Anche quest’anno la facciata della Casa Comunale di Murialdo ha ripreso a illuminarsi come segno di adesione e sensibilità alle importanti tematiche proposte a livello nazionale dall’iniziativa “Coloriamo l’Italia di”. Il primo colore scelto è stato l’arancione, dedicato alla Giornata nazionale per la sicurezza delle cure e della persona assistita.
In questa occasione l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha richiamato l’urgenza di un impegno concreto per prevenire i danni evitabili nell’ambito delle cure pediatriche e neonatali, ponendo l’attenzione su aree cruciali come il parto sicuro e le cure postnatali, la sicurezza dei farmaci, la corretta diagnostica, la sicurezza vaccinale, la prevenzione delle infezioni e il riconoscimento precoce del deterioramento clinico. La giornata ha voluto così promuovere miglioramenti tangibili e riaffermare il diritto di ogni bambino a ricevere cure sicure e di qualità.
Il secondo colore utilizzato quest’anno è stato il verde, per i malati di SLA. Questa malattia, oggi più che mai, rappresenta un flagello che può colpire chiunque e a qualunque età, senza che esista ancora una vera e propria cura. Il verde, in questo contesto, diventa simbolo di speranza, sia per i malati sia per la scienza, affinché la ricerca possa arrivare a individuare una terapia capace di sconfiggere definitivamente la patologia.
L’illuminazione della facciata comunale rappresenta una continuità con quanto già fatto lo scorso anno dall’amministrazione guidata da Michele Franco. In quell’occasione furono utilizzati diversi colori, tra cui l’arancione per la Giornata internazionale delle Pubbliche Assistenze Anpas, un’occasione per ringraziare i volontari che ogni giorno dedicano parte del proprio tempo al prossimo; il rosa per la Giornata dedicata alla ricerca e alla prevenzione del tumore al seno, con l’intento di ricordare a tutti l’importanza della prevenzione verso ogni tipo di tumore; e il rosso in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne.
In quella circostanza la facciata del municipio era stata decorata anche con un grande drappo e fiocchi rossi, mentre era stata inaugurata la panchina rossa che oggi si trova di fronte all’ufficio postale e che porta incisa la significativa frase: “La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci”.



















