Parziale cambio di rotta a Pietra Ligure in vista del ponte pasquale: alcuni chioschi degli stabilimenti balneari sul lungomare, nonostante le precedenti comunicazioni di chiusura, hanno deciso di riaprire i battenti.
La serrata annunciata nei giorni scorsi (che, va precisato, permane per quanto riguarda i servizi in spiaggia) era conseguenza della recente sentenza del TAR della Liguria, che ha annullato le proroghe generalizzate delle concessioni demaniali marittime disposte dal Comune. Il tribunale amministrativo ha infatti accolto i ricorsi presentati dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, giudicando illegittime le delibere comunali.
In un primo momento, gli effetti della decisione sembravano destinati a tradursi in una chiusura generalizzata durante le festività pasquali. A confermarlo, anche i cartelli esposti da diversi esercenti: “Non dipendenti dalla nostra volontà, ci troviamo costretti e obbligati a chiudere questo locale (onde evitare possibili sanzioni o altro) dal giorno 26 marzo 2026 al giorno 21 aprile 2026”.
Sul fronte delle possibili sanzioni — tra cui la temuta esclusione dalle future gare per l’assegnazione delle concessioni —, secondo indiscrezioni i gestori avrebbero ricevuto indicazioni tali da ritenere il rischio, se non del tutto escluso, quantomeno fortemente ridimensionato. È comunque certo che non si tratta di un via libera formale da parte del Comune di Pietra Ligure, che nel frattempo ha avviato il nuovo iter di assegnazione.
Nel merito, il TAR ha stabilito che le concessioni, scadute il 31 dicembre 2023, non potessero essere automaticamente prorogate fino al 31 dicembre 2024, imponendo di fatto un immediato cambio di rotta. I giudici hanno inoltre ordinato all’amministrazione comunale di procedere rapidamente all’indizione di gare pubbliche per la riassegnazione delle aree demaniali.
Indicazione recepita dal Comune, che lo scorso 18 marzo ha pubblicato il nuovo bando: sono 41 le concessioni messe a gara, di cui 39 relative a stabilimenti balneari e 2 a strutture turistico-ricettive. Il termine per la presentazione delle domande è fissato per lunedì 20 aprile 2026 alle ore 13.
Il bando, intanto, è al centro di un acceso dibattito politico. Il consigliere di minoranza Mario Carrara ne ha criticato tempi, contenuti e presupposti, sostenendo che il documento “potrà essere attaccabile da tutte le parti”, con il rischio di aprire una stagione balneare all’insegna dell’incertezza, sia per i gestori sia per l’utenza.
La minoranza ha inoltre chiesto la convocazione di un Consiglio comunale ad hoc per affrontare la questione nel dettaglio, proponendo anche l’istituzione di una commissione consiliare incaricata di riscrivere il Piano di Utilizzo del Demanio (PUD) e garantire una quota del 40% di spiagge libere.














