A Pietra Ligure il nuovo bando per le concessioni balneari è sempre più nel mirino del consigliere di minoranza Mario Carrara, che ne contesta tempi, contenuti e presupposti. Secondo Carrara, infatti, “potrà essere attaccabile da tutte le parti”, aprendo la strada a una stagione balneare “incognita”, con possibili ripercussioni sia per i gestori sia per gli utenti.
Il primo nodo riguarda la tempistica. Il bando, sostiene il consigliere, sarebbe stato approvato in anticipo rispetto agli strumenti di pianificazione necessari, in particolare del PUD (Piano di utilizzo del demanio). Una scelta che Carrara giudica anomala: “Il bando è stato pubblicato ‘prima’ dell'approvazione del PUD… e questa non è una cosa da poco”.
Al centro delle critiche anche i dati sulle spiagge libere. Carrara contesta apertamente le percentuali diffuse dall’amministrazione: “Questo dato non è vero! È solo millantato”. E aggiunge che le cifre ufficiali sarebbero inferiori a quelle dichiarate: “Le spiagge, tra libere e libere attrezzate, passano dall’attuale 35,43% al progettato 37,62%… Non sono né il 38, né il 38,5%”. Ancora più marcato il calo, secondo il consigliere, per le spiagge totalmente libere: “Passano dal 27,77% attuale al 21,86% progettato”.
Una situazione che, sempre secondo Carrara, metterebbe il Comune in difetto rispetto al limite del 40% imposto dalla Regione Liguria. Da qui l’accusa di aver “sbandierato con impudenza questi dati ‘non veri’” per giustificare l’avvio anticipato del bando.
Non solo. Il consigliere punta il dito anche contro la decisione di procedere prima dell’emanazione del bando tipo nazionale: “Abbiamo saputo che il Ministero pubblicherà il Bando 'tipo' nazionale, valido per tutta Italia, il prossimo 12 Aprile”, ricordando come anche il sindacato dei balneari abbia invitato i Comuni ad attendere, arrivando a definire “illegittimi i bandi prima del modello del Governo”.
Il bando di Pietra Ligure, invece, "va per conto suo - osserva Carrara - Contiene requisiti che vengono definiti come moderni ed innovativi, ad esempio, un progetto che preveda l'utilizzo per le strutture balneari di materiali ecologici o ecocompatibili, particolari e maggiori attenzioni alla disabilità, orari prolungati di apertura dei servizi, collegamenti con l'enogastronomia e servizi di bar o ristoro particolarmente qualificati, ecc. Tutti elementi richiesti che secondo l'Amministrazione comunale, innovativi e qualificanti, sarebbero premiati con significativi punteggi. Mentre, da come ci è dato capire, l'essere stati gestori e concessionari in precedenza di stabilimenti balneari, non sarebbe premiato in modo altrettanto significativo. Il problema è che, con questo tipo di bando, viste le 'ambizioni' e gli 'elevati' standard di requisiti richiesti, c'è da pensare che i progetti da presentare per 'sperare' di avere o ri-avere una spiaggia in concessione, comporteranno degli impegni finanziari e degli investimenti economici ben rilevanti, ai quali non tutti potranno far fronte per poter ambire di gestire o ri-gestire una spiaggia".
"È chiaro, ora più che mai, che questo potrà diventare un terreno di conquista per chi disponga di una notevole forza finanziaria - sottolinea quindi l'esponente di opposizione - In particolare, proprio quelle potenti società d'investimento finanziario che, vedendo nel mondo balneare un sicuro business, si sono già aggiudicate le concessioni in altri Comuni che hanno attivato le procedure concorsuali ben prima di Pietra Ligure. E quali spiagge si sono aggiudicate? Normalmente: le più belle e le più grandi. Questo bando sembra fatto apposta proprio per loro".
"Com'è la situazione a Pietra Ligure? Ci sono: 4 Spiagge superiori ai 60 metri; 5 Spiagge tra i 50 e 60 metri; 7 tra i 40 ed i 50 metri; 7 tra i 30 ed i 40 metri; 13 tra i 20 ed i 30 metri; 5 tra i 10 ed i 20 metri e 3 spiagge sotto i 10 metri - elenca Carrara - C'è da pensare che le spiagge più grosse e belle tenteranno di accaparrarsele proprio le società di investimento finanziario. Il loro destino potrebbe sembrare segnato. Tuttavia, in questo 'caos', tra 'millanterie' e ipotetici contrasti con i requisiti del bando 'tipo' nazionale di prossima uscita, le impugnazioni potranno essere all'ordine del giorno. 'I secondi' arrivati in graduatoria (ed anche tutti gli altri) avranno buoni elementi per fare ricorso contro i risultati dell'asta. Ce l'avranno specialmente se già titolari della precedente concessione, ma sconfitti e perdenti".
Infine, Carrara rilancia una proposta alternativa: una gara “la più semplice e meno dispendiosa possibile”, limitata a un anno, per garantire la stagione imminente e ridisegnare nel frattempo il sistema delle spiagge, raggiungendo il 40% di arenili liberi.
Durissimo il giudizio conclusivo sull’operato dell’amministrazione: “È partita con anni di ritardo, ha dato illusioni e vane rassicurazioni, ha perso al TAR contro l'Autorità di controllo, non rispetta il 40% minimo di spiagge libere ed ora, sul limite del tempo massimo, organizza un bando che sarà attaccabile da tutte le parti; non solo: anziché aumentarle, riduce le spiagge libere e, probabilmente, potrà vedere dei concessionari uscenti perdere la vecchia concessione. Questa è la realtà”.














