Valutano di ricorrere alle vie legali i genitori degli studenti della 2C di Scienze Umane del liceo Della Rovere, che dal prossimo anno scolastico rischia di essere smembrata in altre due classi terze.
Questo pomeriggio, nell'Aula Magna del Della Rovere, si è svolto un incontro tra la dirigente Monica Carretto, alcuni insegnanti, i familiari dei ragazzi e alcuni studenti della 2C.
Tutto a causa del decreto legge 81 del 2009, che stabilisce il numero minimo di studenti per classe e disciplina gli organici, fissando una media di 22 studenti per le classi intermedie. La 2C è composta da 17 ragazzi, quindi il numero non rientra nei parametri previsti.
Anche se la decisione definitiva sarà presa dopo gli scrutini, previsti per metà giugno, l’incontro è stato convocato per un confronto dell'istituto con le famiglie.
Il caso della 2C resterebbe comunque slegato da quello della classe del Made in Italy. L’istituto ha specificato che si tratta di due percorsi separati e che, anche se la classe del Made in Italy ha solo 9 studenti, essendo sperimentale beneficia di deroghe.
"Abbiamo fatto il possibile", ha spiegato la dirigente alle famiglie, dopo aver illustrato la situazione, quanto stabilito dal decreto e i tentativi fatti negli incontri già avvenuti al provveditorato.
Pur dovendo attendere gli scrutini di giugno prima di passare all'organizzazione delle classi per il prossimo anno scolastico, si è discusso delle modalità di "divisione" degli studenti nelle due classi terze previste per l’anno prossimo (una terza classe sarebbe stata esclusa per motivi numerici).
La soluzione proposta per dividere i ragazzi ricalcherebbe quella utilizzata per le iscrizioni al primo anno: la scelta di un compagno, a condizione che sia reciproca. Una volta formate le coppie, si procederebbe con un sorteggio per assegnare ciascuna coppia a una delle due classi.
A questo punto, alcuni genitori hanno proposto che siano direttamente i ragazzi della 2C a provare a suddividersi in due gruppi. Tuttavia, lo smembramento della classe resta una prospettiva che le famiglie vorrebbero evitare, per garantire ai ragazzi un percorso scolastico in una classe già coesa e strutturata, evitando l'inserimento in una terza già formata.
Da qui l’idea di affidarsi a un legale e fare ricorso contro la soppressione della classe.














