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Savona | 27 settembre 2025, 15:41

Congresso di Fratelli d'Italia a Savona, Arecco: "La città può cambiare, ma serve unità nel centrodestra"

A preoccupare per le prossime amministrative è l'astensionismo; FdI punta anche a conquistare moderati e indecisi

Congresso di Fratelli d'Italia a Savona, Arecco: "La città può cambiare, ma serve unità nel centrodestra"

"Savona è una città che ha sempre avuto forti radici a sinistra, con una cultura politica profondamente radicata. Tuttavia, è necessario rivolgersi anche ai moderati e a chi non vota o non voterebbe per il centrosinistra".

Per Massimo Arecco, ex vicesindaco (allora della Lega) dell’amministrazione Caprioglio e capogruppo di Fratelli d’Italia in Comune, il congresso del partito di Giorgia Meloni del 27 settembre è stata l’occasione per analizzare l’attuale panorama politico e proporre una strategia per il futuro.
"Bisogna essere realistici. Parto dall’amministrazione Caprioglio per ricordare i risultati ottenuti e gli errori da non commettere. Dopo tre anni di amministrazione Russo, i cittadini mi dicono che eravamo bravi, ma lo abbiamo capito man mano che passavano i giorni di questa nuova amministrazione".

Arecco ricorda poi i progetti avviati dalla precedente giunta e proseguiti dall’attuale. "Il 60-70% dei progetti attualmente in cantiere – ha proseguito Arecco – li abbiamo avviati noi. Questo significa che la nuova amministrazione ha portato nulla o poco più di ciò che avevamo già messo in campo con fatica e con pochi soldi, in un percorso complicatissimo. Le indagini a cui siamo stati sottoposti – io per stalking e abuso d’ufficio – si sono concluse con un non luogo a procedere, ma non è stato piacevole."

E l’unità, che Fratelli d’Italia avrebbe ritrovato al congresso, torna a essere una delle questioni cruciali per l’intero centrodestra.

"Ci dicono che siamo stati bravi, ma eravamo disuniti – ha proseguito Arecco –. I consiglieri del centrosinistra votano compatti e in maniera unitaria; non c’è mai una voce contrastante rispetto a quella del sindaco. Io ricordo la mia esperienza di giunta, quando erano i miei consiglieri a presentare interpellanze e, in campagna elettorale, la mia stessa parte politica tendeva a denigrare il lavoro dei propri alleati".

La campagna elettorale per le prossime amministrative è già iniziata, ma a spaventare tutti è l’incognita del non voto: indecisi e delusi di entrambe le aree politiche. "Russo lo possiamo battere? Assolutamente sì, perché la gente è arrabbiata – ha concluso Arecco –. Lo batteremo? Non lo so. Russo ha un gruppo duro di persone fedeli che si riconoscono in quel partito. Considerato che ha il 25% e che a votare va circa il 50% degli elettori, se si aggiungono altre liste ecco perché diventa determinante convincere gli indecisi".

Elena Romanato

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