ottobre" ha assicurato il direttore.

Il dado a questo punto, dopo la prima iniziativa di questo genere messa in atto dal governo cittadino, è tratto: l'input che serve ora è quindi politico. "Dal 2014, ovvero da quando sono in Autofiori - ha chiosato l'ingegnere - non si è mai ragionato di alcun studio di fattibilità sul potenziamento del casello di Orco Feglino. Noi siamo disponibili a redarlo, ma per farlo un concessionario deve sedersi al tavolo con l'ente concedente". Che in autunno renderà noto il nome di chi si è aggiudicato il bando per i prossimi 11 anni circa.

Redazione

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