Con una lettera indirizzata al sindaco Mattia Fiorini e al segretario comunale, il consigliere regionale di Forza Italia Angelo Vaccarezza chiede l’annullamento in autotutela della delibera con cui, lo scorso 2 marzo, il Consiglio comunale di Spotorno ha adottato l’aggiornamento del Progetto di utilizzo delle aree demaniali marittime (PUD).
Il consigliere Vaccarezza, infatti, nella sua nota sottolinea come la fase preparatoria per arrivare al voto sul Piano in Consiglio comunale risulterebbe viziata dalla presenza in Commissione, e nelle consultazioni obbligatorie con cittadini e categorie, di due consiglieri di maggioranza, nello specifico l’assessore al Turismo Cristiana Sechi e il consigliere Genta, che per loro stessa dichiarazione nella seduta di Consiglio del 2 marzo si trovavano in condizione di obbligo di astensione ai sensi della normativa vigente in materia di conflitto d’interessi.
Per il Consigliere regionale di Forza Italia “la partecipazione alle fasi propedeutiche entra in palese contraddizione con la successiva dichiarazione di incompatibilità pronunciata in Aula il 2 marzo dagli stessi interessati”. Richiamando e citando la giurisprudenza del Consiglio di Stato, Vaccarezza ricorda che l'obbligo di astensione “non è una mera formalità, ma deve scattare al minimo sentore di conflitto di interessi, reale o potenziale, poiché l'imparzialità deve caratterizzare l'agire dell'amministratore in ogni fase del procedimento decisionale. L'imparzialità non è solo un attributo dell'atto finale, ma una caratteristica ontologica necessaria dell'agire dell'amministratore”.
“L’evoluzione normativa imposta dalla Direttiva Bolkestein e la giurisprudenza dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato - sottolinea ancora il Consigliere regionale di Forza Italia - hanno radicalmente mutato la funzione del PUD, che oggi non costituisce più soltanto uno strumento di ordinata gestione del territorio, ma il prerequisito indispensabile per l’espletamento delle procedure di evidenza pubblica per l’assegnazione delle concessioni”.
“Per tutti questi motivi la presenza dei due consiglieri ai lavori della Commissione costituisce un elemento di illegittimità tale da poter inficiare tutto il percorso deliberativo. La richiesta di annullamento in autotutela nasce dunque anche dalla volontà di evitare ricorsi che porterebbero a un certo annullamento dell'atto, con conseguenti costi ingiustificati per l’ente e per l’intera comunità di Spotorno”, conclude Vaccarezza.














