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Economia | 24 novembre 2021, 07:00

Game Design: non solo grandi progetti

Essere uno sviluppatore significa aver abbracciato una professione complessa e gratificante, ma essere un game designer può avere ancora altri significati: scopriamoli insieme!

Game Design: non solo grandi progetti

Se venti, trent’anni fa essere un “programmatore” voleva dire far parte di un’elite misteriosa di nerd (e all’epoca non era un gran complimento) che passavano giorno e notte con la testa nel codice, al giorno d’oggi (e da molti anni a dire il vero) le cose sono un po’ cambiate.

Essere uno sviluppatore, termine più attuale e corretto, significa aver abbracciato una professione complessa e gratificante, ma essere un game designer può avere ancora altri significati.

Il mondo che ruota attorno ai videogame non è solo quello relativo alle grandi, e spesso inavvicinabili, produzioni che trovavano e trovano il loro habitat sui PC e le consolle.
In questo caso, infatti, un videogame diventa un prodotto complesso e costoso come una grande produzione cinematografica, con la quale spesso condivide titoli, personaggi, diritti e… Ricavi.

L’evolversi ininterrotto della tecnologia, e il suo rendersi sempre più fruibile al grande pubblico, è passato naturalmente attraverso i dispositivi che tutti utilizziamo quotidianamente, dai PC portatili sempre più pratici ed economici ai tablet, agli smartphone e ora anche agli smartwatch. Le caratteristiche tecniche di questi strumenti, la disponibilità quasi costante di connettività internet a banda larga in mobilità hanno creato un nuovo ecosistema di videogame molto diversi da quelli già citati, ma altrettanto richiesti e remunerativi.

Non solo: con la nascita del primo smartphone, l’iPhone, avvenuta ormai oltre 14 anni fa, Apple ha lanciato un modo nuovo di acquisire il software (in realtà già sperimentato poco prima su Mac), ossia il sistema di acquisto, download e aggiornamento con un clic permesso dall’App Store (e relativi omologhi su altri sistemi operativi, ad esempio il Play Store su Android).

Questo sistema ha permesso di far nascere un sottobosco di piccole software house in grado di sviluppare rapidamente altrettanti piccoli progetti: giochi immediati, semplici, spesso remake di classici del passato, che sfruttano al massimo le potenzialità della piattaforma garantendo un’esperienza di gioco immediata e piacevole.
E con una remuneratività altissima.
Adventure, giochi di abilità, simulatori, FPV: piccoli budget, costi di acquisto bassi, grandi numeri e grande soddisfazione.
Un modello di business ormai consolidato ma con ancora grandi spazi di manovra.

Alle piattaforme “handheld” si affianca, naturalmente, il web. Grazie, anche in questo caso, allo sviluppo inarrestabile non tanto delle capacità dei dispositivi, quanto proprio all’evolversi delle capacità dei browser e dei linguaggi di programmazione per il web, è possibile godersi un’esperienza di gioco credibile senza bisogno di altro che non sia il PC e la connessione. Niente da installare, da configurare o aggiornare.
Tutto risiede “in remoto”, su un server, e l’utente non deve far altro che scegliere il gioco.

In questo ambito, ultimamente, hanno avuto un forte sviluppo i giochi “da tavolo” e da casinò, e in generale i casinò online, che con giochi di carte, slot, classici del casinò, ma anche giochi immediati, di abilità e memoria legati al mondo dei fumetti, della fantasia o del cinema, permettono di ricreare le sale giochi di qualche anno fa.

Anche in questo caso il modello di business è semplice e immediato: generalmente potrete provare giochi gratuiti, affiancati da altri prodotti di maggior spessore accessibili al costo di piccoli abbonamenti dedicati.
Si punta anche in questo caso sui numeri, lasciando i costi accessibili, a tutto vantaggio dell’utente – che può approfittare di una grande scelta e e della competitività del settore.

Richy Garino

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