La candidatura della funivia Savona–San Giuseppe di Cairo a patrimonio mondiale UNESCO come esempio di architettura industriale e infrastruttura logistica è arrivata durante l’incontro tra il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. Un’idea che, secondo i due governatori, potrebbe aprire anche a nuove forme di finanziamento, ma sul territorio resta forte la richiesta di riattivare l’impianto, fermo da tempo, sia per tutelare l’occupazione sia per ridurre il traffico pesante diretto a Bragno lungo la provinciale.
"È un tema che ho seguito molto nelle mie Langhe anche a Ivrea sulla candidatura a patrimonio Unesco dell'Olivetti – ha detto il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio - credo che la vostra Funivia di Cairo abbia tutte le caratteristiche per diventare un patrimonio mondiale dell'Umanità come patrimonio di architettura industriale e logistica di collegamento. Trovando così anche, se il presidente Bucci lo riterrà, una forma di finanziamento alternativa nei progetti Unesco".
Un'idea che ha trovato l'appoggio del presidente della Regione Liguria Marco Bucci, ma il territorio chiede un ripristino delle Funivie, sia per la questione occupazionale sia per togliere dalla città e dalla Provinciale SP29 i camion carichi di carbone diretti a Bragno.
"Il fatto che diventi patrimonio Unesco non vuol dire che non continui a lavorare – ha aggiunto Bucci. Abbiamo tanti patrimoni Unesco a Genova che continuano a lavorare. Abbiamo intenzione, se c'è possibilità di business con le rinfuse, sono tutte cose che stiamo analizzando. Ho visto che ci sono parecchi studi in corso, c'è un grosso problema di investimenti, superiori ai 20 milioni, perché ci sono due impalcati che vanno completamente rifatti. Bisogna che l'investimento valga la pena in funzione del business, altrimenti lo manteniamo come patrimonio dell'umanità. Questa è una decisione nel momento in cui avremo tutte le carte presenti. Ci sono persone che lavorano lì e siamo interessati a mantenere l'occupazione".
Le reazioni non si sono fatte attendere. A intervenire è il consigliere regionale Roberto Arboscello. “L’ipotesi che le funivie possano diventare un museo o patrimonio industriale Unesco lascia sconcertati dice Arboscello - A poco serve la tentata retromarcia fatta poco dopo l'infelice esternazione, quando ormai la frittata era fatta, dicendo che un'ipotesi non esclude l'altra. Considerare quell’infrastruttura come un’eredità del passato significa, di fatto, rinunciare al suo ripristino. È quello che si vuole davvero? Parliamo di un’opera che per anni è stata indicata come strategica e ancora attuale: un sistema di trasporto sostenibile, capace di spostare merci senza gravare sulla rete stradale e autostradale, riducendo traffico, inquinamento e disagi per i cittadini. È su queste basi che si sono costruite aspettative nel territorio e che si è giustificato anche un lungo commissariamento. Oggi, invece, si fa strada l’idea che tutto questo possa essere archiviato trasformando le funivie in un museo della memoria industriale. Se questa è davvero la direzione, allora lo si dica chiaramente".














